Nelle ultime settimane si è fatto sempre più insistente il rumore attorno a una vicenda piuttosto delicata che coinvolge alcuni notebook del produttore cinese CHUWI, come molti di voi avranno notato, soprattutto seguendo forum e segnalazioni online, diversi utenti hanno iniziato a denunciare una discrepanza tra le specifiche dichiarate e l’hardware effettivamente presente nei dispositivi; ora arriva finalmente una risposta ufficiale da parte dell’azienda, che tuttavia lascia ancora aperti diversi interrogativi.

CPU diverse da quelle pubblicizzate nei laptop CHUWI, l’azienda risponde

Il caso riguarda in particolare modelli come CHUWI CoreBook X e CoreBook Plus che, almeno sula carta, avrebbero dovuto integrare il processore AMD Ryzen 5 7430U. Tuttavia, test indipendenti e verifiche effettuate dagli utenti hanno evidenziato la presenza del più datato AMD Ryzen 5 5500U.

Una differenza tutt’altro che marginale, il chip più vecchio, basato su architettura Zen 2 invece che Zen 3, offre prestazioni inferiori fino al 20% e una dotazione di cache L3 dimezzata (8 MB contro 16 MB); in altre parole, non si tratta di una semplice violazione tecnica, ma di un downgrade concreto nell’esperienza d’uso.

A rendere la situazione ancora più confusa ci ha pensato il comportamento del sistema: Windows identifica erroneamente la CPU come Ryzen 5 7430U, mentre software di terze parti (come CPU-Z nelle versioni più recenti) riescono a mostrare entrambe le denominazioni, segnalando di fatto l’anomalia.

Dopo giorni di silenzio, CHUWI ha finalmente pubblicato una dichiarazione ufficiale, parlando di un numero limitato di unità affette da un errore di produzione, e invitando gli utenti a contattare l’assistenza per avviare la procedura di reso o rimborso:

Dear Users and Fans,

Thank you for your continued trust and support of CHUWI.

Due to a production error, a limited number of CoreBook X and CoreBook Plus units were assembled with incorrect processors. If you have received a device that does not match the specifications you ordered, please return it for a full refund. You may initiate the return through your original purchase channel or contact our official support team at service@chuwi.com for assistance.

We sincerely apologize for any inconvenience this may have caused. We are committed to resolving this matter promptly and ensuring that your rights are fully protected.

Return Guidelines:

  • Please ensure the device is in original condition with all accessories included
  • Valid period: From now until May 31, 2026

With 22 years of brand history, CHUWI has always placed the highest priority on quality and innovation. Moving forward, we will continue to uphold a “user-first” philosophy and strive to deliver high-quality, innovative products with exceptional value.

Thank you again for your understanding and support.

Sincerely,
CHUWI Team

Come potete notare però, ci sono alcune condizioni che vale la pena sottolineare: il reso deve essere effettuato tramite il rivenditore originale, il dispositivo deve essere in condizioni perfette e completo di tutti gli accessori, inoltre il programma è valido solo fino al 31 maggio 2026.

Non solo, alcuni prodotti coinvolti dalle segnalazioni, come il CHUWI Ubox, non rientrano nemmeno nel programma di richiamo, lasciando di fatto una parte degli utenti senza una soluzione ufficiale.

Uno degli aspetti più critici della vicenda è che, nonostante la presa di posizione ufficiale, CHUWI non ha chiarito in maniera convincente l’origine del problema; dopo che AMD ha negato qualsiasi coinvolgimento, la responsabilità sembrerebbe ricadere sull’azienda stessa o sul partner produttivo (Emdoor), ma al momento non esistono conferme definitive.

Allo stesso tempo, non è stato comunicato il numero esatto di unità coinvolte, né è chiaro se si tratti di un errore logistico, di produzione o di qualcosa di più grave. Una mancanza di trasparenza che, inevitabilmente, contribuisce ad alimentare i dubbi.

Chi possiede uno dei modelli interessati farebbe bene a verificare quanto prima il processore installato sul proprio dispositivo (magari utilizzando strumenti aggiornati), così da capire se rientra nei casi segnalati. Nel caso in cui venga riscontrata una discrepanza è possibile contattare il venditore per avviare il reso, oppure scrivere direttamente a CHUWI tramite il supporto ufficiale, entro la scadenza fissata a fine maggio.

Quella che inizialmente sembrava una segnalazione isolata emersa online si è trasformata, nel giro di pochi giorni, in un caso piuttosto serio per CHUWI, che mette in discussione l’affidabilità del controllo qualità e della comunicazione aziendale. Resta ora da capire se emergeranno ulteriori dettagli e se l’azienda deciderà di ampliare il programma di assistenza o fornire chiarimenti più approfonditi.