Cosa guardare su Netflix

I colpi di coda del Coronavirus stanno creando non pochi problemi anche alle reti (fisse e mobile) che, nel giro di pochi giorni, hanno visto aumentare di molto il volume di traffico per via del telelavoro e anche della didattica online. Del resto si sa, il decreto Cura Italia spinge proprio verso questa direzione, dove il Governo chiede a gran voce di restare a casa per ridurre al minimo le chance di contagio.

Su richiesta dell’Unione Europea, Netflix riduce il bit rate per il Coronavirus

Se l’art. 82 del decreto Cura Italia invita le TLC ad avviare ogni utile iniziativa per potenziare le reti e garantire l’accesso ininterrotto ai servizi di emergenza, anche l’Unione Europea si muove in questa direzione ma da un altro punto di vista. In queste ore il Commissario dell’Unione Europea Thierry Breton ha chiesto a Netflix, YouTube e altri servizi per lo streaming video di ridurre la qualità dei servizi di streaming verso l’SD e Netflix, di fatto, ha subito colto la richiesta abbandonando la possibilità di fruire i contenuti multimediale a risoluzione HD e 4K.

La richiesta sembra essere molto singolare nel suo complesso ma, se ci pensiamo, stare a casa porta inevitabilmente a guardare molti più contenuti online (e su Netflix), di fatto portando un ulteriore carico di stress sulle reti già di loro messe a dura prova. Dopo alcuni colloqui con gli executive di Netflix, l’azienda ha lasciato il seguente comunicato:

A seguito delle discussioni tra il Commissario Thierry Breton e Reed Hastings – e date le straordinarie sfide sollevate dal Coronavirus – Netflix ha deciso di iniziare a ridurre i bit rate in tutti i nostri flussi in Europa per 30 giorni. Stimiamo che ciò ridurrà il traffico Netflix sulle reti europee di circa il 25 percento, garantendo al contempo un servizio di buona qualità per i nostri membri.

Ridurre il bitrate significa che si andrà a colpire la quantità di dati digitali trasferiti in un dato intervallo di tempo creando una sorta di collo di bottiglia alla fonte nella trasmissione dei contenuti multimediali che non potranno quindi essere trasmessi alla qualità massima possibile.

Che ne pensate della mossa di Netflix? Siete d’accordo con l’iniziativa promossa dalla compagnia o credete che sarebbe meglio potenziare le reti telematiche piuttosto che ridurre il bit rate? Fatecelo sapere nei commenti qui in basso!