Banda ultralarga fibra ottica FTTH

Il digital divide è una delle pieghe più importanti per quanto riguarda la digitalizzazione del nostro Paese, che ancora oggi colpisce centinaia di piccoli borghi in cui è completamente assente qualsiasi tipo di connessione. Fortunatamente il progetto per lo sviluppo della Banda Ultralarga continua ad andare avanti, e questo sito rappresenta il punto di riferimento per chi è alla ricerca di un modo per controllare lo stato di avanzamento dei lavori su mappa.

Mappa di avanzamento dei lavori

Ad oggi, controllando i dati previsionali di copertura al 31 dicembre 2019 ed in base alle dichiarazioni degli operatori in fase di consultazione, scopriamo che la Banda Ultralarga ad almeno 100 Mbps copre il 20,3% dei comuni interessati, mentre la Banda Ultralarga ad almeno 30 Mbps è ancora oggi la più diffusa con il 66,6%.

banda ultralarga mappa avanzamento lavori

Controllando il grafico relativo all’avanzamento dei lavori nel tempo, è possibile notare come dal 2018 ad oggi sia cresciuta la sezione dei comuni in fase di collaudo (marcati dal celeste chiaro) dove invece l’anno scorso era appena percettibile. Infatti, i comuni con la Banda Ultralarga su fibra “in esecuzione” sono 2071, mentre quelli in “progettazione definitiva” e “progettazione esecutiva” sono rispettivamente 3062 e 1348.

Storia diversa invece per quanto riguarda il numero di comuni raggiunti dalla Banda Ultralarga in wireless, dove il numero dei comuni in “progettazione definitiva” è pari a 4269, mentre quelli in fase di esecuzione sono appena 585. Dalla mappa interattiva disponibile al link presente qualche riga più su, è possibile vedere in dettaglio lo stato di avanzamento dei cantieri fibra terminati regione per regione, dove invece la visualizzazione generale ci offre un quadro d’insieme generale di tutto il territorio nazionale.

banda ultralarga mappa avanzamento lavori

Come sottoscritto dal Piano Strategico per la Banda Ultralarga, il territorio nazionale è stato suddiviso in diverse aree:

  • aree “bianche”, ovvero a fallimento di mercato, in cui sono assenti interventi di investimento da parte di operatori privati;
  • aree “grigie” e “nere”, ovvero in concorrenza, in cui sono già presenti reti in banda ultralarga.

Le risorse ad oggi disponibili per sostenere gli interventi richiesti ammontano a circa 2,7 miliardi di euro che, seppure tanti, risultano essere inferiori ai 5,1 miliardi di euro stimati da Infratel Italia S.p.A per intervenire nelle aree grige del Paese installando infrastrutture predisposte al Gigabit.