Ancora brutte notizie per le casse di Apple. Come se già non bastassero i 634 milioni di dollari a favore di Masimo (azienda specializzata nel settore delle tecnologie mdiche), la compagnia di Cupertino sarà tenuta a versare un extra di 184 milioni di dollari aggiuntivi nei confronti di quest’ultima, per aver infranto un brevetto che è stato utilizzato dai sensori dell’Apple Watch: scopriamone insieme tutti i dettagli.

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Apple: i dettagli del risarcimento a Masimo

Apple dovrà versare 184 milioni di dollari aggiuntivi a Masimo, che si aggiungono ai 634 milioni di dollari precedentemente pattuiti: secondo la sentenza del giudice federale, al centro della vicenda ci sarebbe la violazione di un brevetto della compagnia, che sarebbe stato utilizzato all’interno dei sensori biometrici degli ultimi modelli di Apple Watch per la misurazione in tempo reale della saturazione del sangue.

Apple Watch

Una somma extra decisamente salata, che fa salire il conto complessivo a ben 832 milioni di dollari totali. A riportare la vicenda è Bloomberg Law, secondo cui il giudice federale James V. Selna avrebbe rifiutato il ricorso di Apple: per la compagnia di Cupertino, l’assegnazione degli interessi avrebbe rappresentato per Massimo una più che buona fonte di guadagno. Citando quanto stabilito dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, quegli stessi interessi sarebbero serviti a risarcire integralmente il proprietario di quegli stessi brevetti, a causa del ritardo accumulato nella restituzione della (ingente) somma di denaro.

I primi “disguidi” con Masimo risalgono al 2023, con una sentenza che di fatto obbligava la stessa Apple alla rimozione della saturazione dell’ossigeno (a livello del sangue) all’interno di due modelli specifici di Apple Watch, permettendone così la vendita all’interno del territorio degli Stati Uniti. C’è però una piccola, buona notizia per Apple: lo stesso giudice di cui sopra avrebbe rifiutato la richiesta di interessi al 7% da parte di Masimo, asserendo che il tasso d’interesse debba essere proporzionato a quanto la stessa compagnia paga per i suoi prestiti.