OpenAI potrebbe essere pronta a entrare con decisione nella nuova corsa agli agenti di intelligenza artificiale a funzionamento continuo, una categoria che negli ultimi mesi ha iniziato a conquistare sempre più spazio nel mercato consumer. In vista del DevDay 2026, in programma a breve, circolano infatti indiscrezioni su un nuovo agente chiamato Aeon, che potrebbe rappresentare la risposta dell’azienda a soluzioni come Muse di Meta, Grok Bot di SpaceX, OpenClaw e Instinct.

La notizia, al momento, va considerata come un’indiscrezione: OpenAI non ha ancora presentato ufficialmente Aeon e si sa molto poco delle sue caratteristiche. La possibile novità arriva però in un momento particolare per l’azienda, che ha contribuito a rendere popolare l’intelligenza artificiale generativa ma rischia di essere arrivata in ritardo proprio nel settore degli agenti autonomi destinati agli utenti comuni.

Segui TuttoTech.net su Google Discover

Pubblicità-27%Google Pixel 10a

Gli agenti IA sono diventati una nuova frontiera

Gli agenti di intelligenza artificiale puntano a fare qualcosa di diverso rispetto ai tradizionali chatbot, non si limitano a rispondere alle richieste dell’utente, ma possono eseguire azioni concrete al suo posto; prenotare un viaggio, fare la spesa, fissare un appuntamento, preparare una presentazione o svolgere altre attività sono esempi delle possibilità immaginate dal settore ormai da diversi anni.

OpenAI aveva già mostrato interesse per questo tipo di tecnologia, presentando una funzionalità API dedicata agli agenti durante il DevDay del 2024 e introducendo a metà 2025 le prime versioni consumer focalizzate sull’utilizzo del computer e sulla ricerca; è però con OpenClaw, arrivato alla fine dello scorso anno, che gli agenti hanno iniziato a passare dalla fase di prototipo a quella di utilizzo concreto.

Da quel momento la competizione è aumentata rapidamente. Meta ha lanciato Muse all’inizio di settembre e, secondo i dati di Appatopia, l’agente ha raggiunto 600.000 utenti attivi giornalieri negli Stati Uniti, arrivando anche ai vertici delle classifiche dell’App Store. Google, invece, dispone di Gemini Spark, un agente attivo 24 ore su 24 pensato per il pubblico consumer e collegato a più di 30 partner esterni, tra cui Dropboix, Uber e Spotify.

C’è poi Instinct, che si è fatto notare soprattutto per la semplicità di utilizzo, compresa la possibilità di interagire con l’agente attraverso iMessage e altre applicazioni di messaggistica. Gli agenti concorrenti vengono già utilizzati per attività come compilare moduli per visite mediche, cancellare abbonamenti, organizzare viaggi di gruppo, prenotare attività, fissare appuntamenti alla motorizzazione e pagare bollette.

La maggiore autonomia porta però con sé anche problemi importanti sul fronte della sicurezza, almeno una vulnerabilità nota consentiva agli aggressori di prendere il controllo degli account. Per quanto riguarda Muse, alcuni utenti hanno segnalato episodi in cui l’agente avrebbe divulgato il proprio indirizzo di casa senza autorizzazione o avrebbe letto messaggi privati.

Cosa sappiamo di Aeon e perché potrebbe essere importante per OpenAI

Per ora, le informazioni su Aeon sono estremamente limitate, l’elemento più concreto riguarda Peter Steinberger, creatore di OpenClaw, che attualmente lavora per OpenAI e potrebbe quindi mettere a disposizione dell’azienda la propria esperienza nello sviluppo di agenti.

Un eventuale agente OpenAI potrebbe inoltre sfruttare GPT-6 Astra, l’ultimo modello di frontiera dell’azienda. OpenAI ha presentato Astra come un modello destinato a rappresentare un passaggio importante verso l’AGI, e potrebbe costituire la base tecnologica di un eventuale Aeon. Questo permetterebbe potenzialmente di puntare a compiti particolarmente complessi, dalla sicurezza informatica all’ingegneria del software, passando per la ricerca scientifica e l’utilizzo del computer.

Il problema per OpenAI è però anche l’integrazione con gli altri servizi. Muse può contare sull’ecosistema Meta, utilizzato da miliardi di persone, mentre Gemini Spark può sfruttare l’enorme quantità di servizi personali e aziendali messi a disposizione da Google. OpenAI ha cercato di ridurre questo divario con iniziative come il ChatGPT Apps SDK, presentato lo scorso anno per permettere l’integrazione di servizi come Zillow, Spotify e Canva direttamente nell’esperienza del chatbot.

Aeon potrebbe quindi rappresentare qualcosa di più di un semplice nuovo prodotto, un agente capace di funzionare continuamente potrebbe collegare diversi degli elementi sui quali OpenAI sta lavorando, dall’evoluzione dei modelli all’hardware sviluppato insieme a Jony Ive, fino alle ambizioni dell’AGI.

Al momento comunque, resta da capire se e quando Aeon verrà effettivamente presentato e soprattutto quale sarà il suo livello di autonomia. Il DevDay 2026 potrebbe fornire le prime risposte, in un mercato nel quale OpenAI dovrà confrontarsi con concorrenti che hanno già iniziato a portare gli agenti IA nelle attività quotidiane degli utenti.