Tesla dovrà aspettare ancora prima di poter portare il suo Full Self-Driving (Supervised) su larga scala in Europa. Il voto che avrebbe dovuto decidere il futuro del sistema di guida autonoma nell’Unione Europea non si terrà il 6 ottobre, come sperato dalla società, e la prossima occasione utile sembra essere ormai quella di dicembre.

La conferma arriva dalla bozza dell’ordine del giorno della prossima riunione del Technical Committee on Motor Vehicles (TCMV), il comitato che riunisce i rappresentanti degli Stati membri e la Commissione Europea. Per la data del 6 ottobre non è previsto alcun voto sul sistema di Tesla, dato che il documento parla soltanto della prosecuzione delle discussioni sulla richiesta presentata dai Paesi Bassi.

Recentemente Tesla ha ottenuto l’autorizzazione proprio in questo Paese attraverso il meccanismo previsto dall’articolo 39 del regolamento europeo 2018/858, pensato per consentire l’autorizzazione di tecnologie che non rientrano completamente nelle norme esistenti. La data del 6 ottobre servirà quindi a proseguire la discussione sulla richiesta dei Paesi Bassi di autorizzare il Full Self-Driving (Supervised) che, ricordiamolo, è un sistema di guida autonoma che però richiede la supervisione del conducente.

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Il Full Self-Driving di Tesla deve ancora convincere l’Europa

Tesla aveva indicato proprio il 6 ottobre come una possibile data per il voto europeo, dopo aver pubblicato i dati di sicurezza ufficiali sul suo sistema di guida. La società aveva inoltre comunicato a settembre che il sistema era già stato approvato in cinque Paesi dell’Unione Europea e utilizzato da oltre 70.000 clienti ma, a quanto pare, nella data sperata dalla società è previsto soltanto un intervento di circa 25 minuti dedicato alla richiesta dei Paesi Bassi.

Se non ci saranno riunioni straordinarie o cambiamenti dell’agenda dell’ultimo minuto, la prossima finestra utile per il voto sarà quella di dicembre. Non si tratta comunque di una bocciatura del Full Self-Driving, ma di un ulteriore rinvio di una procedura che Tesla sperava di chiudere a stretto giro.

Nel frattempo il sistema ha ottenuto il riconoscimento nazionale in diversi Paesi europei. Oltre ai Paesi Bassi, hanno riconosciuto l’autorizzazione anche Danimarca, Belgio, Estonia, Lituania, Slovenia e Repubblica Ceca: nel complesso si tratta di sette Stati, ma la loro popolazione rappresenta soltanto il 12% di quella dell’Unione Europea. Per ottenere un’autorizzazione valida su tutto il territorio europeo devono votare a favore almeno 15 dei 27 Stati membri, che devono rappresentare almeno il 65% della popolazione dell’Unione.

Le difficoltà riscontrate da Tesla stanno proprio qui, poiché alcuni Paesi hanno espresso perplessità soprattutto sulla capacità del FSD di rispettare i limiti di velocità e di gestire correttamente determinati scenari urbani. La Svezia ha chiesto formalmente che venga eliminata la possibilità per questo sistema di superare i limiti prima di concedere il via libera europeo. Anche la Francia ha sollevato dei dubbi legati alla velocità e alla supervisione del conducente, mentre Spagna, Germania e Italia non hanno riconosciuto l’autorizzazione olandese.

Il rinvio a dicembre arriva pochi giorni dopo un test condotto a Bruxelles da un’organizzazione per la sicurezza di pedoni e ciclisti. Secondo i risultati pubblicati dal gruppo, durante le prove il sistema avrebbe superato il limite di 30 km/h nel 55% dei tratti analizzati, con una velocità media di 44 km/h. Si tratta dei risultati di un test indipendente e non di una valutazione ufficiale dell’Unione Europea, ma il tema della gestione dei limiti di velocità è un argomento molto discusso tra i regolatori.

La possibilità di vedere il proprio sistema di guida autonoma con supervisione del conducente in tutta l’Europa, quindi, si allontana ancora una volta per Tesla. Il prossimo appuntamento realmente decisivo potrebbe essere quello di dicembre, quando gli Stati membri potrebbero finalmente trovarsi davanti al voto sull’estensione dell’autorizzazione olandese a tutta l’Unione.