Il blocco dei veicoli diesel Euro 5 previsto nel Bacino Padano non partirà il prossimo 1° ottobre, il governo ha infatti deciso di rinviare di un anno l’entrata in vigore delle limitazioni alla circolazione previste in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, concedendo alle amministrazioni regionali più tempo per intervenire sulla qualità dell’aria.

La decisione arriva con un decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri e modifica quindi la scadenza inizialmente fissata, la nuova data da segnare sul calendario è il 1° ottobre 2027, anche se la situazione non è identica in tutte le regioni coinvolte.

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Diesel Euro 5, il blocco slitta al 2027

Il provvedimento riguarda le autovetture e i veicoli commerciali delle categorie N1, N2 e N3 alimentati a gasolio e classificati Euro 5. In Italia si contano circa 3,5 milioni di autoveicoli e 600 mila veicoli commerciali diesel Euro 5, mentre nel solo Bacino Padano sono presenti oltre 1,2 milioni di autovetture e circa 200 mila veicoli commerciali appartenenti a questa categoria.

Il rinvio interessa formalmente Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, anche se nei fatti la modifica riguarda soprattutto la Lombardia. Le altre tre regioni avevano infatti già introdotto provvedimenti per posticipare la misura, prevedendo contestualmente alcuni interventi di compensazione.

Il blocco era stato introdotto dal governo nel 2023 nell’ambito delle misure pensate per ridurre l’inquinamento atmosferico nelle regioni della Pianura Padana, si tratta di un’area nella quale le particolari condizioni geografiche e meteorologiche favoriscono il ristagno degli inquinanti e che è stata interessata negli anni da diverse procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea per la qualità dell’aria.

La nuova norma punta quindi a concedere alle regioni una maggiore flessibilità nella definizione delle politiche ambientali, mantenendo comunque l’obbiettivo di raggiungere i livelli di riduzione delle emissioni previsti dalla normativa italiana ed europea.

Il rinvio di un anno viene motivato anche con la necessità di evitare rilevanti ripercussioni sulla mobilità dei cittadini, sulla continuità dei servizi di trasporto e sul sistema economico e produttivo delle aree interessate.

Il periodo aggiuntivo dovrebbe permettere alle amministrazioni regionali di completare le misure necessarie per migliorare la qualità dell’aria prima dell’introduzione delle limitazioni alla circolazione. L’obbiettivo dichiarato è quindi trovare un equilibrio tra la riduzione delle emissioni richiesta dalle norme europee e nazionali e le esigenze legate alla mobilità e alle attività economiche.

La proroga era stata richiesta dal vicepremier e ministro dei trasporti Matteo Salvini, che nei giorni scorsi aveva annunciato l’intenzione di portare il provvedimento in Consiglio dei ministri; Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha poi confermato l’approvazione del decreto.

In una nota, il MIT ha parlato di grande soddisfazione da parte del ministro, che aveva chiesto un intervento per tutelare la mobilità di cittadini e imprese. Salvini ha definito la proroga un risultato importante per le esigenze di famiglie, lavoratori e sistema produttivo, evitando un blocco generalizzato che, secondo il ministro, avrebbe avuto conseguenze rilevanti sulla mobilità e sulle attività economiche.

Per i proprietari dei veicoli interessati, dunque, la data da tenere presente è il 1° ottobre 2027. Fino ad allora le quattro regioni dovranno continuare a lavorare sulle politiche per la qualità dell’aria, conciliando la riduzione delle emissioni con le esigenze di mobilità e continuità delle attività economiche.