Xiaomi sta preparando qualcosa di piuttosto grosso per Mi Fitness. Il codice dell’ultima versione dell’app lascia intravedere un nuovo AI Health Assistant, capace di raccogliere i dati sulla salute degli utenti, costruire piani giornalieri, lavorare sul sonno e suggerire allenamenti.

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Un nuovo livello di AI dentro Mi Fitness

Le novità più interessanti sono nascoste dentro Mi Fitness 3.59.1i, dove Xiaomi ha aggiunto un modulo salute completamente nuovo. Al suo interno compaiono riferimenti a una “analisi riassuntiva della salute tramite AI”, a un “piano di miglioramento del sonno tramite AI” e a un “assistente fitness AI”. C’è anche un Piano Salute Giornaliero, che sembra destinato a fare da fulcro dell’intero sistema: racchiude sezioni per analizzare la situazione attuale e suggerire i passi successivi, il che lascia pensare che l’obiettivo vada oltre l’ennesimo punteggio mostrato nella schermata principale.

L’ambito non riguarda soltanto l’allenamento. L’app cita sonno, esercizio fisico, nutrizione, stile di vita, psicologia e sintomi, un perimetro ampio che dà l’idea di quanto potrebbe espandersi la funzione nel tempo.

C’è anche una parte legata alle attività e ai check-in. Da come è strutturato il codice, sembra che sarà possibile seguire un piano lungo più giorni, spuntare le voci completate e ricevere feedback aggiornati strada facendo. Il tutto si affianca a una funzione separata, l’AI Health Summary, il lato più passivo del sistema: può indicare se la situazione sta andando “meglio” o “peggio”, offrire un’analisi e invitare a continuare a indossare il dispositivo quando i dati raccolti non sono ancora sufficienti.

È probabilmente qui l’idea più grande. Xiaomi raccoglie già moltissime informazioni attraverso orologi e smartband: frequenza cardiaca, ossigeno nel sangue, stress, sonno e, sui modelli più recenti, anche l’HRV. Lo strato AI sembra il tentativo di collegare questi dati tra loro, invece di lasciarli sparsi su schermate diverse.

Xiaomi appears to be moving Mi Fitness towards interpreting wearable data and suggesting what users should do next, rather than simply recording it.

Mi Fitness propone già raccomandazioni di allenamento, mentre la Xiaomi Smart Band 10 ha introdotto un piano di miglioramento del sonno di 21 giorni basato sul comportamento notturno, e Xiaomi ha iniziato ad aggiungere interpretazioni più avanzate del sonno sui wearable più recenti. La differenza, stavolta, sta nell’ampiezza: l’Health Assistant è onnicomprensivo.

A questo si aggiunge un tassello arrivato da un’altra direzione. L’app Xiaomi Mi Sports & Health ha già integrato ufficialmente Ant Afu, l’assistente sanitario AI di Ant Group, con l’obiettivo di offrire un’analisi dei dati sulla salute più approfondita. Nell’ultima versione si può accedere direttamente alle interfacce di monitoraggio del sonno e della frequenza cardiaca per richiamare Ant Afu in tempo reale. Basandosi su un grande modello medico sviluppato internamente, l’assistente fornisce raccomandazioni sanitarie preliminari a partire dagli indicatori fisiologici: un passaggio dalla semplice registrazione dei dati a quello di consulente intelligente. Oltre a Xiaomi, Ant Afu è già stato aperto a nove importanti brand di dispositivi smart, tra cui Apple, Huawei e vivo.

Beta, regioni e dispositivi compatibili

Le nuove funzionalità non sembrano comunque pronte per un rilascio completo. Diverse parti del sistema AI sono contrassegnate come beta dentro Mi Fitness 3.59.1i, e Xiaomi può abilitare le funzioni per account, regione e dispositivo connesso: installare l’ultimo APK, quindi, non significa necessariamente vedere comparire subito l’AI Health Assistant nella propria app.

Resta aperta anche la questione della compatibilità. Xiaomi potrebbe rendere l’assistente disponibile alla maggior parte di chi usa Mi Fitness, oppure riservare le analisi più avanzate ai modelli recenti di orologi e smartband, gli unici in grado di raccogliere misurazioni aggiuntive come l’HRV. Il punto è che non si tratta dell’ennesima scheda salute aggiunta all’app: Mi Fitness si sta spostando verso l’interpretazione dei dati raccolti dai wearable e verso suggerimenti concreti su cosa fare dopo, un terreno diverso da quello della semplice registrazione.