Il countdown è finito e, come da pronostico, il palco dello Steve Jobs Theater si è acceso per l’evento “Surprise and Shine”, l’appuntamento che ha aperto ufficialmente la stagione di Apple dei nuovi iPhone. Al centro della serata, come ampiamente previsto dagli addetti ai lavori nelle settimane precedenti, ci sono iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, i due modelli che quest’anno raccolgono da soli l’eredità della gamma di punta, lasciando la versione standard e l’iPhone 18e a un appuntamento successivo.
Non è un dettaglio da poco: per la prima volta Apple ha scelto di concentrare il lancio autunnale esclusivamente sui modelli Pro, segno di quanto l’azienda voglia mettere in vetrina il meglio della propria tecnologia in un momento in cui la concorrenza, soprattutto asiatica, spinge forte sull’innovazione fotografica e sui materiali.
“Con iPhone 18 Pro, abbiamo fatto passi avanti nelle aree che più interessano ai nostri utenti: fotocamera, prestazioni, batteria e intelligenza. E non ci siamo limitati a miglioramenti incrementali, ma abbiamo compiuto passi da gigante per creare il miglior iPhone Pro di sempre”, ha dichiarato Greg Joswiak, vicepresidente senior del Worldwide Marketing di Apple. “iPhone 18 Pro permette a chiunque di scattare foto e registrare video straordinari con l’apertura variabile, offrendo al contempo maggiore versatilità ai creatori e un maggiore controllo ai professionisti. Grazie agli importanti aggiornamenti agli Stili fotografici e alle potenti funzionalità video, iPhone 18 Pro apre nuove strade all’espressione creativa degli utenti.”

A rubare parte della scena, va detto, ci ha pensato anche un terzo protagonista della serata: iPhone Duo, il nome scelto da Apple per il suo primo smartphone pieghevole, presentato accanto ai due modelli Pro dopo anni di rumor e speculazioni sotto etichette diverse, da Fold a Ultra. Il dispositivo adotta un formato a libro con apertura verticale, uno schermo esterno da circa 5,5 pollici e un pannello interno pieghevole che si estende fino a 7,8 pollici, pensato per offrire un’esperienza multitasking più vicina a quella di un iPad che a quella di un iPhone tradizionale, con app affiancate e supporto alla Apple Pencil come strumento di input.
Indice:
- Design, colori e display: evoluzione più che rivoluzione
- Il cuore pulsante: chip A20 Pro e autonomia rivista
- Fotocamera: l’apertura variabile è la vera protagonista
- Connettività: il modem C2 punta al satellite e al ritorno del mmWave
- Specifiche tecniche degli iPhone 18 Pro
- Disponibilità e prezzi degli iPhone 18 Pro
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Design, colori e display: evoluzione più che rivoluzione
Chi si aspettava un cambio di paradigma nelle forme resterà probabilmente con qualche desiderio insoddisfatto. Apple ha confermato una linea estetica che richiama fortemente quella della generazione precedente, con un linguaggio visivo che punta sulla continuità piuttosto che sulla rottura. Il vero cambiamento riguarda soprattutto il modello Pro Max, che si presenta leggermente più spesso e con qualche grammo in più sul piatto della bilancia: la ragione è tutta interna, legata all’alloggiamento di una cella energetica più capiente. Buona notizia per chi ha già investito in accessori: le cover pensate per iPhone 17 Pro dovrebbero continuare a calzare a pennello anche sul nuovo arrivato, un dettaglio che i produttori di terze parti apprezzeranno non poco.
Diverso il discorso per il modulo fotografico posteriore, che cresce visibilmente in dimensioni. Non si tratta di una scelta estetica fine a se stessa, ma della conseguenza diretta dell’introduzione del nuovo obiettivo a diaframma variabile, che richiede più spazio fisico per i meccanismi di regolazione dell’apertura.
Sul fronte cromatico, la tavolozza annunciata questa sera propone un rosso ciliegia scuro particolarmente elegante, un azzurro chiaro dal sapore quasi acquatico e un argento più classico e sobrio. Non mancano poi il classico argento e il ritorno del nero, tanto acclamato dagli utenti.

Un altro tocco di stile riguarda la lavorazione della scocca: Apple ha lavorato per smorzare il contrasto visivo tra il vetro satinato del pannello posteriore e la struttura in alluminio che circonda il dispositivo, per un effetto complessivo più armonico e meno “spezzato” alla vista.
Guardando al frontale, la novità più chiacchierata riguarda le dimensioni della Dynamic Island, che si riduce rispetto a quella vista sui modelli precedenti, liberando qualche millimetro utile di superficie visibile. La nuova Isola Dinamica può ora mostrare tre Attività Live contemporaneamente, continuando a supportare Face ID per sbloccare in modo sicuro i modelli iPhone 18 Pro, autenticare gli acquisti, accedere alle app e molto altro. Cade invece, almeno per questo ciclo, l’ipotesi di un Face ID integrato sotto il display: una tecnologia sulla quale si vocifera da tempo ma che, stando a quanto emerso stasera, non ha ancora raggiunto la maturità necessaria per il debutto commerciale.
Il display LTPO Super Retina XDR OLED rimane più o meno la stessa unità presente sugli iPhone 17 Pro, con 6,3 pollici di diagonale per il Pro e 6,9 pollici di diagonale per il Pro Max, supporto al ProMotion (refresh rate adattivo da 1 Hz a 120 Hz) per entrambi, 3.000 nit di luminosità di picco in esterna.

Il pannello è protetto dal vetro Ceramic Shield 2, realizzato da Apple per migliorare la resistenza ai graffi e ridurre i riflessi. Al posteriore, invece, troviamo il Ceramic Shield di prima generazione (che comunque offre una resistenza alle crepe di quattro volte superiore rispetto al vetro usato sui modelli precedenti).
Il cuore pulsante: chip A20 Pro e autonomia rivista
La vera rivoluzione silenziosa dei nuovi iPhone Pro si trova sotto la scocca, ed è il chip A20 Pro, che equipaggia entrambi i modelli della gamma senza distinzioni di prestazioni tra Pro e Pro Max. Si tratta del primo processore Apple per iPhone realizzato con il processo produttivo N2 di TSMC, il nodo a 2 nanometri che segna il passaggio dai 3 nanometri della generazione A19 Pro. Un salto tecnologico non banale, che secondo le indicazioni emerse negli scorsi giorni dovrebbe garantire una densità dei transistor superiore di circa il 15% e apre la strada a guadagni sia in termini di potenza bruta che di consumi, con stime che parlano di un incremento delle prestazioni fino al 18% e di un risparmio energetico che potrebbe toccare il 30% rispetto al predecessore.

La configurazione della CPU resta impostata su sei core complessivi, divisi in due core ad alte prestazioni e quattro ad alta efficienza, ma cambia sensibilmente la dotazione di cache: quella condivisa dai core efficienti passa da 6 a 8 MB, mentre i core performance mantengono i consueti 16 MB. Il reparto grafico è probabilmente quello che beneficia dell’aggiornamento più evidente, con una GPU che dovrebbe salire a sette core, uno in più rispetto ai sei dell’A19 Pro, per una potenza grafica pensata per sostenere applicazioni di realtà aumentata, editing fotografico e video direttamente sul dispositivo, oltre ai carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale generativa integrata in iOS.
Non meno rilevante è il capitolo memoria: l’A20 Pro introdurrebbe un’interfaccia RAM a 96 bit per i moduli LPDDR5X, contro i 64 bit della generazione precedente, un ampliamento del 50% della larghezza di banda disponibile che si traduce in trasferimenti di dati più rapidi tra processore e memoria, un fattore chiave per la fluidità multitasking e per l’elaborazione in tempo reale delle funzioni AI legate a fotografia e assistente vocale. Secondo alcune ricostruzioni, Apple avrebbe inoltre scelto di adottare per la prima volta su iPhone il packaging Wafer-Level Multi-Chip Module, una tecnica che integra la memoria RAM direttamente sullo stesso wafer del processore invece di collegarla tramite un interposer separato: un accorgimento che riduce gli spazi fisici necessari e può contribuire a migliorare ulteriormente l’efficienza energetica complessiva del sistema.
Il chip A20 Pro introduce un packaging personalizzato ispirato ai processori Apple della serie M, che posiziona il die di silicio accanto alla memoria, allontanando quest’ultima dal percorso termico del chip e consentendo all’A20 Pro di essere collegato direttamente a una camera di vapore di nuova generazione. Grazie a nuovi materiali e a una superficie tre volte maggiore rispetto alla generazione precedente dell’iPhone 17 Pro, la camera di vapore riprogettata migliora drasticamente le prestazioni sostenute, consentendo un incremento fino al 40% rispetto alla generazione precedente: le prestazioni sostenute più elevate di sempre.

Questo insieme di migliorie non è fine a se stesso, ma si lega a doppio filo con l’altra grande novità della serata: la batteria. Su iPhone 18 Pro Max Apple ha confermato una batteria maggiore. I modelli solo eSIM offrono fino a 36 ore di riproduzione video su iPhone 18 Pro e fino a 45 ore su iPhone 18 Pro Max. iPhone 18 Pro può inoltre ricaricarsi fino al 50% in circa 15 minuti o in modalità wireless fino al 50% in 30 minuti. Valori che segnano un incremento sensibile rispetto alla generazione precedente e che, combinato con un nuovo display LTPO+ più parsimonioso nei consumi rispetto ai pannelli OLED già in uso e con l’efficienza del nuovo chip a 2 nanometri, dovrebbe tradursi in un’autonomia complessiva superiore. Non è ancora chiaro di quanto migliori concretamente la durata della batteria nell’uso quotidiano, ma la direzione intrapresa da Apple appare piuttosto netta: meno compromessi tra prestazioni e ore di utilizzo lontano dalla presa di corrente.
Fotocamera: l’apertura variabile è la vera protagonista
Se c’è una parola che ha dominato la presentazione di stasera, quella è “apertura variabile”. Il sensore principale, ancora da 48 megapixel con formato 1/1.28″ e pixel da 1,22 micron, abbandona per la prima volta il diaframma fisso a favore di un meccanismo regolabile che, secondo le informazioni raccolte nelle settimane precedenti al lancio, dovrebbe muoversi in un intervallo compreso tra f/1.78 e f/1.48 sull’iPhone 18 Pro e Pro Max. In pratica, il diaframma può aprirsi o restringersi in base alle condizioni di scatto, con effetti diretti su tre fronti: l’esposizione generale dell’immagine, la resa in condizioni di scarsa illuminazione e il controllo della profondità di campo, quell’effetto di sfocatura selettiva dello sfondo tanto amato da chi ama la fotografia ritrattistica.

Nelle settimane precedenti l’annuncio si era fatta strada anche l’ipotesi che questa funzione restasse un’esclusiva del solo Pro Max, per marcare una differenza più netta tra i due modelli della gamma: un’indiscrezione che stasera Apple non ha del tutto smentito, lasciando quindi ancora margini di ambiguità su una eventuale disponibilità ridotta sul modello Pro standard. A rafforzare le ambizioni fotografiche dei nuovi iPhone contribuisce anche l’adozione, almeno secondo alcune fonti della catena di fornitura, di un nuovo sensore principale con architettura a tre strati che affiancherebbe o sostituirebbe l’attuale fornitura Sony: una struttura pensata per velocizzare i tempi di lettura del segnale, ridurre il rumore digitale e ampliare la gamma dinamica complessiva, con benefici evidenti negli scatti notturni o in ambienti poco illuminati.
Il teleobiettivo a periscopio, sempre da 48 megapixel, dovrebbe mantenere la focale equivalente a 100mm ma con un’apertura più generosa rispetto all’attuale f/2.8, un ritocco che favorirebbe la resa in condizioni di luce scarsa senza rinunciare allo zoom ottico 4x già offerto dalla generazione precedente; alcune indiscrezioni più aggressive ipotizzano addirittura un salto a un modulo capace di uno zoom ottico esteso fino a 5x o 6x, riservato eventualmente al solo Pro Max, ma questo dettaglio resta il meno consolidato tra quelli circolati alla vigilia dell’evento. Restano invece invariate, almeno per quanto emerso questa sera, la fotocamera ultra-grandangolare da 48 megapixel con apertura f/2.2 e focale equivalente a 13mm, oltre alla fotocamera frontale da 18 megapixel con autofocus, che non sembrano aver ricevuto aggiornamenti hardware significativi rispetto alla serie iPhone 17 Pro.

Molto interessanti la modalità Controlli Pro ossia una nuova esperienza personalizzabile nell’app Fotocamera per iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max che semplifica l’accesso alle impostazioni più utilizzate e introduce nuove opzioni di controllo manuale. Gli utenti possono ora regolare impostazioni come l’apertura del diaframma, la velocità dell’otturatore e il bilanciamento del bianco, oppure utilizzare l’istogramma per verificare i livelli di esposizione in un’intera scena.
Una piccola curiosità riguarda il pulsante Controllo Fotocamera, introdotto con la generazione precedente: sembra che Apple abbia deciso di rinunciare allo strato capacitivo che permetteva di regolare zoom ed esposizione scorrendo il dito sulla superficie del tasto, semplificando probabilmente l’interazione a favore di pressioni più dirette.
Connettività: il modem C2 punta al satellite e al ritorno del mmWave
Sul fronte della connettività, Apple continua il proprio percorso di progressiva indipendenza dai fornitori esterni con il modem C2, terza generazione della famiglia di modem proprietari inaugurata con il C1 su iPhone 16e. Rispetto ai predecessori, il C2 dovrebbe finalmente estendere il supporto anche alle reti mmWave, la porzione di spettro 5G ad altissima frequenza capace di erogare picchi di velocità molto elevati in contesti densamente popolati come stadi, aeroporti o centri congressi, un tassello che finora Apple aveva lasciato gestire quasi esclusivamente ai modem Qualcomm. Proprio per questo motivo, però, le varianti equipaggiate con il modem proprietario dovrebbero restare destinate principalmente ai mercati dove il mmWave non è diffuso, mentre negli Stati Uniti, dove questa tecnologia resta centrale nelle strategie degli operatori, Apple continuerebbe ad affidarsi ai modem Snapdragon 5G di Qualcomm per garantire piena compatibilità.

Il vero salto concettuale del C2 riguarda però la connettività satellitare: il nuovo modem dovrebbe introdurre il supporto allo standard 5G NR-NTN (New Radio Non-Terrestrial Networks), che tratta i satelliti in orbita bassa come vere e proprie antenne di rete invece che come un canale di emergenza separato e limitato. In pratica, quando la copertura cellulare tradizionale si affievolisce o scompare del tutto, come può accadere in montagna o in aree rurali isolate, lo smartphone dovrebbe agganciarsi automaticamente a un satellite per mantenere una forma di connessione dati, ben oltre le attuali funzioni di SOS satellitare già disponibili sugli iPhone. Non si tratterà comunque di una banda larga in stile 5G terrestre: gli analisti la descrivono più come una “connessione di continuità”, utile per messaggi, mail leggere e navigazione essenziale, piuttosto che come un hotspot capace di streaming in alta definizione. Resta inoltre da capire quali operatori e quali costellazioni satellitari supporteranno concretamente la funzione al lancio, un aspetto che con ogni probabilità varierà da paese a paese.
Completano il quadro della connettività il Wi-Fi 7, con una gestione perfezionata del multi-link operation che promette latenza più contenuta e maggiore stabilità anche in ambienti congestionati da molti dispositivi contemporaneamente, il Bluetooth 6.0, l’Ultra Wideband di nuova generazione per il tracciamento di precisione degli accessori compatibili come AirTag, l’NFC per i pagamenti contactless tramite Apple Pay e il consueto GPS multi-costellazione con supporto a GLONASS, Galileo, QZSS e BeiDou per una localizzazione precisa in qualsiasi angolo del pianeta. Anche la porta USB-C resta centrale nell’ecosistema, con supporto USB 3 fino a 10 Gbps di trasferimento dati e l’uscita video tramite DisplayPort, utile per chi collega il proprio iPhone a monitor esterni per editing o presentazioni.

Specifiche tecniche degli iPhone 18 Pro
Di seguito riportiamo le specifiche chiave dei nuovi iPhone 18 Pro di Apple.
- Dimensioni:
- 150 x 71,9 x 8,75 mm (Pro)
- 163,4 x 78 x 8,75 mm (Pro Max)
- Peso: 206 grammi (Pro) e 240 grammi (Pro Max)
- Display: LTPO Super Retina XDR OLED, 120 Hz, anti-riflesso
- 6,3″ con risoluzione 1.206 x 2.622 pixel (Pro)
- 6,9″ con risoluzione 1.320 x 2.868 pixel (Pro Max)
- SoC: Apple A20 Pro (3 nm) con CPU 6-core, GPU 6-core e NPU 16-core
- Memoria RAM: 12 GB
- Spazio di archiviazione: 256/512 GB e 1 TB (entrambi), 2 TB (solo Pro Max)
- Fotocamera posteriore: tripla (48 MP principale con apertura variabile f/1.6-4.0 + 48 MP ultra-grandangolare + 48 MP teleobiettivo periscopico) con scanner LiDAR
- Fotocamera anteriore: 18 MP + SL 3D
- Reti mobili e Connettività: 5G (Nano-SIM + eSIM), Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, UWB Gen 2, NFC, GPS (dual-band), USB-C (con USB 3 fino a 10 Gbps e DisplayPort)
- Autenticazione biometrica: Face ID
- Batteria: 4.400 mAh (Pro) e 5.567 mAh (Pro Max)
- Autonomia in riproduzione video: fino a 33 ore (Pro) e 39 ore (Pro Max)
- Ricarica cablata fino a 40 W
- Ricarica wireless a 25 W (MagSafe o Qi2)
- Sistema operativo: iOS 27
Per conoscere tutte le specifiche tecniche di iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, vi rimandiamo alle loro schede tecniche complete: modello Pro e modello Pro Max.
Disponibilità e prezzi degli iPhone 18 Pro
I nuovi iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max saranno disponibili al pre-ordine in Italia dalle ore 14:00 del 12 settembre 2026, mentre la disponibilità effettiva è prevista a partire dal 18 settembre seguente. I due smartphone arrivano in tre diverse finiture (bordeaux, ghiaccio, argento e nero) e in diversi tagli di memoria, proposti ai seguenti prezzi consigliati:
- iPhone 18 Pro
- Taglio da 256 GB al prezzo di 1.489 euro
- Taglio da 512 GB al prezzo di 1.739 euro
- Taglio da 1 TB al prezzo di 2.239 euro
- Taglio da 2 TB al prezzo di 2.989 euro
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- iPhone 18 Pro Max
- Taglio da 256 GB al prezzo di 1.639 euro
- Taglio da 512 GB al prezzo di 1.889 euro
- Taglio da 1 TB al prezzo di 2.389 euro
- Taglio da 2 TB al prezzo di 3.139 euro
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Alla pari del modello base, anche sui modelli Pro non assistiamo al tanto paventato (dai rumor) aumento dei prezzi di listino: il colosso di Cupertino ha anzi rimosso (da tutta la gamma) il taglio da 128 GB e ha introdotto il costosissimo taglio da 2 TB sul modello Pro Max.
Parlando di prezzi puri, il Pro Max mantiene il listino del predecessore, mentre sul Pro c’è stato un taglio di 30 euro per ogni taglio di memoria. I due modelli ora differiscono tra loro di 150 euro (a parità di taglio di memoria).
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