AMD continua a preparare il terreno per il debutto della prossima generazione di processori mobile basati su architettura Zen 6, molto attesi da utenti e addetti ai lavori per via deciso salto prestazionale promesso dall’azienda in ottica prestazioni / efficienza.
A tal proposito, nelle ultime ore è emerso online un nuovo benchmark che offre un assaggio del potenziale della futura famiglia Ryzen 500 “Medusa Point”. Il protagonista della fuga di notizie è ancora una volta un engineering sample a 10 core e 20 thread che, rispetto ai precedenti test trapelati, mostra un ulteriore incremento delle prestazioni sia in single-core che in multi-core.
Come sempre accade in questi casi, si tratta di risultati preliminari ottenuti con un processore ancora in fase di sviluppo, ma i numeri iniziano a delineare un quadro piuttosto interessante, soprattutto se confrontati con gli attuali Ryzen AI basati su architettura Zen 5.
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AMD Medusa Point migliora ancora: il nuovo benchmark su Geekbench
Il nuovo benchmark è comparso all’interno del database di Geekbench e riguarda lo stesso engineering sample identificato dal codice 100-000001713-33_N, già apparso nei giorni scorsi sulla piattaforma AMD Plum-MDS1. In questa occasione il processore ha ottenuto 3.329 punti nel test single-core e 16.555 punti nel test multi-core, facendo registrare un miglioramento sensibile rispetto al precedente risultato, fermo a 3.174 punti in single-core e 15.092 punti in multi-core.
L’incremento è pari a circa il 5% nelle prestazioni single-core e sfiora il 10% nel carico multi-thread, un progresso che lascia intendere come AMD stia continuando ad affinare firmware, gestione delle frequenze e ottimizzazioni del silicio in vista della presentazione ufficiale. Geekbench identifica il processore come un chip dotato di 10 core e 20 thread, organizzati in due cluster da quattro e sei core, configurazione già emersa nei precedenti leak dedicati a Medusa Point.

Tra i dati più interessanti compare anche la frequenza operativa massima registrata durante il benchmark, che avrebbe raggiunto circa 5,37 GHz. Si tratta di un valore decisamente più credibile rispetto alle informazioni errate mostrate nelle prime rilevazioni, dove venivano indicati appena 2 GHz di clock massimo. Il benchmark riporta inoltre una cache composta da 10 MB di cache L2 e 32 MB di cache L3, mentre il supporto resta quello previsto per la piattaforma dedicata ai futuri notebook Ryzen.
Prestazioni già superiori agli attuali Ryzen AI Zen 5

Il confronto con gli attuali processori mobile AMD evidenzia un salto prestazionale piuttosto evidente. Prendendo come riferimento le medie pubblicate da Geekbench, il nuovo Medusa Point supera il Ryzen AI 9 HX 370 di circa il 28% in single-core e il 24% in multi-core, mentre il vantaggio nei confronti del Ryzen AI 9 365 cresce ulteriormente, arrivando a circa il 35% nel test single-core e il 33% in quello multi-core.
Il nuovo engineering sample si avvicina inoltre a diversi processori desktop della gamma Ryzen 9000. I 3.329 punti ottenuti in single-core sono infatti molto vicini ai risultati registrati da modelli come Ryzen 7 9700X, Ryzen 9 9900X, Ryzen 7 9800X3D e Ryzen 5 9600X, mentre il punteggio multi-core di 16.555 punti lo colloca poco sotto il Ryzen 7 9700X desktop.
Pur trattandosi di una CPU destinata al mercato notebook, il livello prestazionale mostrato da questo sample suggerisce che Zen 6 possa rappresentare uno degli aggiornamenti più significativi degli ultimi anni per la piattaforma mobile AMD e, di conseguenza, ci aspettiamo un netto miglioramento sul versante desktop.
Naturalmente è bene ricordare che Geekbench offre soltanto una fotografia preliminare delle prestazioni e non rappresenta un indicatore definitivo del comportamento reale del processore; saranno benchmark più completi e approfonditi o test applicativi reali a fornire un quadro più preciso una volta che i primi sample saranno disponibili.
Zen 6 guarda già alla prossima generazione di notebook

Al momento AMD non ha ancora ufficializzato la famiglia Ryzen 500 “Medusa Point“, ma le indiscrezioni continuano a confermare che sarà la prima piattaforma mobile dell’azienda ad adottare la nuova architettura Zen 6. Oltre ai miglioramenti prestazionali emersi dai benchmark, i futuri processori dovrebbero introdurre affinamenti anche sul fronte dell’efficienza energetica, della gestione dei carichi AI e della componente grafica integrata, aspetti ormai centrali nel segmento notebook.
Il debutto ufficiale è ancora distante qualche mese e, proprio per questo motivo, prevediamo che nelle prossime settimane i benchmark e le informazioni saranno sempre più numerosi e sostanziosi, quantomeno rispetto a queste informazioni sugli engineering sample attualmente in fase di validazione.
Se questi primi risultati dovessero trovare conferma anche nelle versioni finali destinate alla produzione, la prossima generazione Ryzen 500 potrebbe rappresentare un passo avanti molto importante rispetto agli attuali processori Zen 5, soprattutto nel rapporto tra prestazioni single-core, multi-core ed efficienza complessiva.
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