La NASA punta sempre di più sulle aziende private per accelerare l’esplorazione spaziale e, in particolare, la preparazione delle future missioni verso Marte. Nelle scorse ore l’agenzia spaziale statunitense ha annunciato una nuova partnership con Relativity Space, società controllata dall’ex CEO di Goiogle Eric Schmidt, per realizzare una missione scientifica che verrà lanciata nel 2028 e che avrà il compito di studiare in maniera approfondita l’atmosfera del Pianeta Rosso.

L’iniziativa rappresenta uno dei primi esempi concreti della strategia promossa dal nuovo amministratore della NASA, Jared Isaacman, che mira a combinare l’esperienza scientifica dell’agenzia con le capacità di sviluppo e gli investimenti del settore privato, così da aumentare la frequenza delle missioni e ottenere dati fondamentali per l’esplorazione umana di Marte.

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NASA e Relativity Space uniranno le forze per la missione Aeolus

La missione, denominata Aeolus, nascerà da una divisione dei compiti piuttosto chiara: la NASA fornirà il carico scientifico e tutta l’esperienza maturata in decenni di studi sull’atmosfera marziana, mentre Relativity Space si occuperà della piattaforma orbitale, del vettore di lancio e delle operazioni necessarie per trasportare gli strumenti scientifici fino a Marte.

Secondo quanto annunciato dall’agenzia, l’obbiettivo è ottenere quella che viene descritta come la prima visione globale e quotidiana dei fenomeni atmosferici marziani. Un traguardo particolarmente importante se si considera che vento, polvere, temperatura e formazione delle nubi rappresentano ancora oggi alcuni dei principali fattori di rischio per qualsiasi missione destinata a raggiungere la superficie del pianeta.

Jared Isaacman ha definito le collaborazioni pubblico-private un vero e proprio moltiplicatore di forze per la scienza, sottolineando come la combinazione tra strumenti scientifici sviluppati dalla NASA e innovazione commerciale possa consentire di produrre risultati più rapidamente e con costi più sostenibili rispetto ai modelli tradizionali.

La missione si inserisce inoltre nel percorso avviato da anni dall’agenzia americana attraverso programmi dedicati allo studio dell’atmosfera marziana, come MAVEN, Mars Reconnaissance Orbiter e Mars Odyssey, ampliandone ulteriormente le conoscenze.

Aeolus raccoglierà dati fondamentali per le future missioni umane

Il cuore del progetto sarà rappresentato dalla suite scientifica Aeolus, sviluppata dal NASA Ames Research Center; si tratta di un insieme di quattro strumenti complementari progettati per monitorare costantemente l’atmosfera di Marte e fornire informazioni dettagliate sul comportamento climatico del pianeta.

Gli strumenti saranno in grado di misurare i profili di vento e temperatura fino a circa 60 chilometri di quota, osservare le nubi di polvere e ghiaccio d’acqua, analizzare il bilancio energetico della superficie e catturare immagini globali quotidiane dell’attività atmosferica.

Grazie a queste osservazioni, gli scienziati potranno migliorare i modelli che descrivono il comportamento stagionale dell’atmosfera marziana e comprendere meglio fenomeni come tempeste di polvere, variazioni termiche e dinamiche dei venti; tutti elementi che influenzano direttamente le fasi di ingresso, discesa e atterraggio dei veicoli spaziali.

La NASA prevede di gestire gli strumenti scientifici per almeno un anno marziano completo, pari a circa 687 giorni terrestri, sviluppando anche l’intera infrastruttura software necessaria per trasformare le misurazioni grezze in dati pronti per essere utilizzati dalla comunità scientifica internazionale.

Un banco di prova importante per Relativity Space

Per Realativity Space la missione rappresenta molto più di una semplice collaborazione con la NASA, l’azienda guidata da Eric Schmidt vede infatti Aeolus come il primo passo del nuovo programma dedicato all’esplorazione interplanetaria.

Oltre a trasportare gli strumenti scientifici della NASA, l’orbiter fungerà da piattaforma tecnologica per future missioni commerciali nel Sistema Solare. Al momento non sono stati ancora comunicati tutti i dettagli tecnici relativi alla navicella spaziale e al lanciatore che verranno utilizzati, ma il progetto consentirà all’azienda di dimostrare le proprie capacità anche al di fuori del tradizionale mercato dei lanci orbitali terrestri.

L’accordo tra le due realtà sarà sostenuto dal primo Space Act Agreement della NASA della durata di sei anni con rimborso delle spese, un modello che punta a garantire continuità allo sviluppo della missione e a favorire nuove collaborazioni tra settore pubblico e privato.

Se il progetto avrà successo, potrebbe diventare un esempio destinato a essere replicato sempre più spesso nei prossimi anni, con la NASA concentrata sullo sviluppo scientifico e aziende private chiamate a gestire una parte crescente delle operazioni spaziali; un approccio che potrebbe accelerare sensibilmente il percorso verso il grande obbiettivo dell’esplorazione umana di Marte.