Apple si prepara ad aumentare il prezzo dei propri prodotti hardware nei prossimi mesi e, questa volta, la motivazione arriva direttamente dai vertici dell’azienda. Nel corso di un’intervista rilasciata al Wall Street Journal, il CEO Tim Cook ha infatti confermato che la persistente carenza di memorie RAM sta esercitando una pressione sempre maggiore sui costi di produzione, rendendo inevitabili futuri rincari per alcuni dispositivi della società di Cupertino.

Si tratta di una dichiarazione particolarmente significativa perché arriva in un momento delicato per l’intero settore tecnologico, l’esplosione della domanda legata all’intelligenza artificiale sta infatti modificando profondamente il mercato delle memorie, con i produttori che destinano una quota crescente della produzione alle soluzioni ad alte prestazioni utilizzate nei data center e nei server IA, riducendo di conseguenza la disponibilità di componenti destinati ai tradizionali prodotti di elettronica di consumo.

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Gli aumenti di prezzo per i prodotti Apple sono inevitabili secondo Tim Cook

Nel corso dell’intervista, Tim Cook non ha lasciato molto spazio alle interpretazioni. Il CEO ha spiegato che Apple sta cercando da tempo di assorbire una parte degli aumenti imposti dai fornitori, nel tentativo di evitare ripercussioni dirette sui consumatori, ma la situazione sarebbe ormai diventata difficile da sostenere.

Secondo Cook, il problema riguarda sia la memoria RAM sia le soluzioni di archiviazione, anche se l’attenzione principale è stata posta sul mercato delle DRAM; negli ultimi mesi infatti, una parte sempre più consistente della capacità produttiva globale è stata destinata alle cosiddette memorie ad alta larghezza di banda (HBM), componenti fondamentali per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale.

L’effetto è piuttosto semplice da comprendere, l’offerta disponibile per smartphone, tablet e computer diminuisce mentre la domanda resta elevata, portando inevitabilmente a un aumento dei prezzi lungo tutta la filiera. Cook ha inoltre sottolineato che Apple auspica un ritorno a livelli più sostenibili sia per quanto riguarda i costi sia per la disponibilità delle memorie, evidenziando come l’attuale situazione stia mettendo sotto pressione l’intero mercato consumer.

Al momento non sono stati forniti dettagli precisi sui dispositivi coinvolti, né sulle tempistiche degli eventuali rincari; Apple non ha infatti comunicato quando entreranno in vigore gli aumenti e nemmeno quale sarà la loro entità.

Le dichiarazioni arrivano tuttavia a pochi mesi dalla probabile presentazione della serie iPhone 18, attesa per settembre e destinata, secondo le indiscrezioni, a includere anche il primo iPhone pieghevole dell’azienda. Proprio per questo motivo non è escluso che i futuri smartphone possano essere interessati dalle nuove politiche di prezzo.

Parallelamente, potrebbero esserci conseguenze anche per la gamma Mac e iPad, alcuni osservatori hanno già evidenziato come Apple abbia recentemente modificato il listino del Mac mini eliminando una delle configurazioni di ingresso, una scelta che ha di fatto portato a un aumento del prezzo minimo necessario per acquistare il dispositivo.

Sebbene il colosso di Cupertino non abbia ancora confermato ulteriori modifiche, le parole di Cook lasciano intendere che i rincari futuri potrebbero essere più evidenti rispetto a quanto visto finora.

La situazione descritta da Apple rappresenta uno degli effetti più evidenti del boom dell’intelligenza artificiale generativa, aziende come OpenAI, Google, Microsoft, Meta e numerosi altri operatori stanno investendo miliardi di dollari in data center e infrastrutture IA, aumentando enormemente la richiesta di componenti ad alte prestazioni.

Questo fenomeno sta sottraendo capacità produttiva al mercato consumer e sta contribuendo a una crescita generalizzata dei prezzi delle memorie, una tendenza che potrebbe proseguire ancora per diversi trimestri.

Per Apple la questione assume un’importanza particolare perché molti dei suoi prodotti basano una parte significativa del proprio valore sulle configurazioni di memoria e archiviazione, eventuali aumenti dei costi dei componenti potrebbero quindi riflettersi direttamente sui listini finali.

Gli utenti interessati all’acquisto di un nuovo Mac, iPad o iPhone dovranno dunque monitorare attentamente le prossime mosse dell’azienda. Per il momento non esistono date ufficiali, ma la conferma arrivata direttamente da Tim Cook suggerisce che qualche cambiamento potrebbe essere ormai all’orizzonte.

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