Quando si parla di sicurezza digitale si tende spesso a concentrarsi su smartphone, computer e servizi cloud, ma c’è un dispositivo che rappresenta il vero punto di accesso a Internet per milioni di persone, parliamo ovviamente del router. È proprio attorno a questo elemento fondamentale delle reti domestiche e aziendali che ruota una recente indagine realizzata da YouGov, che ha coinvolto oltre 16.000 persone in 14 Paesi europei per analizzare il livello di fiducia dei consumatori nei confronti dei produttori di router.
I risultati evidenziano una tendenza piuttosto chiara, ovvero che gli utenti europei mostrano una preferenza sempre più marcata verso i produttori del Vecchio Continente, soprattutto quando il tema centrale riguarda la protezione dei dati e la sicurezza delle infrastrutture digitali. L’Italia, in particolare, conferma questa tendenza con dati che mostrano un livello di fiducia verso i produttori europei superiore alla media e una crescente attenzione verso l’origine dei dispositivi utilizzati per connettersi alla rete.
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In tema di router gli italiani si fidano soprattutto dei produttori europei
Secondo i dati raccolti da YouGov, il 62% degli italiani dichiara di avere fiducia nei produttori europei di router, una percentuale che evidenzia come l’origine geografica di un marchio stia assumendo un peso sempre più rilevante nelle decisioni di acquisto; parallelamente emerge una certa diffidenza verso i produttori provenienti da altre aree del mondo.
Nel nostro Paese il 45% degli intervistati guarda con sospetto ai produttori russi, mentre il 34% manifesta diffidenza verso quelli cinesi; più contenuto il dato relativo ai produttori statunitensi, che registrano un livello di diffidenza pari al 26%. Si tratta di valori inferiori rispetto alla media europea, segno che gli utenti italiani tendono a essere meno rigidi nei confronti dei produttori extraeuropei rispetto ad altri mercati del continente.

Osservando il quadro complessivo dei 14 Paesi coinvolti nello studio emerge una situazione ancora più netta. Oltre la metà degli intervistati, pari al 52%, dichiara infatti di diffidare dei produttori cinesi di router, mentre il livello di sfiducia nei confronti delle aziende russe raggiunge il 67%, il dato più elevato dell’intera ricerca; anche i produttori statunitensi registrano una certa diffidenza, attestandosi al 38%.
Molto diverso il discorso per le aziende europee. Soltanto il 10% degli intervistati a livello continentale afferma di non fidarsi dei produttori con base in Europa, confermando come il Vecchio Continente venga generalmente percepito come un punto di riferimento in termini di affidabilità e tutela dei dati. Rimanendo nel contesto, uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine riguarda però la conoscenza effettiva dei marchi da parte degli utenti. La ricerca mostra infatti come una larga parte dei consumatori non sappia identificare correttamente il Paese di origine dei principali produttori di router.

Questo vale ad esempio per brand come TP-Link e Netgear, rinomati brand cinesi, mentre per realtà come Huawei o Starlink invece l’associazione alla rispettiva nazionalità è molto più chiara per un’ampia porzione degli intervistati. Ma non è tutto. La ricerca mette in evidenza anche un altro fenomeno interessante, ossia che molti utenti tendono a sovrastimare la provenienza europea dei dispositivi ricevuti in comodato d’uso dagli operatori telefonici.
A livello generale, una parte consistente degli intervistati ritiene infatti che i router forniti dai principali provider Internet siano prodotti in Europa, anche quando la filiera produttiva si sviluppa prevalentemente al di fuori dell’Unione Europea. La percezione è particolarmente evidente nel caso di operatori molto diffusi sul mercato italiano; il 73% degli intervistati associa infatti a un’origine europea i dispositivi forniti da TIM, mentre per WindTre la percentuale si attesta al 64%.
Il riconoscimento dei marchi europei resta limitato fuori dai mercati domestici
L’indagine di YouGov evidenzia inoltre come la consapevolezza sull’origine europea di alcuni produttori vari sensibilmente da paese a paese. Nel caso di FRITZ!, uno dei marchi più conosciuti del settore networking in Europa, il 76% degli intervistati tedeschi identifica correttamente l’azienda come produttore europeo.
Al di fuori della Germania, però, il livello di riconoscimento diminuisce in maniera significativa; nei restanti Paesi coinvolti dalla ricerca soltanto il 27% degli utenti associa correttamente il marchio all’Europa; in Italia la percentuale scende ulteriormente, fermandosi al 19%, segno che esiste ancora un ampio margine di crescita del brand nel nostro Paese in ottica notorietà
Tra le indicazioni più interessanti emerse dalla ricerca c’è infine il crescente valore attribuito all’origine europea dei prodotti tecnologici. Il 55% degli intervistati dichiara infatti che la presenza dell’indicazione “Made in Europe” rappresenta un fattore importante o molto importante durante la scelta di acquisto di un dispositivo.
L’Italia si conferma uno dei mercati più sensibili a questo tema; il dato relativo alla fiducia nei produttori europei, pari al 62%, suggerisce infatti una crescente attenzione verso aspetti come la sovranità digitale, la sicurezza delle informazioni e la protezione dei dati personali. In un contesto in cui il router è diventato il centro nevralgico della vita digitale di famiglie e aziende, la provenienza del produttore sembra dunque assumere un ruolo sempre più importante nelle valutazioni degli utenti.
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