A poche ore dalla presentazione di Siri AI durante la WWDC 2026, si riaccende il dibattito sull’Unione Europea e le sue regolamentazioni. Dopo che Apple ha attribuito alle normative europee il ritardo del lancio delle nuove funzionalità di intelligenza artificiale su iPhone e iPad in Europa, la Commissione Europea ha risposto con fermezza, sostenendo che la decisione di non lanciare il servizio nel nostro territorio è stata presa esclusivamente dal Colosso di Cupertino.

La nuova versione di Siri, annunciata durante la conferenza dedicata agli sviluppatori tenutasi ieri, rappresenta una delle novità più importanti dell’ecosistema Apple Intelligence. Gli utenti europei, però, non potranno utilizzarla su iPhone e iPad al momento del debutto previsto entro la fine di quest’anno e, secondo Apple, il motivo è collegato direttamente agli obblighi previsti sul suolo europeo dal Digital Market Act.

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Apple punta il dito contro il Digital Market Act

Subito dopo la presentazione avvenuta durante la WWDC 2026Apple ha spiegato che le richieste imposte dal Digital Market Act avrebbero impedito di distribuire Siri AI in Europa mantenendo gli standard di privacy e sicurezza tipici dell’azienda. Cupertino sostiene di aver proposto diverse soluzioni ai regolatori europei, tra cui un sistema chiamato “Trusted System Agent”, pensato per consentire ad altri assistenti virtuali di accedere alle stesse funzionalità di intelligenza artificiale senza compromettere la protezione dei dati degli utenti.

Stando alle parole di Apple nel comunicato, la Commissione Europea avrebbe respinto tutte le proposte avanzate, compreso un piano di implementazione graduale della durata di 18 mesi. Per questo motivo Siri AI non sarà disponibile nell’Unione Europea su iOS 27 e iPadOS 27 al momento del lancio e, almeno per ora, non esiste una data ufficiale per il suo arrivo. Le parole della Commissione, però, vanno in direzione completamente opposta.

La decisione è stata solo di Apple, secondo l’UE

Thomas Regnier, portavoce della Commissione Europea, ha dichiarato che nulla all’interno del Digital Market Act impedisce ad Apple di lanciare nuovi prodotti o servizi nel mercato europeo. Stando alle parole del portavoce di Bruxelles, l’azienda di Cupertino non sarebbe stata in grado di sviluppare una soluzione che rispettasse contemporaneamente gli obblighi di interoperabilità previsti dalla normativa e gli standard richiesti in materia di privacy e sicurezza.

La Commissione ha inoltre rivelato che Apple avrebbe richiesto un’esenzione temporanea di almeno 18 mesi dagli obblighi previsti dal Digital Market Act, ma Bruxelles ha respinto la richiesta. Per i regolatori europei non sono previste deroghe speciali per le grandi aziende tecnologiche e le regole devono essere applicate in modo uniforme da tutti. Per la Commissione Europea, dunque, la decisione di non rilasciare Siri AI in Europa è da attribuire esclusivamente ad Apple.

Questa disputa arriva in un momento particolarmente delicato per Apple, che con Siri AI punta a recuperare terreno nel settore dell’intelligenza artificiale generativa dopo i ritardi accumulati negli anni, mentre la concorrenza ha compiuto passi da gigante. Al momento, l’azienda ha confermato che gli utenti europei potranno utilizzare Siri AI su macOS 27 visionOS 27 al momento del debutto, mentre i possessori di iPhone, iPad e Apple Watch resteranno esclusi fino a quando non verrà trovata una soluzione condivisa con le autorità europee.