La ricerca di mondi potenzialmente abitabili continua a regalare nuove scoperte estremamente interessanti e, questa volta, i riflettori sono puntati su una stella relativamente vicina alla Terra. Un team internazionale di astronomi guidato dall’italiano Giuseppe Conzo del Gruppo Astrofili Palidoro (GAP) ha infatti individuato una nuova super-Terra in orbita attorno alla nana rossa Ross 318, un sistema distante appena 28 anni luce dal nostro pianeta.

La scoperta, pubblicata in un nuovo studio caricato sul portale arXiv, riguarda un esopianeta chiamato Ross 318 b, un mondo che potrebbe possedere un’atmosfera consistente e che, soprattutto, sembrerebbe trovarsi nella cosiddetta zona abitabile conservativa della propria stella; si tratta dunque di uno di quei casi che, come spesso accade nel panorama astronomico moderno, potrebbero diventare particolarmente importanti per future analisi approfondite con strumenti avanzati come il telescopio James Webb.

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Ross 318 b è una super-Terra che orbita attorno a una nana rossa attiva

La stella Ross 318 (nota anche come Gliese 48 o TIC 379084450) è una nana rossa di tipo spettrale M3.5V caratterizzata da una forte attività magnetica. Questo dettaglio è tutt’altro che secondario, perché le nane rosse attive rappresentano uno degli obbiettivi più complessi per gli astronomi impegnati nella ricerca di esopianeti: macchie stellari, brillamenti e variazioni magnetiche possono infatti alterare i dati osservativi e rendere più difficile distinguere la presenza di un pianeta reale.

Per riuscire nell’impresa, i ricercatori hanno combinato oltre 15 anni di osservazioni provenienti da strumenti differenti, sfruttando in particolare i dati raccolti dallo spettrografo CARMENES, dallo spettrometro HIRES e dalla missione spaziale TESS della NASA; proprio questa sinergia tra spettroscopia e fotometria ad alta precisione avrebbe permesso di separare gli effetti dell’attività stellare dal segnale del pianeta.

Il risultato è stato l’identificazione di Ross 318 b, un esopianeta con un periodo orbitale di circa 39,63 giorni e situato a circa 0,16 unità astronomiche dalla sua stella ospite.

Un pianeta più grande della Terra che potrebbe avere un’atmosfera

Secondo le stime pubblicate dagli astronomi, Ross 318 b avrebbe una massa minima pari a circa 6,21 volte quella terrestre e un raggio di circa 1,74 volte superiore rispetto a quello della Terra. Parliamo dunque di una classica super-Terra, categoria che comprende pianeti più grandi del nostro ma comunque significativamente più piccoli dei giganti gassosi.

Uno degli aspetti più interessanti della scoperta riguarda però la possibile presenza di un’atmosfera consistente. Gli studiosi ritengono infatti che la massa del pianeta possa essere sufficiente per trattenere un involucro atmosferico capace di redistribuire il calore tra il lato diurno e quello notturno del pianeta stesso.

Questo dettaglio assume particolare importanza perché Ross 318 b potrebbe essere in rotazione sincrona, mostrando quindi sempre la stessa faccia verso la stella, un po’ come accade alla Luna nei confronti della Terra. In assenza di atmosfera, condizioni di questo tipo potrebbero generare differenze termiche estreme tra i dure emisferi; un’atmosfera sufficientemente densa invece, potrebbe mitigare tali contrasti.

La temperatura di equilibrio stimata del pianeta si aggira attorno ai 237 K (circa -36 °C), un valore che gli astronomi considerano compatibile con la presenza del pianeta nella zona abitabile conservativa del sistema.

Ross 318 b potrebbe diventare un obbiettivo del James Webb Space Telescope

Gli autori dello studio ritengono che Ross 318 b possa trasformarsi in uno degli obbiettivi più interessanti per le future campagne di caratterizzazione atmosferica. In particolare, il pianeta potrebbe essere osservato attraverso tecniche di spettroscopia di trasmissione utilizzando il James Webb Space Telescope, uno degli strumenti più avanzati mai realizzati per lo studio degli esopianeti.

L’obbiettivo, ovviamente, non è soltanto comprendere meglio la struttura e la composizione di questo specifico mondo extrasolare, ma anche migliorare le tecniche di rilevamento applicate alle nane rosse attive, considerate da tempo uno dei terreni più promettenti (e al tempo stesso più complessi) nella ricerca di potenziali ambienti abitabili oltre il Sistema Solare.

Secondo i ricercatori, la scoperta di Ross 318 b rappresenta inoltre un esempio particolarmente efficace di come l’utilizzo combinato di osservazioni multi strumentali possa aiutare gli astronomi a ridurre le ambiguità causate dall’attività magnetica stellare, aprendo la strada a nuove ricerche sulle super-Terre temperate nei sistemi vicini.