HUAWEI torna a parlare di semiconduttori e lo fa con un annuncio che, almeno nelle intenzioni dell’azienda, potrebbe rappresentare un importante cambio di paradigma per l’intero settore. In occasione dell’IEEE International Symposium on Circuits and Systems (ISCAS) 2026, il colosso cinese ha infatti presentato quella che definisce legge di scala di Tau (τ), un nuovo approccio teorico e pratico pensato per continuare a migliorare le prestazioni dei chip anche in un momento in cui la tradizionale miniaturizzazione dei transistor sta mostrando tutti i propri limiti.
A presentare il progetto è stata He Tingbo, dirigente di HUAWEI, durante un keynote intitolato “A New Path for Semiconductors in Practice”, nel quale l’azienda ha spiegato come la storica Legge di Moore, che per oltre cinquant’anni ha guidato l’evoluzione dei semiconduttori, stia ormai incontrando ostacoli sempre più difficili da superare, sia dal punto di vista fisico che economico.
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HUAWEI punta sulla scalatura temporale invece che sulla miniaturizzazione
Per decenni il progresso dei chip è passato quasi esclusivamente dalla riduzione delle dimensioni dei transistor: più transistor nello stesso spazio significavano prestazioni superiori, maggiore efficienza energetica e costi progressivamente più bassi. Tuttavia, arrivati a nodi produttivi estremamente avanzati, il settore si trova oggi davanti a costi sempre più elevati e benefici meno evidenti rispetto al passato.
Secondo HUAWEI, il futuro potrebbe dunque non dipendere più soltanto dalla scalatura geometrica, ma dalla cosiddetta scalatura temporale; in termini molto semplici, l’idea è quella di ridurre il tempo necessario ai segnali per attraversare un chip, comprimendo il ritardo in propagazione e ottimizzando il percorso interno dei dati.
Al centro di questa strategia troviamo una tecnologia chiamata Logic Folding, che l’azienda paragona implicitamente a una sorta di riorganizzazione tridimensionale dei percorsi logici all’interno del processore. Lo scopo è accorciare i collegamenti critici, diminuire resistenze e capacità parassite e aumentare contemporaneamente densità dei transistor, prestazioni ed efficienza energetica.
La legge τ coinvolge ogni livello del chip
HUAWEI spiega che il nuovo approccio non si limita al singolo transistor, ma interessa più livelli dell’intero ecosistema hardware.
A livello fisico, l’azienda lavora sulla riduzione delle capacità parassite nei transistor e nelle interconnessioni; sul piano circuitale entra invece in gioco l’architettura Logic Folding, che dovrebbe consentire layout più efficienti e veloci rispetto a quelli tradizionali.
La strategia si estende poi anche alla progettazione dei chip e persino ai sistemi completi: HUAWEI parla infatti di co-ottimizzazione full-stack tra software, architettura e silicio, oltre che di nuove interconnessioni chiamate UnifiedBus per migliorare le comunicazioni nei sistemi IA e nei cosiddetti SuperPoD.
In sostanza, l’obbiettivo dell’azienda cinese è migliorare l’efficienza complessiva del sistema non soltanto rendendo i transistor più piccoli, ma soprattutto facendo viaggiare dati e segnali nel modo più rapido possibile.
I primi chip con Logic Folding arriveranno già nel 2026
Uno degli aspetti più interessanti dell’annuncio riguarda le tempistiche. HUAWEI sostiene infatti di avere già progettato e prodotto in serie 381 chip negli ultimi sei anni sfruttando concetti legati alla nuova legge τ, anche se il primo vero prodotto commerciale di rilievo ad adottare l’architettura Logic Folding dovrebbe arrivare nell’autunno del 2026.
Si tratterà, a quanto pare, di un nuovo chip della famiglia Kirin destinato agli smartphone HUAWEI, che promette miglioramenti significativi sia nelle prestazioni che nell’efficienza energetica.
Secondo le stime condivise dall’azienda, entro il 2031 i chip sviluppati seguendo questa filosofia potrebbero raggiungere una densità di transistor equivalente a quella di processi produttivi da 1,4 nm. HUAWEI tiene però a precisare che ciò non significa necessariamente produrre fisicamente chip a 1,4 nm con i metodi tradizionali, il risultato deriverebbe piuttosto da architetture più intelligenti e da un’ottimizzazione avanzata dei segnali interni.
Una risposta ai limiti della Legge di Moore?
Al momento è naturalmente presto per capire se la legge τ possa davvero rappresentare un’alternativa concreta alla Legge di Moore oppure se si tratti principalmente di una nuova filosofia progettuale destinata a convivere con le tecniche tradizionali.
Resta però interessante osservare come HUAWEI stia cercando di costruire un percorso alternativo in un settore sempre più complesso, soprattutto considerando difficoltà legate alle restrizioni internazionali e all’accesso alle tecnologie produttive più avanzate.
Nel corso dell’intervento He Tingbo ha inoltre sottolineato come nessuna azienda possa affrontare da sola le sfide future dell’industria dei semiconduttori, evidenziando l’importanza della collaborazione tra aziende, ricercatori e partner industriali per continuare a spingere in avanti l’innovazione.
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