Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, è intervenuto come ospite al corso CS 153 Frontier Systems di Stanford per discutere dell’hardware che alimenta i sistemi di intelligenza artificiale odierni, e durante la sessione trasmessa su YouTube non ha risparmiato critiche piuttosto taglienti nei confronti di chi vorrebbe limitare la vendita dei chip AI americani ad altri paesi.
Huang, ricorderete, si è sempre dichiarato contrario ai controlli sulle esportazioni di chip per l’intelligenza artificiale, sostenendo che questa politica rappresenti un fallimento e si sia completamente ritorta contro gli Stati Uniti.
La questione è tornata di attualità dopo che Dario Amodei, CEO di Anthropic, aveva paragonato la vendita di chip AI avanzati alla Cina alla vendita di armi nucleari alla Corea del Nord. Un’analogia che Huang non ha preso particolarmente bene, definendola priva di senso.
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Jensen Huang e l’analogia tra atomica e GPU
“Sono fondamentalmente contrario, e non ha alcun senso, non ha alcun senso in questo momento, paragonare le GPU Nvidia alle bombe atomiche“, ha dichiarato il CEO di Nvidia durante l’intervento a Stanford.
“Ci sono un miliardo di persone con GPU Nvidia; io raccomando le GPU Nvidia a tutti voi, le raccomando alla mia famiglia, ai miei figli, alle persone che amo, ma non raccomando bombe atomiche a nessuno. Quindi quell’analogia è stupida. E se parti da lì, non puoi completare un ragionamento, se parti dal credere quello, non puoi completare il resto dei pensieri”.
Parole forti che riflettono la posizione di lunga data di Huang sulla questione. Il numero uno di Nvidia è fermamente convinto che il mondo dovrebbe utilizzare lo stack tecnologico americano e che sarebbe dannoso per il vantaggio degli Stati Uniti bloccare l’accesso di altre nazioni a questa tecnologia.
Jensen Huang responds to his comments about NVIDIA on the Dwarkesh podcast
“The idea that I regard as completely ridiculous is why should American companies go compete in foreign countries if you are going to lose it anyway. If you guys all apply that same philosophy, why wake… pic.twitter.com/0e7GazDM9w
— Boring_Business (@BoringBiz_) May 15, 2026
Nvidia gode di un vantaggio globale in quanto è il più grande e popolare produttore di chip AI, e le sue tecnologie, come l’architettura CUDA, guidano il progresso della maggior parte degli sviluppatori di intelligenza artificiale nel mondo.
Mantenere questa tecnologia ampiamente disponibile a chiunque significherebbe che la maggior parte dell’AI mondiale, sia quella sviluppata negli Stati Uniti che quella costruita in Cina, girerebbe su hardware americano.
Le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale
I critici sottolineano tuttavia che questo approccio potrebbe alimentare gli avversari degli Stati Uniti, permettendo loro di sviluppare e addestrare intelligenza artificiale avanzata per scopi militari utilizzando chip Nvidia.
Huang ha risposto che l’esercito cinese eviterà la tecnologia AI statunitense, proprio come il Pentagono non utilizza sistemi cinesi.
L’azienda ha anche negato di aver fornito assistenza tecnica a DeepSeek per migliorare l’efficienza dell’addestramento dei suoi modelli, che sarebbero stati successivamente utilizzati dall’Esercito Popolare di Liberazione (PLA). Tuttavia, va detto che i documenti pubblici hanno rivelato che alcune università cinesi con profondi legami con il complesso militare-industriale della Cina hanno acquisito server Super Micro configurati con GPU AI Nvidia A100.
La questione sulla tecnologia dual-use
A differenza dei missili nucleari e delle bombe atomiche, le GPU per l’intelligenza artificiale non sono sistemi strettamente militari progettati per una missione specifica. L’intelligenza artificiale è uno strumento potente con applicazioni nella scienza, nella ricerca, nel business e in molti altri settori. Tuttavia, la sua flessibilità la rende anche una tecnologia dual-use, ovvero utilizzabile sia in contesti civili che militari.
È quest’ultima applicazione a preoccupare i responsabili politici statunitensi dunque lo stesso hardware e gli stessi modelli AI possono essere sfruttati dalle forze armate per usi operativi, come analisi di intelligence e minacce, sistemi autonomi, simulazioni e molto altro.
Questo potrebbe erodere il vantaggio tecnologico e militare degli Stati Uniti e conferire ai suoi avversari un vantaggio strategico.
Entrambe le parti dell’argomento hanno punti validi visto che l’America ha il vantaggio di essere il principale fornitore di tecnologie AI a livello mondiale, e ha senso mantenere questa posizione.
Allo stesso tempo, però, non vuole che i suoi rivali abbiano accesso a tecnologie avanzate che potrebbero accelerare le loro capacità e ridurre il vantaggio degli Stati Uniti nelle tecnologie di difesa. Purtroppo, solo il tempo, probabilmente anni se non decenni, ci dirà quale approccio si rivelerà più efficace.
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