È ufficialmente iniziata una nuova fase per Xbox, dopo l’inaspettata uscita di scena di Phil Spencer, storico volto della divisione gaming, Microsoft ha promosso Asha Sharma, fino a oggi alla guida del gruppo CoreAI Product, come nuovo CEO di Microsoft Gaming.

Un passaggio di testimone che segna una discontinuità evidente, Spencer arrivava da decenni di esperienza interna al mondo Xbox, mentre Sharma proviene principalmente dall’area prodotto e intelligenza artificiale; ed è proprio sull’IA che la nuova responsabile ha voluto mettere subito un punto fermo.

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Asha Sharma alla guida di Microsoft Gaming

In un’intervista a Variety, Sharma ha dichiarato senza mezzi termini di non tollerare l’intelligenza artificiale di scarsa qualità nello sviluppo dei videogiochi, una frase che arriva in un momento in cui l’uso dell’IA generativa nel settore è uno dei temi più divisivi in assoluto.

Secondo Sharma, nonostante l’intelligenza artificiale sia da tempo parte integrante del gaming, le grandi storie sono create dagli esseri umani, e Microsoft non inonderà l’ecosistema con IA senza anima per inseguire efficienza a breve termine.

Parole che, come minimo, tracciano una linea chiara: l’IA può essere uno strumento, ma non deve sostituire la componente artistica e creativa che definisce un grande gioco.

Il problema, come molti di voi avranno già intuito, è capire dove finisca la cattiva IA e dove inizi la tecnologia innovativa legittima, un confine tutt’altro che semplice da definire.

Il tema è esploso negli ultimi mesi, alcuni esempi:

  • lo studio Sandfall Interactive è finito al centro delle polemiche per l’uso di elementi generati con l’IA in Clair Obscur: Expedition 33, con tanto di revoca di riconoscimenti agli Indie Game Awards (elementi poi rimossi tramite patch)
  • Running with Scissors ha annullato un nuovo capitolo della serie Postal dopo le forti critiche a un trailer contenente elementi ritenuti generati dall’IA

D’altra parte, figure storiche come John Carmack hanno difeso l’IA come strumento capace di permettere ai team più piccoli di raggiungere risultati prima impensabili; e Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha paragonato la richiesta di dichiarare l’uso dell’IA a quella di specificare quale marca di shampoo utilizza lo sviluppatore, sostenendo che l’IA sarà coinvolta in quasi tutte le future produzioni.

In questo contesto, la posizione di Sharma appare volutamente equilibrata: apertura all’innovazione, ma rifiuto di soluzioni percepite come vuote o puramente efficientiste.

Se sul fronte dell’IA Sharma ha già espresso una visione chiara, è sul piano dell’esperienza videoludica che si concentrano le maggiori perplessità; a differenza di Spencer, la nuova CEO non ha una storia professionale nel settore dei videogiochi, e anche il suo profilo da giocatrice sembra recente: la cronoloogia Xbox condivisa online mostrerebbe attività iniziata solo nelle ultime settimane.

Sharma ha citato Firewatch (2016) come esempio di gioco capace di offrire profonda risonanza emotiva e un punto di vista distintivo, mentre tra i suoi titoli preferiti ha indicato Halo, Valheim e GoldenEye.

Ha inoltre dichiarato pubblicamente di avere molto da imparare, impegnandosi però ad ascoltare la community e a guadagnarsi la fiducia di giocatori e sviluppatori nel tempo. Va detto che non è la prima volta che un dirigente non appassionato guida con successo un’azienda videoludica, basti pensare a Hiroshi Yamauchi, storico presidente di Nintendo.

Il cambio al vertice arriva in una fase complessa per Microsoft Gaming: calo delle vendite hardware, progressiva apertura dei titoli first party su altre piattaforme, strategia Xbox Everywhere e campagna This is an Xbox focalizzate sullo streaming su smartphone, tablet e altri dispositivi.

Nel frattempo, anche Sarah Bond (Presidente e COO di Xbox) ha lasciato l’azienda, mentre Matt Booty, veterano di Xbox Game Studios, è stato promosso a vicepresidente esecutivo e responsabile dei contenuti, lavorando a stretto contatto con Sharma per garantire continuità. Un rinnovamento profondo dunque, che segna la fine di un’era.

Nella nota interna che ha annunciato la sua nomina, Sharma ha individuato tre priorità: grandi giochi, il ritorno di Xbox e il futuro del gioco.

Tre formule ampie ma significative, la nuova CEO vede nel 25° anniversario di Xbox (in arrivo questo autunno) un momento simbolico per onorare il passato e definire il prossimo capitolo. Sono attesi aggiornamenti già al prossimo GDC Festival of Gaming e annunci più rilevanti durante l’Xbox Games Showcase primaverile.

Il vero banco di prova per Sharma non sarà soltanto dimostrare competenze nel mondo videoludico, ma riuscire a trovare un equilibrio credibile tra innovazione tecnologica (area in cui ha grande esperienza), tutela della dimensione artistica del medium, e sostenibilità economica in un mercato in transizione.

L’industria del gaming sta vivendo un periodo di ristrutturazione profonda, tra costi di sviluppo in aumento, nuove piattaforme e sperimentazioni con l’IA; in questo scenario, promettere nessuna tolleranza per l’IA scadente è un messaggio forte, che dovrà però tradursi in scelte concrete.