Nintendo torna alla carica contro il mondo dell’emulazione, dopo aver chiuso i rubinetti a progetti noti come Yuzu e Ryujinx nel 2025, la casa di Kyoto ha ora inviato una raffica di richieste DMCA che colpiscono direttamente tutti gli emulatori Nintendo Switch attualmente ospitati su GitHub.

La situazione è in evoluzione, ma una cosa è chiara: sta per diventare più complicato trovare il proprio emulatore Switch preferito.

Nintendo vuole far chiudere tutti i progetti di emulatori Switch

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, un rappresentante legale di Nintendo ha inviato notifiche DMCA (legge statunitense sul copyright) ai repository GitHub di diversi emulatori e fork ancora attivi; tra questi figurano Eden, Citron, Kenji-NX e MeloNX. Nel mirino anche progetti non più attivi come Sudachi e Skyline. Allo stato attuale i repository risultano ancora online, ma è molto probabile che vengano rimossi a breve.

La posizione di Nintendo non è nuova, la società sostiene che questi emulatori aggirino le misure di protezione tecnologica (TPM) della console, in particolare le chiavi crittografiche necessarie per decifrare i giochi.

Va però chiarito un punto importante: emulatori come Citron ed Eden non includono chiavi crittografiche né ROM, per funzionare richiedono che l’utente estragga le proprie chiavi e il firmware da una console modificata; non forniscono inoltre indicazioni su dove reperire contenuti protetti da copyright.

Nonostante questo, per il team legale di Nintendo il solo fatto che tali software possano essere utilizzati per eseguire copie non autorizzate dei giochi è sufficiente a giustificare l’intervento.

Il precedente caso Yuzu, chiuso con un accordo extragiudiziale, non ha stabilito un principio giuridico definitivo sulla legalità dell’emulazione in sé; di conseguenza, la questione resta ancora in una zona grigia dal punto di vista legale.

Gli emulatori quindi spariranno davvero? Probabilmente no, almeno non del tutto. Molti sviluppatori erano consapevoli del rischio e hanno già adottato contromisure, i progetti ancora in sviluppo attivo hanno spesso creato mirror dei repository, spostato il codice su server privati, nonché predisposto infrastrutture alternative a GitHub.

Questo significa che, anche in caso di rimozione ufficiale, gli emulatori continueranno a esistere. Tuttavia, diventeranno meno visibili e più difficili da trovare, con un rischio concreto: utenti meno esperti potrebbero finire su siti non affidabili, esponendosi a malware o versioni modificate in modo malevolo.

Non è la prima volta che Nintendo prende di mira progetti di emulazione ospitati su GitHub, ma questa nuova ondata di DMCA appare particolarmente estesa e coordinata.

Dopo la chiusura di Yuzu e Ryujinx, molti fork avevano riportato nuova linfa allo sviluppo dell’emulazione Switch; ora però, il messaggio è chiaro, Nintendo non intende abbassare la guardia.

Non ci resta che attendere per scoprire se si tratti di un’azione isolata o dell’inizio di una repressione ancora più ampia nei confronti dell’ecosistema di emulazione legato alla console ibrida.