Negli ultimi mesi Elon Musk aveva più volte ribadito come Marte rappresentasse l’obbiettivo principale e quasi ossessivo di SpaceX, ma qualcosa, almeno stando alle indiscrezioni emerse nelle scorse ore, sembra essere cambiato. La società aerospaziale statunitense starebbe infatti rivedendo le proprie priorità, spostando l’attenzione della conquista dal Pianeta Rosso alla Luna, con l’obbiettivo di supportare in maniera più concreta il programma Artemis della NASA.

Un cambio di rotta che, se confermato, avrebbe implicazioni importanti sia per lo sviluppo di Starship sia per le tempistiche del ritorno dell’essere umano sulla superficie lunare.

Dalla corsa a Marte al supporto per il programma Artemis, SpaceX rivede le proprie priorità

Nella prima metà dello scorso anno, come molti di voi ricorderanno, Musk sembrava fortemente intenzionato a lanciare una missione senza equipaggio verso Marte già nella prima finestra utile disponibile, individuata inizialmente proprio per quest’anno; tuttavia, lo sviluppo di Starship si è rivelato più complesso del previsto e, soprattutto, lontano dall’operatività necessaria per un’impresa di questo tipo.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal in un articolo pubblicato nelle scorse ore, SpaceX starebbe ora ridimensionando i piani marziani, rinviandoli a data da destinarsi (così come la collaborazione con l’ASI), per concentrarsi invece sulla versione lunare di Starship, che dovrà fungere da lander per le missioni Artemis III e Artemis IV. Un orientamento che andrebbe anche a rafforzare il supporto alla NASA, mentre la missione Artemis II potrebbe essere lanciata già all’inizio di marzo.

Un dettaglio particolarmente interessante riguarda il contesto in cui questa nuova roadmap avrebbe preso forma. Sempre secondo quanto riportato, sia SpaceX che Blue Origin avrebbero intensificato i propri sforzi dopo una serie di incontri a porte chiuse con l’amministratore della NASA Jared Isaacman.

Questi colloqui avrebbero avuto un ruolo chiave nel catalizzare le due realtà statunitensi, spingendole a convergere verso un obbiettivo comune: riportare l’essere umano sulla Luna prima che lo faccia la Cina, elemento che aggiunge una forte componente geopolitica alla corsa spaziale attuale.

Entrando più nel dettaglio, SpaceX avrebbe comunicato agli investitori privati l’intenzione di dare priorità alla Luna, rimandando il sogno marziano a una fase successiva; in questo scenario, Starship, in una versione profondamente modificata, rimane il pilastro del programma Artemis, con la promessa di trasportare sulla superficie lunare un carico utile nettamente superiore rispetto alle missioni Apollo, e anche al lander sviluppato da Blue Origin.

Le indiscrezioni parlano di un allunaggio senza equipaggio di Starship a marzo 2027, una missione fondamentale per testare i sistemi di bordo e garantire il massimo livello di sicurezza. In passato si era vociferato di una data più tardiva, indicativamente a giugno dello stesso anno, ma anticipare di alcuni mesi questa prova permetterebbe di avere più margine operativo in vista di Artemis III, aumentando le probabilità di un allunaggio con equipaggio entro al fine del 2028 (un obbiettivo ambizioso, ma non irrealistico).

Il rinvio dei piani verso Marte potrebbe rientrare in una strategia più ampia, che prevede la creazione di una base permanente sulla Luna; una struttura che non servirebbe solo per l’esplorazione scientifica, ma che potrebbe essere utilizzata anche come hub logistico, ad esempio per il lancio di satelliti con maggiore efficienza grazie alla gravità ridotta rispetto alla Terra.

Musk, del resto, aveva cercato in passato di convincere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che Marte dovesse essere considerato prioritario rispetto alla Luna. Già all’inizio di quest’anno però, le aspettative di un atterraggio di Starship sul Pianeta Rosso erano state ridimensionate, e ora questo obbiettivo sembra ulteriormente posticipato agli anni ’30.

A confermare indirettamente le indiscrezioni è stato lo stesso Musk, che ha risposto su X a una discussione in cui si affermava che Elon è determinato a creare fabbriche sulla Luna, replicando con un perentorio: o facciamo così sulla Luna o niente. Una frase che lascia poco spazio ai dubbi e che suggerisce come, almeno per il momento, il futuro di SpaceX passi inevitabilmente dal nostro satellite naturale.