Il 2026 potrebbe essere un anno tutt’altro che favorevole per chi è in procinto di acquistare SSD, PC o dispositivi mobili. Secondo diverse analisi di settore, Samsung Electronics e SK Hynix, che insieme rappresentano oltre il 60% del mercato globale delle memorie NAND, avrebbero deciso di ridurre la produzione di NAND Flash, una mossa strategica pensata per massimizzare i profitti in un contesto di domanda in forte crescita.
Meno NAND e più profitti per Samsung e SK Hynix
I dati diffusi indicano che Samsung Electronics ha rivisto al ribasso le proprie stime di produzione, passando da 4,9 milioni di wafer NAND nel 2025 a 4,68 milioni nel 2026; un’ulteriore riduzione che segue già i tagli effettuati lo scorso anno, quando la redditività delle NAND aveva toccato livelli particolarmente bassi.
Un percorso simile sarebbe stato intrapreso da SK Hynix, che dovrebbe scendere da 1,9 milioni di wafer a 1,7 milioni nello stesso periodo, numeri che, letti nel contesto attuale, assumono un peso ancora maggiore.
Il mercato delle NAND sta infatti vivendo una nuova fase di espansione, trainata in larga parte dal boom dell’intelligenza artificiale inferenziale. Server IA, data center e acceleratori di nuova generazione stanno facendo schizzare la domanda di SSD ad altissima capacità, con effetti diretti su prezzi e disponibilità.
Basti pensare che, secondo Citi Securities, il prossimo acceleratore IA di NVIDIA, Vera Rubin, previsto in produzione di massa nella seconda metà del 2026, integrerà SSD per un totale di 1.152 TB, oltre dieci volte la capacità dell’attuale piattaforma Blackwell. Le stime parlano di 30.000 unità nel 2026 e 100.000 nel 2027, generando una nuova domanda rispettivamente di 34,6 milioni di TB e 115,2 milioni di TB.
Alla base dei tagli produttivi non ci sarebbe una carenza di domanda, bensì una scelta precisa di allocazione delle risorse; gli investimenti di capitale stanno infatti perdendo priorità rispetto alla DRAM, oggi molto più redditizia, soprattutto quella destinata ai carichi IA.
A questo si aggiunge un fattore tecnico non trascurabile: la transizione dalle NAND TLC alle QLC, più adatte ai data center IA, comporta perdite di produzione naturali, legate alla riconfigurazione delle linee, ai tempi di stabilizzazione e alle rese iniziali. Un processo inevitabile che riduce ulteriormente l’offerta nel breve periodo.
Secondo diversi esperti del settore, i vertici di Samsung e SK Hynix non vedono alcun incentivo ad aumentare aggressivamente la produzione, preferendo invece difendere i prezzi e sfruttare l’attuale fase di boom per migliorare i margini operativi.
Le conseguenze di queste scelte potrebbero farsi sentire molto presto, TrendForce prevede che i prezzi contrattuali delle NAND aumenteranno del 33-38% già nel primo trimestre 2026, mentre IDC stima una crescita dell’offerta complessiva di appena 17%, ben al di sotto della media storica.
Il risultato è piuttosto chiaro: SSD, storage per PC e dispositivi mobili rischiano di diventare ancora più costosi, dopo gli aumenti registrati negli ultimi mesi.
Sullo sfondo resta anche la concorrenza cinese, YMTC ha infatti continuato ad aumentare la produzione di NAND, soprattutto per applicazioni generiche; questo avrebbe spinto Samsung e SK Hynix a ridurre l’offerta per mobile e PC, concentrandosi invece su segmenti più redditizi come server e applicazioni enterprise, dove la pressione sui prezzi è minore.
Tuttavia, secondo gli analisti, ci vorrà tempo prima che i produttori cinesi riescano a compensare davvero il calo di offerta globale, motivo per cui non si prevedono ribassi significativi dei prezzi prima del 2028.
Il quadro che emerge è quello di un mercato sempre più orientato all’intelligenza artificiale, dove la redditività conta più dei volumi. Per i consumatori, questo potrebbe tradursi in prezzi più alti e minore convenienza per SSD, PC e dispositivi elettronici in generale.
Un trend che, salvo cambiamenti di strategia o interventi sul lato dell’offerta, sembra destinato a proseguire anche nei prossimi anni.
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