Capire se e quando una casa sarà raggiunta dalla fibra resta uno dei temi più sentiti quando si parla di connettività in Italia. Proprio per questo motivo Infratel Italia ha pubblicato una nuova mappa interattiva dedicata alla mappatura delle reti fisse per aiutare gli utenti a verificare, civico per civico, se una determinata area rientra nei piani pubblici o nei piani di copertura privata previsti nei prossimi anni.

La novità è stata introdotta direttamente nella home page del sito Infratel, la società in house del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso un banner che rimanda a una sezione dedicata alle mappature delle reti fisse e mobili. Da qui è possibile consultare mappe aggiornate e basate sugli ultimi dati ufficiali raccolti dagli operatori.

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Infratel pubblica una fotografia aggiornata e interattiva della copertura fino al 2028

La nuova mappa dedicata alla rete fissa fa riferimento alla cosiddetta Mappatura Fissa 2025 e fornisce una previsione di copertura fino al 2028. I dati utilizzati derivano dalla consultazione completata nel 2025, alla quale hanno partecipato 41 operatori, che hanno comunicato i propri piani di investimento entro la scadenza del 28 aprile 2025.

L’analisi complessiva dei dati era stata annunciata nell’agosto 2025, ma il quadro è stato successivamente aggiornato. A dicembre 2025 Infratel ha infatti integrato le informazioni ricevute da Open Fiber, che ha dichiarato un’estensione di copertura pari a circa 278 mila civici aggiuntivi. È su questa base che oggi la mappa mostra una versione più accurata e aggiornata dello stato delle reti fisse in Italia.

Il risultato è una rappresentazione puntuale che distingue tra interventi pubblici già programmati, piani di investimento privati e aree che, allo stato attuale, risultano ancora escluse da una copertura adeguata.

Come leggere la mappa interattiva di Infratel

L’elemento centrale della nuova piattaforma è la possibilità di consultare la mappa per singolo indirizzo. Inserendo il civico di interesse, il sistema restituisce la classificazione dell’area sulla base dei piani dichiarati dagli operatori e dei programmi pubblici già approvati.

La mappa utilizza una codifica a colori per distinguere le diverse situazioni di copertura. I pallini verdi indicano le aree incluse nel Piano Italia a 1 Giga, mentre l’arancione e il giallo fanno riferimento al Piano BUL, rispettivamente in fibra ottica e in tecnologia FWA. Il blu segnala i piani privati in fibra ottica previsti entro il 2028, mentre l’azzurro indica piani privati FWA con velocità di picco superiore ai 300 Mbps.

Particolarmente rilevante è il pallino rosso, che identifica i civici non coperti o con velocità di picco inferiore ai 300 Mbps entro il 2028. Queste aree rappresentano, di fatto, le zone dove la connettività resta un problema aperto e dove potrebbero essere necessari nuovi interventi pubblici o revisioni dei piani esistenti.

I civici “scoperti” e le diverse categorie di priorità

Per offrire una lettura ancora più dettagliata, Infratel ha suddiviso i civici non adeguatamente coperti in categorie specifiche, basate sulla qualità della geolocalizzazione e sulla distanza dalle reti già esistenti o pianificate.

Si va dai civici che ospitano sedi della Pubblica Amministrazione, a quelli con coordinate imprecise, fino ai casi situati entro 50 metri da infrastrutture già realizzate o programmate, sia pubbliche sia private. Esiste poi una categoria residuale che comprende i civici più isolati, lontani oltre 50 metri da reti con prestazioni superiori ai 300 Mbps.

Questa classificazione non è solo tecnica: serve a orientare le future decisioni su eventuali estensioni di copertura e a rendere più trasparente il processo di pianificazione, sia per i cittadini sia per gli enti locali.

Come sottolineato dalla stessa azienda, la nuova mappa interattiva di Infratel non promette interventi immediati, ma offre chiarezza ai cittadini. Per la prima volta è possibile verificare in modo semplice e ufficiale se un civico rientra in un piano pubblico, in un investimento privato o se rischia di restare escluso anche nei prossimi anni.

In un contesto in cui la banda ultra larga è sempre più centrale per lavoro, servizi digitali e competitività dei territori, avere accesso a dati aggiornati e consultabili rappresenta un passo concreto verso una maggiore trasparenza nella gestione della trasformazione digitale del Paese.