Chi l’ha detto che Nintendo Switch serve solo per giocare? Mentre milioni di utenti si stanno godendo la loro nuova Nintendo Switch 2, qualcuno particolarmente intraprendente ha pensato bene di rispolverare la vecchia generazione della console per uno scopo tanto folle quanto affascinante: avviare iOS sulla Switch originale.

No, non si tratta di un meme o di uno scherzo, il progetto messo in piedi da un utente in appena due giorni ha portato a un risultato assurdo ma concreto, un ambiente iOS completamente emulato sulla console portatile Nintendo, grazie a QEMU, l’emulatore open source capace di virtualizzare architetture hardware completamente diverse da quella nativa.

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iOS su Nintendo Switch è l’ennesimo esercizio di stile di un appassionato

Per chi conosce le dinamiche dell’hacking l’impresa è già di per sé impressionante, far girare un sistema operativo proprietario come iOS, progettato per funzionare esclusivamente su dispositivi Apple è una sfida notevole, e riuscirci su una piattaforma chiusa come Nintendo Switch lo è ancora di più.

Il tutto è stato reso possibile da QEMU Apple Silicon, un progetto che punta a emulare sistemi operativi Apple ARM in ambienti virtualizzati; il processore NVIDIA Tegra 1 della Switch è stato sufficiente, almeno sulla carta, a fare partire iOS. Il risultato? A detta dello stesso autore qualcosa che funziona appena, ma funziona davvero.

Facciamo chiarezza, non aspettatevi prestazioni accettabili, né tanto meno una reale usabilità, l’emulazione è lenta, farraginosa e non pensata per l’interazione quotidiana, ma non è questo il punto.

L’autore stesso ammette che il progetto non ha scopi pratici, è solo una dimostrazione di fattibilità, una provocazione, un modo creativo per dimostrare che anche i limiti più rigidi dell’hardware e del software possono essere aggirati, almeno a livello teorico, con ingegno e perseveranza.

Il vero risultato qui non è usare iOS sulla Switch, ma averlo fatto partire, anche se con mille limitazioni; per chi mastica informatica e virtualizzazione è un po’ come scalare l’Everest, solo per dire di averlo fatto.

Questo tipo di esperimenti, puramente ludici, tecnicamente complessi e assolutamente fuori portata per l’utente comune ricordano alla community quanto il mondo del software libero e dell’emulazione possa essere fertile e stimolante. Sebbene non vedremo mai iOS girare in modo fluido su Nintendo Switch (né avrebbe senso aspettarselo), resta il fascino di un’idea portata avanti solo per curiosità, sfida personale e un pizzico di follia creativa.