Torniamo a trattare l’argomento più in voga negli ultimi tempi, ovvero l’intelligenza artificiale; giusto ieri abbiamo visto i piani di OpenAI per permettere agli sviluppatori di integrare la propria intelligenza artificiale nelle applicazioni, questa mattina invece abbiamo trattato dell’ennesima brutta figura di questa nuova tecnologia.

Ora torniamo a riproporre l’argomento ma da un altro punto di vista, stando infatti a quanto riporta il Wall Street Journal, sembra che Apple abbia bloccato un’applicazione sul proprio store proprio perché utilizza uno strumento di linguaggio AI simile a ChatGPT, secondo l’azienda infatti questo programma potrebbe restituire contenuti non adatti ai minori. Vediamo cosa è successo.

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Apple blocca l’applicazione Blue Mail

Blue Mail è un’applicazione dedicata alla posta elettronica, che permette agli utenti di gestire più account da un’unica piattaforma centralizzata, è possibile gestire i propri profili a prescindere dal provider su cui si appoggiano; al contempo il software offre tutta una serie di funzionalità come la possibilità di personalizzare l’aspetto della posta in arrivo, pianificare le e-mail per la consegna successiva e utilizzare azioni di scorrimento rapido per archiviare, eliminare o contrassegnare le e-mail come lette o non lette.

Blue Mail supporta anche una casella di posta unificata, dando modo agli utenti di visualizzare e gestire le email di ogni account da un unico posto e vanta anche l’integrazione con alcuni servizi di terze parti come Dropbox, Evernote e OneDrive. Il software è disponibile come applicazione mobile sia per Android che per iOS, ma può essere utilizzata anche su sistemi operativi desktop.

L’app in questione ha recentemente introdotto un’intelligenza artificiale, il cui scopo è quello di assistere gli utenti nella composizione indipendente di e-mail basate su e-mail precedenti e nella pianificazione di eventi. Apple però ha deciso di bloccare l’applicazione sul proprio App Store, preoccupata del fatto che l’AI potesse mostrare contenuti illeciti agli utenti minori; la società ha infatti dichiarato quanto segue, in una lettera inviata allo sviluppatore dell’app:

La tua app contiene contenuti generati dall’intelligenza artificiale, ma al momento non sembra includere il filtro dei contenuti… BlueMail dovrebbe aumentare il limite di età a 17+ o includere il filtro dei contenuti.

Se da un lato le preoccupazioni di Apple sono più che lecite, dall’altro bisogna sottolineare che Blue Mail afferma come ci siano altre applicazioni sullo store dell’azienda che non impongono limiti di età ed hanno funzioni di intelligenza artificiale che non sono state bloccate. L’azienda, attraverso le parole di un rappresentante, fa sapere di essere al lavoro per esaminare le rimostranze di Blix, società madre di Blue Mail.

Blue Mail non è l’unica applicazione che ha iniziato ad integrare al suo interno le intelligenze artificiali, basti pensare a quanto fatto da Microsoft con Bing, il colosso di Redmond però nel pubblicare la nuova app Bing sull’App Store ha inserito il mite di età 17+, cosa al momento non presente nella controparte per Android.

Bisognerà insomma attendere per scoprire come evolverà la situazione, la migliore delle ipotesi sarebbe che Blue Mail si adeguasse ai limiti di età richiesti, così da poter tornare disponibile per tutti gli utenti senza correre il rischio di restituire contenuti inappropriati agli utenti minori, del resto questa nuova tecnologia è ancora ben lontana dall’essere perfetta, un po’ di cautela non guasta mai.

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