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Esiste la tastiera perfetta? Abbiamo provato tre diverse tipologie per scoprirlo

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Vi siete mai chiesti se esista la tastiera perfetta? Io mi sono posto molte volte questa domanda, e per questo ho cambiato alcune decine di tastiere, alla ricerca di quella perfetta, in grado di soddisfare in pieno tutte le mie necessità.

Per molto tempo ho utilizzato le tradizionali tastiere per PC fisso, con un sistema a membrana che non mi ha mai convinto, sia per il feedback tattile che per quello sonoro. Agli albori della mia esperienza con i computer (parliamo della metà degli anni 80) imperversavano ancora le tastiere meccaniche, grandi, pesanti e ingombranti, decisamente più soddisfacenti da utilizzare ma quasi scomparse dal mercato per un lungo periodo.

Memore soprattutto del suono ho voluto provare, qualche anno fa, le nuove tastiere meccaniche, aprendo un mondo completamente nuovo, che mi ha fatto riscoprire la passione per la scrittura. Negli ultimi quattro anni però ho provato, per lavoro e per passione, almeno una ventina di tastiere, meccaniche e non, con switch di diversi colori per cercare il feeling perfetto.

Ho approfittato di un paio di tastiere che mi sono state mandate in prova, mettendole a confronto con il mio ultimo acquisto che dovrebbe rappresentare la mia scelta definitiva, per questo articolo. Non sarà una classica recensione, quanto piuttosto un racconto della mia esperienza con queste tre tastiere, fatto di suoni, sensazioni e soddisfazioni nella scrittura.

I modelli che ho utilizzato sono una Motospeed GK 82 (a 87 tasti), una MIIIW Keyboard Air 85 (a 85 tasti) e una Keychron K1 (a 87 tasti). La prima è una tastiera meccanica, con switch blu, layout tenkeyless e retroilluminazione monocromatica (nel mio caso blu), la seconda è una classica tastiera a membrana leggera e sottile, simile a quella presente nei PC portatili, la terza unisce il meglio delle due realtà. È infatti una tastiera meccanica dotata di switch, ovviamente blu, a basso profilo, compatta e con un aspetto e ingombro molto simile a quello di una tastiera a membrana utilizzata sui notebook e con layout tenkeyless.

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La cosa che accomuna le tre tastiere è il collegamento senza fili al mio Mac Mini: Bluetooth per le soluzioni Keychron e MIIIW e wireless (con adattatore USB in confezione di vendita) per la tastiera Motospeed. La tastiera MIIIW è invece l’unica a non essere dotata di retroilluminazione, cosa che però incide in maniera significativa sull’autonomia.

Differente anche l’altezza, con la tastiera MIIIW che può essere utilizzata senza alcun poggiapolsi, essendo alta meno di 2,5 centimetri nella parte posteriore. Per quanto riguarda la soluzione Keychron l’altezza del corpo tastiera è inferiore, circa 15 millimetri, e sale a 25 millimetri considerando anche i tasti.

Esiste la tastiera perfetta? Abbiamo provato tre diverse tipologie per scoprirlo 2Vista però la scarsa inclinazione, che la rende quasi piatta sulla scrivania, ho sempre preferito utilizzarla con un poggiapolsi che mi consente una digitazione più rapida e precisa, oltre che decisamente più confortevole. Inutile dire che con la tastiera Motospeed, con altezza regolabile su due livelli, il poggiapolsi è quasi d’obbligo: 46 millimetri alla fila posteriore con i piedini rialzati, 34 millimetri tenendoli invece abbassati.

L’ergonomia, almeno dal mio punto di vista, migliora nettamente con i piedini rialzati, visto che si ottiene una maggiore inclinazione che permette di scrivere in maniera più veloce.

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Prima di affrontare la parte dedicata al “suono” della tastiera e al feedback tattile, voglio però parlarvi della retroilluminazione. Per anni l’ho considerata sostanzialmente inutile, ma dopo averla provata è una cosa di cui non riesco più a fare a meno. Non tanto per il fatto che mi permette di lavorare al buio dopo una certa ora, quanto per il fatto che migliora decisamente la visibilità dei vari tasti ma anche la “durabilità” per usare un termine tanto caro a JerryRigEverything.

Le tecniche utilizzate per lasciar passare la luce dei LED posti dietro a ogni tasto, permettono di non avere le lettere “dipinte” sui tasti, con la conseguenza di non scolorire nemmeno dopo un utilizzo particolarmente intenso. Da questo punto di vista quindi la tastiera MIIIW risulta penalizzata, visto che le scritte in rilievo sui tasti finiranno inevitabilmente per sparire dopo alcuni mesi di utilizzo continuato.

Tutte e tre le tastiere utilizzate hanno il layout americano, che trovo il migliore per chi, come me, scrive parecchio. Se cercate qualcosa con layout italiano dovrete rivolgere altrove le vostre attenzioni, visto che nessuno dei modelli citati è disponibile con layout differente.

Veniamo a quella che a mio avviso è la parte fondamentale di una tastiera, ovvero il suono. Per rendere davvero divertente l’esperienza della scrittura, trovo che una tastiera debba restituire, oltre a un feedback tattile, anche un feedback sonoro di un certo tipo.

Nel corso degli anni ho notato che le tastiere a membrana, soprattutto quello con tasti a bassissimo profilo come quelle utilizzate in ogni notebook, mi fanno commettere una percentuale di errori non trascurabili. Mi riesce insomma difficile scrivere molto velocemente, in quanto manca una risposta della tastiera che mi permetta di capire con certezza se il tasto è stato premuto o meno.

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Ecco perché la tastiera MIIW, una soluzione perfetta per chi vuole scrivere in ambienti molto silenziosi e non vuole disturbare, mi ha convinto meno delle altre. Questo nonostante abbia un rumore leggermente superiore alla media e disponga di tasti circolari, che nel mio caso contribuiscono a ridurre gli errori.

Se il rumore della MIIW è decisamente contenuto, con i soli tasti speciali che hanno un rumore leggermente superiore alla media, la tastiera Motospeed è l’inno al rumore. Per me significa musica, il suono degli switch blu è quanto di più appagante ci sia durante la scrittura di un qualsiasi testo.

La corsa dei tasti è pressoché perfetta, così come la forza necessaria all’attuazione dello switch. La risposta tattile è ottima, difficile non accorgersi di aver premuto un tasto, sia per chi scrive senza guardare sia per chi scrive guardando solamente la tastiera.

Ancora meglio il suono, soprattutto quando scrivo testi lunghi e la tastiera “canta” quello che sto scrivendo, rumorosa testimone della mia creatività. Va detto che il suono è udibile anche da distante, e anche chi sta nella stanza vicina, magari dormendo, sentirà in maniera distinta il ticchettio sui tasti.

È quindi decisamente sconsigliata a chi utilizza il computer in camera, soprattutto se la camera è condivisa con qualcun altro, parente, fidanzato o coniuge che sia. È probabile infatti che dopo qualche secondo vi arrivi una ciabatta in testa o una lunga sfilza di imprecazioni.

La Motospeed GK82 è stata, nel corso dei miei test, la più soddisfacente da utilizzare, sia per quanto riguarda il suono sia per quanto riguarda il feedback tattile. Peccato solo per la necessità di collegare il ricevitore wireless alla porta USB, sarebbe stato bello poterla connettere al computer via Bluetooth, una soluzione che mi avrebbe permesso di utilizzarla anche con altri dispositivi.

Segnalo che nell’unità che ho utilizzato il tasto di accensione si è guastato dopo un paio di settimane, ma è possibile che si tratti di un caso isolato. In ogni caso la tastiera va automaticamente in risparmio energetico dopo circa un minuto di inutilizzo, e ritorna immediatamente a disposizione non appena viene premuto un tasto qualsiasi. Questo le consente di avere un’autonomia molto buona, ma di questo parleremo tra poco.

Arriviamo dunque a Keychron K1, che dal punto di vista sonoro può rappresentare per molti la giusta via di mezzo tra rumorosità e silenziosità. Gli switch Gateron blu a basso profilo sono indubbiamente più silenziosi dei modelli classici, anche a causa della corsa ridotta di circa 2,5 millimetri.

Eppure il rumore, una volta fatta l’abitudine, è decisamente soddisfacente, risultando indubbiamente meno fastidioso per chi vi sta vicino. Questo non significa che potrete utilizzarlo in camera da letto senza alcun problema, visto che in un ambiente silenzioso si farà sicuramente sentire. Se come il sottoscritto lavorate da soli, o se lavorate in un ufficio abbastanza rumoroso, difficilmente qualcuno potrà lamentarsi per il troppo rumore.

La tastiera Keychron rappresenta dunque il compromesso a mio avviso perfetto per chi vuole la rumorosità e il feedback di una tastiera meccanica senza preoccuparsi troppo di disturbare chi sta vicino e senza dover modificare la tastiera per ridurne il rumore, o scegliere una colorazione di switch più silenziosa. È comunque chiaro che il canto della tastiera non è all’ altezza di una meccanica tradizionale, per cui se volete un click molto udibile questa soluzione non fa al caso vostro.

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Tutte e tre le tastiere che ho provato hanno un’ottima precisione, anche se in questo caso è una valutazione soggettiva. Personalmente tendo a commettere molti più errori di battitura con una tastiera a membrana rispetto a una meccanica. In quest’ultimo caso ho notato, sempre a livello personale, una migliore precisione con gli switch blu rispetto ai meno rumoroso switch rossi, molto validi ma meno divertenti da utilizzare.

Ho notato però qualche problema di interferenza con la tastiera Keychron, l’unica che ha risentito della presenza di un monitor con chassis metallico posto davanti al computer (un Mac Mini con Bluetooth integrato). In alcuni casi ho notato forti ritardi nell’input, una casuale perdita di connessione che rendono di fatto impossibile utilizzarlo. Rimuovendo il monitor, o posizionando diversamente il Mac, il problema si è risolto immediatamente. Nessun problema invece per la MIIIW, la cui connessione è sempre stata stabile, né con la Motospeed, sempre pronta e reattiva.

L’autonomia è un fattore che spesso viene trascurato, soprattutto quando si parla di tastiere wireless. In realtà i modelli Motospeed e Keychron possono essere utilizzati anche con il cavo USB (fornito nella confezione di vendita), con la possibilità di continuare a utilizzarle anche durante la ricarica.

Il modello MIIIW invece funziona con una sola batteria AAA e non dispone di alcun connettore per il collegamento al computer. Ha però l’indubbio vantaggio di essere pronta all’uso sostituendo una batteria, oltre a quello di avere la migliore autonomia del trio.

Non ho avuto modo di scaricarla, visto che il mio test si è svolto nell’arco di circa un mese, ma le specifiche tecniche parlano di circa sei mesi di autonomia con una sola pila, un risultato davvero ottimo grazie all’assenza della retroilluminazione. È inoltre presente, vicino al vano della batteria, un tasto per lo spegnimento, al fine di evitare di scaricare inutilmente la batteria.

La tastiera dispone di un LED bicromatico, visibile per qualche secondo all’accensione, e di un LED che mostra la tipologia di connessione utilizzata. Oltre al Bluetooth è infatti possibile utilizzare il ricevitore wireless proprietario (che non richiede alcun driver), alloggiato nel vano batteria.

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In alto a destra sono presenti tre tasti, due permettono di scegliere il tipo di collegamento (Bluetooth o wireless), il terzo invece consente di impostare la modalità Mac o PC. Il LED bicromatico diventa verde per la modalità PC e bianco per la modalità Mac, per sapere sempre quale layout viene applicato. Sono presenti le serigrafie alterative sui tasti CTRL, Windows e ALT, dove sono visibili anche i simboli classici delle tastiere Mac, come CTRL, OPT e CMD.

Motospeed GK82 invece raggiunge circa una settimana di autonomia, con una media di almeno 8-10 ore al giorno. Va detto che dopo circa un minuto la retroilluminazione si spegne da sola, anche se la connessione Bluetooth resta sempre attiva e i tasti rispondono immediatamente anche dopo una lunga inattività. Anche in questo caso è presente un tasto di accensione per evitare consumi di notte o nei periodi in cui non è in uso.

Il layout in questo caso è per PC Windows, senza serigrafie per il Mac, quindi devo semplicemente andare a memoria e sapere quali sono i tasti corrispondenti, una cosa che viene automatica in pochi minuti. Sotto al tasto F1 è presente un LED rosso che segnala un basso livello di carica, invitando l’utente a collegare un cavo (USB Type-C) per procedere alla ricarica.

La peggiore, sotto questo punto di vista, è Keychron K1, che dopo alcune ricariche si è stabilizzata sui tre giorni di autonomia, con la retroilluminazione a media intensità. La modalità di risparmio energetico è decisamente più aggressiva, tanto che dopo un paio di minuti di inutilizzo la tastiera viene di fatto spenta e scollegata dal computer. Questo significa che premendo un tasto per riportarla in funzione, è necessario attendere circa 3-4 secondi per tornare a essere operativi. È comunque possibile, con una combinazione di tasti riportata nel foglio illustrativo fornito a corredo della tastiera, disattivare il risparmio energetico.

La tastiera Keychron K1 a offrire la possibilità di utilizzare nella confezione di vendita un set di tasti specifici per Windows, mentre di serie sono già installati quelli per Mac. È inoltre presente un tasto ESC di colore rosso/arancione, con la possibilità di sostituirlo con uno grigio, per gli utilizzi più “seriosi”. Non è possibile utilizzare keycaps di altri produttori, cosa possibile invece con la Motospeed, in quanto il sistema di fissaggio dei tasti è diverso da quello standard.

Qual è dunque la tastiera che ho preferito, e che al termine di questo test rimarrà sulla mia scrivania? Sono sicuro di non aver trovato ancora la tastiera perfetta, ma quella che più si avvicina al mio ideale è indubbiamente la Keychron K1, che diventerà dunque il mio principale strumenti di scrittura.

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La lotta con la Motospeed è stata molto serrata e per certi versi sono stato, e sono tutt’ora combattuto, tanto che sono sicuro che mi capiterà più di una volta di cambiare la tastiera, magari anche solo per qualche ora. Il suono e il feedback tattile sono indubbiamente impareggiabili, ma come ripeto si tratta di un parere soggettivo e quello che per me rasenta la perfezione per un altro potrebbe essere troppo fastidioso.

Mi è piaciuta molto anche la tastiera MIIW, soprattutto per l’autonomia e la portabilità, tanto che con ogni probabilità diventerà lo strumento di scrittura per il mio portatile, soprattutto perché occupa poco spazio nella borsa del notebook e non ha bisogno di ricariche.

Difficile dunque dire se esiste la tastiera perfetta, visto che, almeno nel mio caso, tutto si riduce a trovare quella che offre i migliori compromessi. Fatemi sapere nel box dei commenti se preferite il suono deciso di una meccanica tradizionale, la silenziosità di una tastiera a membrana a basso profilo o una meccanica con switch più silenziosi.

Ringrazio Cafago per il sample della tastiera MIIIW e TomTop per la tastiera Motospeed. A seguire i link per l’acquisto. La tastiera Keychron K1 può invece essere acquistata dal sito ufficiale del produttore a 74 dollari nella versione con 87 tasti e retroilluminazione bianca da me provata.