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TIM e WINDTRE sanzionate nuovamente da AGCOM

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AGCOM, l’autorità per la garanzia nelle comunicazioni, ha nuovamente messo al centro del mirino gli operatori di telefonia TIM e WINDTRE per pratiche scorrette nei riguardi di alcune offerte presentate ai clienti dai due gestori telefonici.

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Sembra infatti che ambedue le compagnie abbiano operato in assenza di trasparenza per quanto riguarda le offerte in questione: in particolare pare che la TIM abbia attuato durate dei piani di rateizzazione delle offerte che superano i 24 mesi massimi previsti dalla legge ed abbia ostacolato il cliente nell’attuazione del diritto di recesso, per quanto riguarda la rete fissa, addebitando spese di disattivazione eccedenti i limiti legali, e per quanto riguarda la rete mobile con smartphone incluso nel piano, applicando penali ed obbligando il cliente all’estinzione anticipata del piano rateale. La delibera di ingiunzione fa riferimento alle offerte TIM Super e TIM Expert, di cui in particolare per la prima risultavano poco chiari i prezzi dell’opzione “tutto incluso” ed i costi applicati dal gestore in caso di recesso per quanto riguarda l’attivazione ed il modem che, tra l’altro, non era ben specificato neanche se fosse fornito in comodato d’uso oppure in vendita.

Anche la WINDTRE ha subito la stessa sorte, per motivi più o meno simili. Il gestore è risultato infatti poco trasparente nelle sue offerte “tutto incluso”, ostacolando il diritto di recesso da parte del cliente mediante l’applicazione di spese ingiustificate ed eccedenti i limiti previsti dalla legge, oltre che annullando il piano di rateizzazione previsto nell’offerta e costringendo il cliente alla liquidazione in un’unica soluzione. Le offerte in questione che hanno portato AGCOM a multare WINDTRE sono quelle di Superfibra, proposte a suo tempo dalle due compagnie telefoniche Wind e H3G, allora non ancora fuse nell’attuale WINDTRE, proponevano prezzi scontati “solo online” senza però chiarire gli sconti a cosa fossero applicati, azzerando i costi di attivazione pari a 120 euro e non ben specificati nell’offerta che però, in caso di recesso, venivano addebitati ugualmente ed in una soluzione. Qualche dubbio anche sul dispositivo Echo Dot di Amazon che, pur incluso nell’offerta, prevedeva una rata finale pari a 59,90 euro non specificati in fase di attivazione dell’offerta, oltre al fatto che il prodotto fosse effettivamente facoltativo ma che, in effetti, non vi era una una voce, nel corso dell’attivazione online dell’offerta, che consentisse al cliente di rimuovere o mantenere il prodotto per chi non fosse interessato.

Le ingiunzioni sono costate alle due compagnie telefoniche rispettivamente 634mila euro e 464mila euro. Di seguito sono disponibili le due delibere 591-20-CONS per quanto riguarda la TIM e 592-20-CONS per quanto riguarda WINDTRE.