Home Auto L'Inghilterra fissa al 2030 il bando delle auto a combustibili fossili

L’Inghilterra fissa al 2030 il bando delle auto a combustibili fossili

0
Quanto costa ricaricare un'auto elettrica

L’Inghilterra vuole spingere forte sul pedale dell’acceleratore per rendere l’intero paese completamente carbon free entro il 2030, almeno per quanto riguarda il mercato delle autovetture a combustibili fossili. È questa l’indiscrezione che il Guardian pubblica in queste ore secondo alcune fonti ben informate dei fatti.

Addio ai veicoli a combustibili fossili

Boris Johnson avrebbe dovuto presentare il coraggioso piano già questa settimana, almeno da quanto riferito da diverse fonti del governo, ma pare che il tutto sia stato posticipato per via dell’acuirsi dei casi di Coronavirus che stanno spingendo il governo ad attuare il pugno duro per contenere una nuova ondata di contagi.

La deadline del governo circa il divieto dei veicoli a combustibili fossili era stata fissata entro il 2040 e successivamente accorciata al 2030, ma pare che Johnson abbia dei piani ancora più ambiziosi per dare uno scossone all’intera industria automobilistica puntando verso un repentino passaggio alle auto elettriche.

Il 2030 pone l’Inghilterra fra i paesi europei più aggressivi ad abbracciare un sistema di trasporto pubblico e privato completamente elettrico; meglio di lei troviamo solo la Norvegia che dovrebbe concludere il passaggio già entro il 2025, mentre Germania, Irlanda e Olanda hanno in piano di rispettare l’obbiettivo 2030.

UK carbon free entro il 2050

Il passaggio alle auto elettriche non solo è sostenuto dal Comitato sui cambiamenti climatici ma anche da Kwasi Kwarteng, Ministro per le Imprese, l’Energia e la Cresciata, che guarda al 2050 come data ultima per rendere l’Inghilterra totalmente indipendente dai combustibili fossili.

Ovviamente un cambio di rotta così repentino necessita delle giuste sicurezze anche per quanto riguarda la sostenibilità dell’idea, la quale viene garantita da Graeme Cooper che conferma al Guardian la sua “convinzione ad una più rapida transizione” e che l’infrastruttura elettrica del paese sia “adeguatamente robusta” a soddisfare la crescente domanda di energia elettrica.

Quest’ultima, calcolata a circa 300 terawatt all’ora, dovrebbe crescere del 10% se i conducenti “dovessero passare ai veicoli elettrici nel giro di una notte“.