Tesla ha ottenuto oggi la pubblicazione di un nuovo brevetto sulla ricarica wireless, depositato lo scorso marzo, che descrive un sistema per rilevare oggetti estranei sulla piastra di ricarica anche al variare della temperatura.

Della strategia di Tesla sulla ricarica wireless avevamo già scritto lo scorso 11 settembre, quando era emerso che l’azienda vorrebbe costruire stazioni Supercharger dedicate esclusivamente alla flotta Robotaxi proprio per questo motivo; il nuovo brevetto aggiunge ora un tassello tecnico preciso su come il sistema eviterà che un oggetto lasciato sopra la piastra comprometta la ricarica.

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Come funziona il rilevamento degli oggetti estranei

L’abstract del brevetto descrive così il funzionamento del sistema:

“La presente descrizione riguarda metodi e sistemi in grado di rilevare in modo affidabile oggetti estranei su una piastra di ricarica wireless in presenza di temperature variabili.

In alcuni esempi, un rilevatore di oggetti può utilizzare un insieme di bobine induttive incluse in circuiti risonanti, ed eccitare questi circuiti con segnali in un intervallo di frequenze che include o si avvicina alla frequenza di risonanza nominale dei circuiti stessi.

Il rilevatore può individuare un oggetto metallico in base all’aumento della resistenza di una bobina e alla contestuale diminuzione della sua induttanza.

Analizzando gli spostamenti e le distribuzioni delle frequenze di risonanza e delle grandezze in uscita, come i picchi di tensione, il rilevatore riesce a distinguere i cambiamenti dovuti alla temperatura da quelli causati da oggetti estranei.”

Il sistema utilizzerà quindi un insieme di bobine induttive incluse in circuiti risonanti, eccitandoli con segnali vicini alla frequenza di risonanza nominale; un oggetto metallico viene riconosciuto quando la resistenza della bobina aumenta mentre la sua induttanza diminuisce.

Analizzando gli spostamenti nelle frequenze di risonanza e nelle grandezze in uscita, il sistema distingue le variazioni causate dalla temperatura da quelle provocate da un oggetto estraneo vero e proprio, un accorgimento che dovrà essere implementato nel normale funzionamento delle piastre di ricarica.

Un brevetto cruciale per Cybercab e Robotaxi

Tesla punta a utilizzare la ricarica wireless sulle unità Cybercab e Robotaxi per rendere più fluida l’esperienza di guida completamente autonoma dall’inizio alla fine; l’ultima cosa che l’azienda vuole è che un piccolo ostacolo impedisca al passeggero di vivere il servizio Robotaxi come previsto.

La rete Supercharger su cui questi sistemi dovranno eventualmente innestarsi conta oggi circa 7.900 stazioni e oltre 75.000 connettori in tutto il mondo, numeri che danno la misura di quanto lavoro servirà per estendere la ricarica wireless su una scala altrettanto ampia.

Il Cybercab, lo ricordiamo, è stato pensato fin dal 2024 per supportare solo la ricarica wireless, il che è una scelta coerente con un veicolo privo di conducente che può posizionarsi da solo sopra la piastra di ricarica mentre attende il prossimo cliente.

Il brevetto di oggi si aggiunge a una serie di sviluppi recenti attorno al Cybercab: solo qualche giorno fa avevamo raccontato del primo esemplare assemblato con catodo prodotto internamente ad Austin, mentre nelle settimane precedenti erano emersi altri dettagli tecnici del veicolo, dall’assenza di un tradizionale impianto frenante idraulico fino all’antenna Starlink montata sulla carrozzeria per garantire la connessione satellitare.

Il Cybercab, svelato nell’ottobre 2024, monta un solo motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 219 cavalli e una batteria da 47,6 kWh per un’autonomia dichiarata di circa 472 km; la produzione è iniziata alla Giga Texas quest’anno, con oltre 100 unità avvistate nei piazzali della fabbrica già a luglio, anche se Tesla non può ancora venderli né farli circolare senza un operatore umano a bordo.