La sicurezza degli iPhone torna al centro dell’attenzione per una nuova tecnologia che potrebbe ridurre l’efficacia di una delle funzionalità introdotte da Apple per proteggere la privacy degli utenti. Magnet Forensics, l’azienda che sviluppa GrayKey, avrebbe trovato un modo per aggirare il riavvio automatico degli iPhone dopo 72 ore di inattività, una misura pensata per rendere più difficile l’accesso ai dati sensibili da parte delle forze dell’ordine e degli strumenti di analisi forense.
A rivelarlo è un video di formazione destinato alle forze dell’ordine, ottenuto da 404 Media e apparentemente realizzato all’inizio del 2025. Nel filmato, un dipendente di Magnet Forensics illustra due nuove soluzioni: GrayKey Preserve, un dispositivo dedicato, e la Evidence Preservation Mode, una funzionalità pensata per i dispositivi GrayKey tradizionali.
Il video non svela nel dettaglio il funzionamento tecnico delle nuove tecnologie, ma fornisce diversi indizi su come l’azienda potrebbe essere riuscita a superare le protezioni di Apple; si tratta di una novità potenzialmente rilevante per le indagini digitali, ma anche di un ulteriore capitolo nel confronto tra protezione della privacy degli utenti e gli strumenti utilizzati dalle autorità per accedere agli smartphone sequestrati.
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Come funziona il riavvio automatico degli iPhone e cosa cambia con GrayKey
Apple ha introdotto silenziosamente nel 2024 una funzionalità di sicurezza che riavvia automaticamente gli iPhone rimasti bloccati per 72 ore. Il cosiddetto riavvio per inattività serve a riportare il dispositivo in uno stato nel quale l’accesso ai dati risulta più complesso, soprattutto per gli strumenti forensi utilizzati dalle forze dell’ordine.
La differenza dipende principalmente da due condizioni di sicurezza di iOS: Before First Unlock (BFU) e After First Unlock (AFU). Nel primo caso, l’iPhone non è ancora stato sbloccato dopo l’ultimo riavvio e una parte dei dati rimane protetta da una crittografia più difficile da superare; dopo il primo sblocco invece, il dispositivo entra nello stato AFU, nel quale una quantità maggiore di informazioni può risultare accessibile agli strumenti forensi.
Il riavvio automatico mira proprio a riportare il telefono nella condizione di BFU, riducendo le possibilità di estrarre informazioni anche quando le autorità sono già in possesso del dispositivo. Una situazione che può verificarsi, per esempio, quando gli investigatori devono attendere un’autorizzazione giudiziaria oppure hanno numerosi smartphone da analizzare e non possono intervenire immediatamente.
Secondo quanto mostrato nel video, Magnet Forensics avrebbe sviluppato una soluzione capace di mantenere lo stato AFU anche in seguito a un riavvio, evitando così che il dispositivo perda le condizioni favorevoli all’estrazione dei dati. Il dipendente dell’azienda definisce questa possibilità una vera rivoluzione per l’analisi forense su iOS, sottolineando come fosse una funzionalità desiderata da tempo.
Un altro elemento interessante riguarda la possibilità di impedire la cancellazione automatica di alcuni dati presenti sull’iPhone. Tra questi figurano le posizioni memorizzate nella cache, le foto eliminate di recente e gli iMessage cancellati; si tratta di informazioni che iOS elimina dopo un determinato periodo di tempo e che, secondo quanto dichiarato nel video, GrayKey Preserve e la Evidence Preservation Mode potrebbero mantenere disponibili senza limiti temporali.
Per riuscirci, la soluzione di Magnet Diagnostics interviene anche sulle comunicazioni del dispositivo, durante la fase iniziale del processo GrayKey Preserve può attivare la Modalità Aereo oppure disabilitare direttamente le trasmissioni radio, comprese quelle cellulari, Wi-Fi e Bluetooth. In questo modo, il dispositivo viene isolato e si riduce il rischio che riceva informazioni o comandi dall’esterno che potrebbero compromettere la conservazione delle prove.
Il video mostra inoltre che gli agenti possono visualizzare soltanto alcune informazioni preliminari, come il modello dell’iPhone e la versione del software installato, senza accedere direttamente ai dati personali. Un dettaglio pensato per consentire alle forze dell’ordine di preservare le informazioni prima di ottenere l’autorizzazione necessaria per esaminarle.

Apple potrebbe dover intervenire per contrastare la nuova tecnologia
Resta da capire come Magnet Forensics sia riuscita a sviluppare una soluzione del genere, il video non contiene dettagli tecnici sufficienti per verificare in modo indipendente il funzionamento di GrayKey Preserve e della nuova modalità di conservazione delle prove.
La testata ha condiviso la trascrizione del filmato con Jiska Classen, ricercatrice dell’Hasso Plattner Institute specializzata nella sicurezza degli iPhone. Pur precisando che non è possibile stabilire con certezza il funzionamento della tecnologia sulla base delle informazioni disponibili, la ricercatrice ha avanzato alcune ipotesi.
Secondo Classen, Magnet potrebbe aver trovato un modo per manipolare l’orologio interno dell’iPhone, rallentando o addirittura bloccando il trascorrere del tempo anche dopo un riavvio; un’altra possibilità è che GrayKey riesca a disabilitare le funzioni di iOS responsabili della scadenza e della cancellazione automatica di determinati dati. Si tratta, tuttavia, di ipotesi e non di meccanismi tecnici confermati.
La questione riporta al centro il confronto tra Apple e le aziende che sviluppano strumenti per l’accesso forense agli smartphone. Da una parte, il riavvio per inattività rappresenta una misura progettata per rafforzare la protezione dei dati personali; dall’altra, strumenti come GrayKey vengono utilizzati dalle autorità per acquisire informazioni potenzialmente importanti nelle indagini.
Se le capacità illustrate nel video venissero confermate, Apple potrebbe essere chiamata a individuare nuove contromisure per impedire che i dispositivi rimangano in uno stato favorevole all’estrazione dei dati per periodi prolungati. Per il momento però, non sono noti né i dettagli tecnici della soluzione di Magnet né eventuali interventi che Apple potrebbe adottare.
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