SpaceX ha portato a termine una delle fasi più importanti del programma Starship, il Flight 14, decollato oggi da Starbase, in Texas, è infatti riuscito a raggiungere l’orbita nonostante un problema a uno dei motori della Ship 41 e ha completato anche il primo rilascio in orbita di un carico utile con i nuovi satelliti Starlink V3. Il lancio è avvenuto alle 14:48 italiane dal Pad 2, dopo il rinvio di alcuni giorni legato alla necessità di ottenere l’approvazione dalla FAA e un ulteriore ritardo di alcune decine di minuti rispetto all’orario inizialmente previsto.

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Starship raggiunge l’orbita nonostante un problema a un motore

La prima parte del volo non è stata completamente priva di problemi, durante l’ascesa il Super Heavy Booster 21 non è riuscito a mantenere acceso uno dei suoi 33 motori Raptor 3 atmosferici, ma ha comunque continuato la salita fino alla separazione degli stadi; il booster ha quindi iniziato la propria discesa verso il Golfo del Messico, mentre la Ship 41 ha proseguito la missione.

Il momento più delicato è arrivato successivamente, quando uno dei tre motori Raptor Vacuum della Ship 41 si è spento prematuramente. A quel punto il centro di controllo ha dovuto valutare se continuare con il profilo previsto oppure mantenere Starship su una traiettoria suborbitale, dopo le verifiche e le analisi necessarie, SpaceX ha deciso di procedere con l’inserimento orbitale.

La decisione ha dato i risultati sperati, la Ship 41 ha raggiunto una quota di circa 276 chilometri e una velocità superiore a 26.000 km/h, entrando effettivamente in orbita circa 26 minuti dopo il decollo. Si tratta di un passaggio particolarmente importante perché i tredici voli precedenti erano stati condotti lungo traiettorie suborbitali.

Anche Super Heavy ha completato la propria parte della missione, dopo circa sette minuti dal lancio è infatti ammarato nel Golfo del Messico. Per questo volo SpaceX ha scelto di non tentare il recupero con Mechazilla, così da evitare che un eventuale problema al booster potesse danneggiare le strutture di terra e provocare conseguenze sui lanci successivi.

Il primo rilascio dei satelliti Starlink V3

Una volta raggiunta l’orbita, la missione ha raggiunto un altro traguardo importante. La Ship 41 ha iniziato a rilasciare i 26 satelliti Starlink V3 dopo circa 34-35 minuti dalla partenza, completando un’operazione durata circa mezz’ora.

Il volo è stato identificato anche come Starlink-31.1, una nomenclatura che indica la prima missione destinata al guscio orbitale numero 31. Una volta raggiunta la configurazione operativa, i nuovi satelliti dovrebbero orbitare a un’altitudine compresa tra 330 e 360 chilometri, con un’inclinazione di 30 gradi.

I V3 rappresentano un’evoluzione importante rispetto ai precedenti Starlink, secondo quanto riportato ciascun satellite aggiunge circa 1 Tbps di capacità, portando il totale teorico di questa missione a circa 26 Tbps; dopo il rilascio, i satelliti hanno iniziato a dispiegare antenne e pannelli solari e a stabilire i primi collegamenti con le stazioni di terra e con la rete attraverso collegamenti radio e laser.

Tre dei satelliti trasportano inoltre alcune videocamere che serviranno a osservare la stessa Ship 41 durante il proseguimento della missione, con particolare attenzione allo scudo termico e alle sue condizioni dopo il volo.

Per Starship quindi, il volo 14 rappresenta già il passaggio dalle missioni di prova a un utilizzo più vicino a quello operativo: il rilascio dei 26 Starlink V3 costituisce infatti il primo carico utile portato in orbita e rilasciato con successo dal vettore.

La missione, tuttavia, non è ancora terminata. La Ship 41 è ancora in orbita e SpaceX punta a completare circa sei orbite prima del rientro previsto al largo delle coste del Cile. L’ammaraggio è attualmente previsto attorno alle 00:38 italiane, mentre durante il volo sono previsti ulteriori checkpoint per verificare le condizioni di Starship e decidere se proseguire secondo il piano oppure anticipare il rientro.

Anche per Ship 41, come per Super Heavy, è stato escluso in questa occasione il recupero con Mechazilla, una scelta che rappresenta un cambio di approccio rispetto a quanto era stato dichiarato in precedenza da Elon Musk e da altri dirigenti di SpaceX, che avevano indicato proprio il Flight 14 come possibile occasione per tentare il recupero del secondo stadio.

Il quattordicesimo volo segna inoltre l’inizio di una nuova fase per il programma, con Starship che entra ufficialmente nella fase delle missioni operative. Entro la fine dell’anno è previsto infatti il debutto del vettore dal complesso di lancio 39A del Kennedy Space Center, in Florida, con un altro carico costituito da satelliti Starlink. La missione dovrebbe rappresentare un ulteriore passo verso la transizione dalle operazioni con Falcon 9 a quelle con il nuovo sistema di lancio.

Nel frattempo, per il Flight 14, resta ancora da completare la parte conclusiva del viaggio: dopo il rilascio dei primi Starlink V3, l’obiettivo sarà portare la Ship 41 attraverso le restanti orbite e verificare il comportamento del veicolo fino al rientro nell’Oceano Pacifico.