OpenAI continua ad affinare l’esperienza d’uso di ChatGPT introducendo una novità che, pur non facendo il rumore di un nuovo modello IA, potrebbe rivelarsi una delle funzionalità più utili per chi utilizza il chatbot ogni giorno. L’azienda ha infatti ampliato il sistema di ricerca interno, che ora permette di trovare non solo le conversazioni passate, ma anche immagini generate, documenti caricati e progetti, il tutto attraverso un’unica interfaccia.
L’aggiornamento è già in fase di distribuzione a livello globale ed è disponibile per tutti gli utenti, compresi quelli che utilizzano il piano gratuito.
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La ricerca di ChatGPT diventa molto più completa
Fino a oggi la funzione di ricerca presente nella barra laterale di ChatGPT consentiva principalmente di individuare vecchie conversazioni inserendo parole chiave, sebbene fosse già utile, mostrava un limite evidente: i contenuti allegati alle chat, come documenti, immagini generate dall’intelligenza artificiale o file caricati dall’utente, rimanevano sostanzialmente esclusi dalla ricerca.
Con il nuovo aggiornamento questo limite viene superato, la ricerca diventa infatti un punto di accesso unico a tutti i contenuti presenti nell’account; inserendo una parola chiave sarà possibile individuare conversazioni, progetti, documenti e immagini senza dover ricordare il titolo della chat o la data in cui era stata creata.
Per rendere la consultazione ancora più semplice, OpenAI ha introdotto anche una serie di filtri che consentono di restringere rapidamente i risultati in base al tipo di contenuto ricercato. Ad esempio, è possibile visualizzare esclusivamente le immagini generate oppure limitare la ricerca ai file appartenenti a uno specifico progetto.
Una volta selezionato il risultato, ChatGPT apre direttamente la conversazione, il progetto o il documento corrispondente, evitando di dover scorrere manualmente una lunga cronologia. La nuova esperienza è disponibile sia nella versione web sia nelle applicazioni ufficiali per Android e iOS, mantenendo un funzionamento praticamente identico su tutte le piattaforme.
L’aggiornamento risolve uno dei problemi più comuni per gli utenti abituali del servizio, con il passare dei mesi è facile accumulare centinaia di conversazioni contenenti analisi, riassunti, documenti di lavoro, immagini generate dall’IA e file caricati; ritrovare rapidamente un contenuto specifico, soprattutto quando non si ricorda il nome della chat, può diventare complicato.
Grazie alla nuova ricerca, l’intera cronologia diventa molto più semplice da consultare e da riutilizzare, trasformando ChatGPT in un archivio decisamente più organizzato rispetto al passato.
Oltre al nuovo sistema di ricerca, OpenAI ha annunciato un’altra novità destinata agli utenti dei piani a pagamento; a partire dal 15 luglio il limite delle Istruzioni personalizzate (Custom Instructions) viene aumentato da 1.500 a 5.000 caratteri, in questo modo sarà possibile fornire al chatbot indicazioni molto più dettagliate sullo stile di risposta, sul contesto personale o professionale e sulle preferenze da mantenere in tutte le conversazioni.
L’espansione del limite riguarda gli abbonamenti Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education, mentre gli utenti del piano gratuito continueranno a utilizzare il limite precedente.
La nuova funzione non modifica il modo in cui ChatGPT memorizza i dati, ma rende decisamente più semplice recuperarli. Questo significa che chi utilizza il servizio anche per attività lavorative potrà individuare più rapidamente documenti, bozze o informazioni salvate nel proprio account; allo stesso tempo però, la maggiore facilità di ricerca rappresenta anche un promemoria dell’importanza di gestire con attenzione i contenuti archiviati, soprattutto quando riguardano dati sensibili o materiale riservato.
L’aggiornamento arriva pochi giorni dopo la presentazione di GPT-5.6 e prosegue il lavoro di OpenAI nel rendere ChatGPT non soltanto un assistente conversazionale, ma anche uno strumento più completo per organizzare, recuperare e consultare le informazioni accumulate nel tempo.
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