C’è un problema che accompagna i robot aspirapolvere fin dal primo giorno, e nessun aumento di potenza aspirante è mai riuscito a risolverlo davvero. Non riguarda il centro della stanza, che qualsiasi dispositivo raggiunge senza fatica, ma quella fascia di pochi centimetri tra il corpo del robot e il muro, tra le gambe sottili di una sedia e il pavimento, lungo il battiscopa che si sporca settimana dopo settimana indipendentemente da quanti Pascal ci mette il produttore sulla scheda tecnica. Per anni i vari marchi hanno provato a tamponare con spazzole laterali leggermente più lunghe o con algoritmi che rasentano i bordi, ottenendo risultati anche buoni ma pur sempre parziali. Quando un’azienda annuncia di aver trovato una soluzione meccanica al problema, vale la pena prestare attenzione, e in effetti se ne è parlato parecchio nelle ultime settimane.
Il dispositivo in questione si chiama Dreame X60 Pro Ultra Complete, il nuovo modello di punta della serie X60 presentato a fine maggio 2026 e disponibile in Italia dal 5 giugno. Lo abbiamo messo alla prova per diverse settimane in ambienti con parquet, gres e qualche tappeto di mezzo, confrontandolo anche con il precedente X50 Ultra Complete che avevamo già in casa. La domanda a cui vogliamo rispondere è semplice: i due bracci robotici che promettono di raggiungere ogni angolo funzionano davvero, o sono solo un’altra trovata da scheda tecnica?
Indice:
- Caratteristiche e design: due bracci alla “Rubber di One Piece” per non lasciare indietro niente
- Come lava: acqua calda, pressione regolabile e un occhio di riguardo per gli angoli
- Navigazione: telecamere, luce blu e LiDAR retrattile
- App e automazioni: personalizzazione capillare, anche per chi ha animali in casa
- Prezzo e conclusioni: quanto costa e per chi ha senso



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Caratteristiche e design: due bracci alla “Rubber di One Piece” per non lasciare indietro niente
Dal punto di vista estetico, Dreame X60 Pro Ultra Complete adotta una finitura lucida e vetrata che ricorda vagamente la texture della serie Matrix, disponibile nelle varianti nero, bianco e grigio metallizzato. Il robot misura 350 x 350 x 89 millimetri con il sensore VersaLift retratto, che salgono a 111 millimetri quando la torretta si alza per la mappatura, e pesa 4,6 kg. La base di ricarica, decisamente più imponente come capita ormai in questa fascia di prodotto, occupa 390 x 456 x 499 millimetri e pesa quasi 11 kg da vuota.
La vera novità, quella che dà il nome alla tecnologia di punta di questa generazione, è la coppia di bracci Dual UltraExtend. Per i più nerd così come Rubber di One Piece può allungare le braccia per vincere le sue lotte, Dreame X60 Pro Ultra è dotato di un braccio a doppio snodo che allunga il mocio fino a 18 centimetri oltre la sagoma del robot, e un secondo braccio, più corto, che estende la spazzola laterale di 12 centimetri. Non è un’estensione fissa: il sistema si attiva solo in prossimità dei bordi e rientra non appena il robot torna verso il centro della stanza. Dreame dichiara una copertura di pulizia superiore di 4,6 volte rispetto a un robot senza questa tecnologia, e per quanto i numeri da comunicato stampa vadano sempre presi con le pinze, durante le prove il braccio ha effettivamente raggiunto zone che con altri robot restano sistematicamente sporche: sotto il bordo dei divani bassi, intorno alle gambe sottili dei tavoli, lungo il perimetro delle pareti dritte.



Sul fronte della componentistica interna, il contenitore della polvere a bordo del robot è da 310 ml, che si svuota in automatico nella base in un sacchetto usa e getta da 3,2 litri, capace di trattenere lo sporco per circa 100 giorni prima di richiedere la sostituzione. I due serbatoi dell’acqua nella stazione hanno una capacità complessiva di 7,2 litri, divisi tra 4,2 litri di acqua pulita e 3 litri di acqua sporca. Nella confezione si trova già tutto il necessario per la prima manutenzione: filtri EPA di ricambio, spazzole laterali e principali, panni per il mocio, un flacone di detergente da un litro e persino la piastra di estensione per la rampa della base. Dreame conferma anche su questo modello i 3 anni di garanzia con gli accessori di ricambio sempre inclusi, non solo in fase di lancio, una politica che continua a distinguere il marchio dalla concorrenza.
Avendo in casa anche X50 Ultra Complete, abbiamo potuto saggiare il salto generazionale che si sente eccome: la potenza di aspirazione è superiore, il robot arriva sotto le sedie e negli angoli più lontani con una meticolosità diversa, il battiscopa viene pulito davvero e il rumore complessivo è ancora più contenuto. Detto questo, chi possiede già X50 Ultra Complete non ha una necessità stringente di passare al nuovo modello: la differenza di prezzo tra i due si aggira su circa un terzo del listino, quindi 300-400 euro, e va valutata con attenzione soprattutto se non si hanno grosse esigenze di pulizia sotto i mobili più bassi. Merita una menzione anche un fratello di casa Dreame, Mova V70 Ultra Complete, che condivide buona parte della piattaforma ma con un’estensione del mocio leggermente inferiore (16 centimetri invece di 18) e una potenza di aspirazione di 40.000 Pa contro i 42.000 di X60 Pro Ultra Complete. La differenza più sostanziale, però, riguarda la base: Mova V70 utilizza un contenitore lavabile al posto del sacchetto usa e getta, una scelta che a seconda dei punti di vista può pesare a favore dell’uno o dell’altro.



Come lava: acqua calda, pressione regolabile e un occhio di riguardo per gli angoli
Il sistema di lavaggio si basa su due panni Omni-Scrub, capaci di trattenere il calore e di lavorare a una temperatura intorno ai 40 gradi mentre ruotano a 280 giri al minuto con una pressione di 15 Newton verso il basso. Per adattarsi alle fughe delle piastrelle e ai pavimenti non perfettamente piani, i panni si inclinano fino a 12 gradi, un dettaglio che in appartamenti con pavimentazione in gres porcellanato con fughe profonde fa una differenza tangibile rispetto ai panni rigidi o ai rulli.
Sui tappeti il robot stacca automaticamente i panni per evitare di bagnarli, mentre nella modalità solo lavaggio è la spazzola laterale a sollevarsi per non disperdere sporco nel contenitore della polvere. Il tutto è gestito da un sistema di sollevamento del telaio che si attiva in automatico quando i sensori rilevano il passaggio da pavimento duro a tessuto. Alla base, la stazione lava i panni con acqua a 100 gradi tramite venti ugelli di irrorazione e li asciuga con aria calda, mentre il vassoio di lavaggio si pulisce da solo grazie al sistema AceClean DryBoard, evitando che restino residui tra un ciclo e l’altro.

Nelle prove pratiche condotte con farina, riso e tappeti sparsi per casa, il robot si è dimostrato particolarmente meticoloso: torna indietro sui detriti più grandi, aumenta la potenza di aspirazione in automatico quando rileva sporco concentrato in un angolo e ripassa più volte prima di considerare l’area pulita. L’unico compromesso riguarda proprio l’estensione laterale del mocio: quando il braccio si allunga per raggiungere un bordo, si crea una piccola area intermedia tra il mocio esteso e quello normale che il robot deve ripassare con un secondo passaggio, allungando leggermente i tempi complessivi del lavaggio a favore, però, di una copertura molto più uniforme.
Uno degli aspetti più convincenti poi riguarda la capacità del robot di modificare il comportamento in tempo reale durante lo stesso ciclo: davanti a una macchia ostinata si ferma, insiste con passaggi ripetuti nello stesso punto, poi riprende il percorso da dove lo aveva interrotto senza bisogno di alcun intervento manuale.
Nella confezione è incluso anche un accessorio dedicato alla pulizia dei battiscopa, una spazzolina che si aggancia al mocio principale e che si stacca automaticamente se incontra un ostacolo, per evitare che il robot si blocchi. Funziona bene nei corridoi lineari, un po’ meno negli ambienti pieni di gambe di mobili, dove tende a sganciarsi con una certa frequenza: resta insomma un accessorio ancora acerbo, che Dreame ha già annunciato di voler rendere completamente automatico nei prossimi aggiornamenti. Anche perché, al momento, se fate un ciclo di sola aspirazione, non toccherà mai il battiscopa perché non allarga il braccio del mop a cui viene attaccato.



La torretta LiDAR di Dreame X60 Pro Ultra Complete adotta il sistema VersaLift, che rispetto alla generazione precedente non si limita più a pulire prima gli spazi aperti e ad abbassarsi solo in un secondo momento per infilarsi sotto i mobili: la torretta si alza e si abbassa in tempo reale, non appena i sensori rilevano un mobile basso lungo il percorso. Il risultato pratico è che il robot copre superfici comparabili in tempi più contenuti rispetto a chi lavora ancora in due fasi separate.
Il sistema di visione AI OmniSight 3.0 si affida a due telecamere con un campo visivo di 120 gradi, capaci di riconoscere oltre 320 tipologie di oggetti e di reagire in appena 0,1 secondi, individuando ostacoli anche di 10 millimetri. Durante le prove il robot non ha mai tentato di scavalcare i piedini di una scrivania, riconoscendoli correttamente e segnandoli come zona da evitare sulla mappa, e si è districato senza intoppi anche in scenari volutamente complicati con cavi e piccoli oggetti sparsi sul pavimento.

La novità più interessante è la luce blu proattiva installata sul fondo del robot, pensata per illuminare lo sporco che le telecamere tradizionali non vedono perché non riflette abbastanza luce: liquidi trasparenti, briciole chiare, peli sottili. Quando la rileva, il sistema calcola in automatico quanti passaggi servono per rimuoverla del tutto. Funziona molto bene su pavimenti uniformi come il gres, un po’ meno su superfici a mosaico o con motivi complessi, dove può generare qualche falso positivo. Per fortuna la funzione si può disattivare dal menu se dà problemi nel proprio specifico ambiente domestico.
Il sistema ProLeap, con le due gambe retrattili, permette di superare soglie doppie fino a 10 centimetri e gradini singoli fino a 5,2, un valore tra i più alti della categoria. Le ruote silenziose evitano che il rumore della meccanica si sommi a quello dell’aspirazione, e il riconoscimento dei tappeti va oltre il semplice sì o no: dall’app si può indicare l’altezza del pelo, segnalare le frange da evitare del tutto per non danneggiarle e impostare la strategia da adottare stanza per stanza.



App e automazioni: personalizzazione capillare, anche per chi ha animali in casa
La prima configurazione avviene tramite una procedura guidata che pone alcune domande sull’uso previsto del robot, un’aggiunta gradita rispetto alle versioni precedenti dell’app Dreame per dare a tutti la possibilità di attivare anche quelle funzioni un po’ più nascoste. La mappatura iniziale suddivide gli ambienti in automatico e assegna già le etichette corrette (cucina, bagno, camera), a patto di aver illuminato bene gli ambienti durante il primo giro esplorativo. Si possono salvare e gestire fino a quattro mappe diverse, con lo switch automatico quando il robot cambia piano.
Le opzioni di personalizzazione sono davvero tante: potenza di aspirazione, quantità d’acqua, frequenza di ritorno alla base per lavare i panni, impostabile sia a tempo che per superficie coperta, con quest’ultima opzione consigliata soprattutto sui pavimenti porosi. Non avendo un rullo, conviene impostare prima un passaggio di sola aspirazione e poi uno di lavaggio, per ottenere risultati più puliti rispetto a un ciclo combinato. Chi preferisce affidarsi del tutto alla modalità automatica basata sull’intelligenza artificiale può farlo, ma vi consigliamo la personalizzazione manuale stanza per stanza: resta superiore per chi vuole davvero ottimizzare ogni angolo della casa.

L’assistente vocale integrato ora funziona anche offline, un vantaggio per chi non vuole dipendere sempre dalla connessione internet, e si affianca al supporto per Alexa, Google Home e Siri. Il protocollo Matter è già attivo di serie, senza bisogno di aggiornamenti futuri, e c’è anche un’app dedicata per Apple Watch per controllare lo stato della pulizia dal polso. Se in casa avete animali domestici, troverete utili il riconoscimento delle ciotole e delle lettiere, con una pulizia più insistita nelle aree circostanti, la possibilità di localizzare l’animale in casa e persino di videochiamarlo a distanza.
Nel menu delle funzioni sperimentali si trovano anche l’evitamento delle deiezioni animali e l’aumento automatico dell’aspirazione in prossimità di particelle di sporco rilevate dalla luce blu, entrambe disattivabili singolarmente in caso di falsi positivi troppo frequenti.



Prezzo e conclusioni: quanto costa e per chi ha senso
Dreame X60 Pro Ultra Complete ha un prezzo di listino di 1.499 euro ed è disponibile in Italia dal 5 giugno 2026 su Amazon, sullo store ufficiale Dreame e presso alcuni rivenditori selezionati. Al lancio era stato proposto uno sconto di 200 euro, sceso quindi a 1.299 euro, riservato ai primi acquirenti insieme alla possibilità di vincere un Cyber X, il robot bionico a cingoli capace di salire le scale caricandosi sopra il robot aspirapolvere, che arriverà separatamente da agosto a 999 euro. Trattandosi della variante “Complete” vuol dire che in confezione troverete anche un kit di accessori dei componenti deteriorabili così da averne per un bel po’ di tempo.
La stessa gamma comprende anche Dreame X60 Pro Ultra Matrix, che sostituisce automaticamente i panni in base alla stanza da pulire a 1.699 euro, e Dreame X60 Pro Master, con base più compatta e riempimento e scarico automatico dell’acqua a 1.599 euro: entrambi arriveranno sul mercato italiano da agosto. Per chi non volesse aspettare il Master è bene sapere che è disponibile un kit di collegamento all’acqua al prezzo di 199€ sul sito ufficiale.
Alla fine delle settimane di prova, la sensazione è che Dreame abbia risolto davvero, o quasi, il problema dei bordi che accompagna questa categoria di prodotti da anni. I due bracci estensibili non sono un gadget da scheda tecnica: cambiano concretamente il risultato finale sul pavimento, e l’insieme di aspirazione, lavaggio con acqua calda e navigazione intelligente resta ai vertici della categoria. Il prezzo è quello di un top di gamma e va giudicato come tale. Se cercate una soluzione con esigenze molto specifiche, penso a chi lava pavimenti con fughe molto profonde e vuole il massimo assoluto in quel singolo aspetto, una soluzione con rullo potrebbe ancora avere qualcosa da dire. Per un uso generalista, in una casa con tipologie di sporco e pavimenti diversi, X60 Pro Ultra Complete è oggi uno dei robot più completi che abbiamo provato.
Pro:
- Bracci Dual UltraExtend che puliscono davvero bordi e angoli;
- Aspirazione da 42.000 Pa e spazzola antigroviglio efficace anche con capelli lunghi;
- Stazione con lavaggio dei panni a 100°C e ricarica rapida;
- 3 anni di garanzia con accessori di ricambio sempre inclusi.
Contro:
- Prezzo molto elevato seppur giustificato rispetto al mercato;
- Spazzola pulisci battiscopa migliorabile.
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