Fin dal suo debutto, ChatGPT si è progressivamente trasformato in uno strumento sempre più utilizzato non solo per studiare, lavorare o esplorare idee, ma anche (e forse sempre più spesso) per affrontare riflessioni personali o momenti di difficoltà. Proprio in questo contesto, dove le conversazioni possono assumere una natura particolarmente delicata, arriva una novità pensata per rafforzare ulteriormente il livello di supporto offerto agli utenti: si chiama Trusted Contact ed è una nuova funzionalità opzionale dedicata alla sicurezza.
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Un ponte tra digitale e supporto reale
Come spesso accade quando si parla di funzionalità legate al benessere digitale, il punto centrale non è tanto la tecnologia in sé, quanto il modo in cui questa riesce a facilitare connessioni reali. Trusted Contact di ChatGPT nasce infatti con un obbiettivo piuttosto chiaro, ovvero aiutare gli utenti a mettersi in contatto con una persona di fiducia, che può essere un amico, un familiare o qualsiasi adulto scelto, nei momenti in cui emergono segnali di possibile disagio serio.
Si tratta, in sostanza, di un ulteriore livello di protezione che si affianca alle già presenti misure di sicurezza della piattaforma (come i suggerimenti di contattare servizi di emergenza o professionisti), senza mai sostituirsi a queste. L’idea è quella di ridurre la distanza tra l’interazione digitale e il supporto concreto, sfruttando un elemento che, come sottolineato anche da diversi esperti, rappresenta uno dei principali fattori protettivi: la connessione sociale.
Come funziona Trusted Contact
Entrando un po’ più nel dettaglio, il funzionamento di Trusted Contact è piuttosto lineare, ma allo stesso tempo costruito con una certa attenzione alla privacy e all’autonomia dell’utente. Gli adulti possono aggiungere un contatto fidato direttamente dalle impostazioni di ChatGPT, una volta selezionata la persona, questa riceverà un invito (che dovrà accettare entro una settimana) per attivare la funzione.
Da quel momento in poi, entra in gioco il sistema di monitoraggio. Qualora le tecnologie automatiche di ChatGPT rilevino conversazioni che potrebbero indicare un rischio serio legato all’autolesionismo, l’utente viene informato della possibilità che il proprio contatto fidato venga avvisato; non solo, il sistema incoraggia anche a contattare direttamente quella persona, suggerendo eventualmente spunti per iniziare la conversazione.
A questo punto, ed è un passaggio tutt’altro che secondario, interviene una revisione umana: un team qualificato valuta la situazione e, solo in caso di effettiva necessità, procede con l’invio della notifica al contatto fidato. La comunicazione è volutamente essenziale, priva di trascrizioni o dettagli sensibili, e si limita a segnalare un potenziale problema invitando il destinatario a mettersi in contatto con l’utente.
Un aspetto importante riguarda il controllo, gli utenti possono in qualsiasi momento modificare o rimuovere il proprio contatto fidato, mentre quest’ultimo può decidere autonomamente di non partecipare più.

Una funzione costruita con il supporto di esperti
Come molti di voi avranno intuito, una funzione di questo tipo richiede un approccio particolarmente attento, soprattutto per quanto riguarda il bilanciamento tra sicurezza e privacy. Non a caso, Trusted Contact è stato sviluppato con il contributo di clinici, ricercatori e organizzazioni specializzate nella salute mentale, tra cui l’American Psichological Association.
Il progetto si inserisce inoltre all’interno di un lavoro più ampio che coinvolge reti internazionali di medici e gruppi di esperti dedicati al rapporto tra intelligenza artificiale e benessere psicologico, segno evidente di come il tema venga affrontato con un approccio multidisciplinare.
Un tassello in una strategia più ampia sulla sicurezza
Trusted Contact non arriva isolato, ma si inserisce in un ecosistema di strumenti già presenti su ChatGPT; negli ultimi tempi infatti, la piattaforma ha continuato a evolvere il proprio approccio alle conversazioni sensibili, migliorando la capacità di riconoscere segnali di disagio, rispondere in modo più attento e, soprattutto, indirizzare gli utenti verso risorse concrete.
Allo stesso tempo, il sistema resta progettato per rifiutare richieste dannose, come quelle legate all’autolesionismo, e per promuovere comportamenti più sani anche nell’uso della tecnologia, ad esempio suggerendo pause dopo sessioni prolungate.
Disponibilità e prospettive future
Al momento, Trusted Contact è in fase di implementazione e sarà progressivamente disponibile per gli utenti adulti. Come sempre in questi casi, non è chiaro quanto tempo sarà necessario per una diffusione completa su larga scala, ma la direzione intrapresa appare piuttosto evidente.
Si tratta infatti di un passo ulteriore verso un modello di intelligenza artificiale che non si limita a fornire risposte, ma prova, per quanto possibile, a inserirsi in modo responsabile all’interno delle dinamiche reali delle persone, specialmente nei momenti più complessi.
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