Era probabilmente solo questione di tempo prima che la crisi delle memorie RAM, che da mesi sta interessando l’intero settore dei semiconduttori, finisse per colpire anche Apple. Secondo quanto emerso da fonti industriali coreane, Samsung Electronics e SK Hynix hanno deciso di aumentare in maniera significativa i prezzi della LPDDR fornita ad Apple, con rincari che in alcuni casi sfiorano, o addirittura superano, il raddoppio rispetto al trimestre precedente.
Una notizia tutt’altro che marginale, soprattutto considerando la storica capacità di Apple di strappare condizioni particolarmente favorevoli ai propri fornitori, grazie a volumi elevatissimi e accordi di lungo termine.
Possibili ripercussioni sui prezzi degli iPhone 18 di Apple a causa della crisi delle RAM
Secondo quanto riportato, Samsung Electronics avrebbe proposto un aumento di oltre l’80% per le forniture di LPDDR destinate agli iPhone, mentre SK Hynix avrebbe spinto ancora oltre, con rincari introno al 100% rispetto al trimestre precedente. Le trattative si sarebbero concluse il 27 gennaio, segnando un cambio di passo evidente nei rapporti tra Apple e i suoi storici partner per la memoria.
La LPDDR (Low Power DRAM) è una componente fondamentale per gli smartphone e, più in generale, per i dispositivi IT, grazie al suo focus sull’efficienza energetica. Attualmente, la LPDDR5X di settima generazione è la più utilizzata e Apple rappresenta uno dei clienti più importanti del settore, con spedizioni annuali di iPhone stimate intorno ai 250 milioni di unità.
Alla base degli aumenti c’è una combinazione di fattori ben precisa, da un lato la domanda di DRAM è cresciuta in modo significativo, trainata dagli investimenti sempre più aggressivi nelle infrastrutture di intelligenza artificiale da parte delle grandi aziende tecnologiche globali; dall’altro, i produttori di memorie si sono progressivamente concentrati sulle soluzioni HBM (High Bandwidth Memory), fondamentali per l’IA, riducendo di fatto la disponibilità di LPDDR.
Il risultato è una carenza di offerta che ha dato a Samsung e SK Hynix un forte potere contrattuale, permettendo loro di massimizzare la redditività delle attività DRAM già nel primo trimestre dell’anno.
Tradizionalmente, Apple stipula accordi di lungo termine (LTA) su base annuale per la fornitura di memorie, riuscendo spesso a ottenere prezzi inferiori rispetto ad altri produttori; questa volta però, la situazione sembra essere diversa.
Secondo le fonti, Apple sarebbe riuscita a chiudere un LTA solo per la prima metà del 2026, rinviando la definizione dei prezzi unitari per la seconda parte dell’anno. Un segnale piuttosto chiaro delle difficoltà incontrate nel contrastare l’attuale trend di mercato.
Un esperto del settore dei semiconduttori ha spiegato che, proprio a causa della crisi della memoria, i prezzi potrebbero aumentare ulteriormente nella seconda metà dell’anno, in concomitanza con il lancio dei nuovi prodotti Apple.
Ed è qui che il discorso si fa particolarmente interessante per gli utenti, diverse fonti ritengono che l’aumento dei costi delle LPDDR possa riflettersi sui prezzi della serie iPhone 18, attesa a partire da settembre. Le indiscrezioni parlano di un lancio scaglionato: iPhone 18 Pro, Pro Max e Fold nel corso di quest’anno, mentre iPhone 18 base e iPhone 18e nel 2027, insieme a iPhone Air 2.
Non è ancora chiaro se tutti i modelli subiranno un aumento di prezzo, ma la possibilità che almeno i dispositivi di punta vengano colpiti dal rincaro delle memorie è tutt’altro che remota. Alcuni report citano anche stime di aumenti del 70% per la DRAM LPDDR e di circa il 100% per la memoria NAND, mentre il prezzo dei chip LPDDR5X da 12 GB sarebbe passato da circa 25-29 dollari a quasi 70 dollari in un arco di tempo relativamente breve.
I prezzi delle RAM per uso generico potrebbero aumentare del 55-60% su base trimestrale, mentre altre fonti indicano che l’LPDDR aveva già registrato un +40% nel quarto trimestre e potrebbe superare +60% nel primo trimestre.
In questo scenario, anche se Apple continuerà probabilmente a spuntare condizioni migliori rispetto ad altri produttori, il divario con i fornitori di memoria si è ridotto sensibilmente, segnando una sorta di normalizzazione dei rapporti di forza.
Gli utenti dovranno dunque prepararsi all’eventualità di iPhone più costosi nei prossimi mesi, soprattutto nella fascia alta; resta da capire se Apple deciderà di assorbire parte dei rincari o se li trasferirà, almeno in parte, sul prezzo finale dei dispositivi.
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