Nelle scorse ore Motus-E, l’associazione che raccoglie le principali realtà italiane impegnate nella mobilità elettrica e nella decarbonizzazione dei trasporti, ha accolto tra i propri associati Anas, la società del Gruppo FS a cui fa capo la rete stradale e autostradale nazionale.
Si tratta di un ingresso dal peso specifico notevole, perché porta ai tavoli dell’associazione un soggetto che gestisce direttamente migliaia di chilometri di strade. Vediamo cosa prevede il piano con cui Anas si presenta.
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Perché l’adesione di Anas a Motus-E è importante
Con l’adesione, Anas potrà sedersi allo stesso tavolo degli altri operatori del settore per ragionare sulla pianificazione delle infrastrutture di ricarica, portando in dote l’esperienza maturata nella gestione della rete nazionale.
L’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme ha commentato così il passaggio: “La transizione verso una mobilità a basse emissioni è una delle sfide più importanti che il nostro Paese è chiamato ad affrontare nei prossimi anni. Le strade non sono soltanto opere infrastrutturali, ma luoghi in cui si costruisce il futuro della mobilità e della sostenibilità del Paese“.
Sul fronte dell’associazione, il presidente Fabio Pressi ha insistito sull’importanza della rete gestita da Anas per la transizione del parco auto circolante: “Il contributo e l’esperienza di Anas saranno estremamente preziosi per costruire e pianificare efficacemente gli investimenti che andranno a beneficio di tutti gli italiani“.
Va detto che non è la prima volta che Motus-E allarga la propria base a nomi di peso, dato che negli anni sono entrati anche FCA e CNH, Renault ed Edison e Jaguar Land Rover, mentre un protocollo firmato con il GSE aveva già toccato proprio il tema delle colonnine; l’associazione, inoltre, aveva presentato al Governo una proposta dedicata all’elettrificazione delle flotte aziendali.

Le colonnine nelle aree di servizio gestite da Anas
L’ingresso in Motus-E arriva mentre la società sta già portando avanti un proprio programma di elettrificazione delle aree di servizio. Sulle autostrade in gestione diretta, Anas ha finora installato colonnine in 19 aree di servizio, per un totale di 79 punti di ricarica attivi, mentre altre 8 aree sono in fase di ristrutturazione e dovrebbero ricevere le proprie postazioni entro i prossimi 24 mesi.
Il contesto aiuta a capire quanto la rete autostradale sia diventata uno snodo cruciale, perché secondo il monitoraggio Motus-E aggiornato al 31 marzo 2026 i punti di ricarica in autostrada erano 1.461, presenti in circa metà delle aree di servizio, un salto enorme rispetto alle 496 colonnine che la stessa associazione contava alla fine del 2022, come vi avevamo raccontato a inizio 2023.
Attenzione però, perché nello stesso report Motus-E segnalava che gli obiettivi del regolamento europeo AFIR per la rete autostradale risultano raggiunti al 90%, con il rischio concreto di una procedura d’infrazione a carico dell’Italia.
Gallerie a LED e fotovoltaico
Accanto alla ricarica, Anas sta lavorando sull’efficienza energetica della propria rete, a partire dall’illuminazione delle gallerie, dove le lampade tradizionali vengono sostituite con sistemi a LED.
A fine luglio le installazioni operative erano 22.800, con l’obiettivo di raggiungere circa 26.500 entro la fine del 2026; una volta completato l’intervento, dal 2027 il risparmio stimato è di 9,2 milioni di kWh all’anno, pari a circa 2,3 milioni di euro di costi in meno ogni dodici mesi.
Il programma comprende anche nuovi impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 20 MW, nell’ambito di un piano che punta a ridurre i consumi energetici del 15% rispetto ai livelli del 2025.
Staremo a vedere quanto la presenza di Anas ai tavoli di Motus-E riuscirà ad accelerare l’infrastrutturazione della rete stradale, ma ne avremo un’idea già con i prossimi report dell’associazione.
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