Che il monovolume sia un genere in via di estinzione lo dicono i numeri di vendita degli ultimi quindici anni, con i SUV che hanno convinto le famiglie europee a cambiare categoria senza quasi accorgersene.

Renault, che di quel genere era stata l’inventrice, ha deciso di non arrendersi e si presenta a Parigi con un prototipo elettrico che riprende il filo da dove lo aveva lasciato quarant’anni fa. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.

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Design con fascia luminosa a U e nessuna maniglia in vista

Il frontale è la parte che cita più esplicitamente il modello originale, perché la casa francese ha reinterpretato in chiave digitale il muso squadrato dell’Espace affidandosi a un’ampia striscia luminosa a U che ne ridisegna il profilo.

Renault la presenta come una visione dell’originale proiettata nel futuro, parlando esplicitamente di reboot, termine che in effetti rende l’idea meglio di qualunque giro di parole.

Il resto della carrozzeria segue la stessa logica, con le telecamere digitali che sostituiscono gli specchietti tradizionali, ruote di diametro generoso calzate da pneumatici sottili come su una sportiva e nessuna maniglia visibile sulle portiere.

Al posteriore il montante D avvolge il tetto e sembra sospeso a qualche centimetro dal resto della scocca, soluzione estetica che da sola basta a far capire che siamo davanti a un esercizio di stile e non a un modello pronto per il listino.

Renault E-Space Concept

Le dimensioni dichiarate sono di 4.700 mm di lunghezza, misura che colloca la E-Space Concept in una fascia tutt’altro che ingombrante considerando la tipologia di veicolo. Il dettaglio più riuscito riguarda però la superficie vetrata, che si sviluppa per quasi 360 gradi attorno all’abitacolo e comprende anche il deflettore inclinato sul montante A, esattamente come sulla prima serie.

Di come sia configurato l’interno, invece, non si sa ancora nulla, perché Renault non ha diffuso né immagini dell’abitacolo né alcuna specifica tecnica. È lecito aspettarsi qualche soluzione di effetto, dal momento che costruire un monovolume sopra un pianale elettrico piatto è una combinazione che sulla carta funziona anche da sola.

Cosa rendeva speciale l’Espace del 1984

Vale la pena ricordare perché quel modello sia così apprezzato ancora oggi, visto che l’Espace era prima di tutto una lezione di sfruttamento degli spazi. Su un ingombro esterno sorprendentemente contenuto trovavano posto fino a sette persone con un’abitabilità che all’epoca non aveva paragoni, risultato ottenuto grazie allo sviluppo condotto in collaborazione con Matra.

A rendere il tutto ancora più versatile c’erano i sedili posteriori asportabili e quelli anteriori girevoli, combinazione che permetteva di trasformare l’auto in un furgone oppure, ruotando le poltrone, in un salottino.

Sono proprio quelle trovate che hanno fatto dell’Espace il mezzo di trasporto di un’intera generazione di famiglie europee, tra allenamenti di calcio, lezioni di danza e settimane bianche.

Renault E-Space Concept

Solo un concept, almeno per il momento

Renault ha tenuto a precisare che la E-Space resta per ora un prototipo, pur ammettendo di essere impegnata a esplorare possibili scenari futuri e lasciando intendere che una versione di serie si incastrerebbe senza problemi nella strategia Futuready. Tradotto, la porta non è chiusa, ma nemmeno aperta.

L’appuntamento per saperne di più è fissato per il 12 ottobre, quando il prototipo verrà svelato sotto i riflettori del Salone di Parigi occupando la posizione centrale dello stand.

A proposito di prototipi, la casa francese sta attraversando una fase particolarmente felice sul fronte degli esercizi di stile, basti pensare al restomod della R17 e alla reinterpretazione elettrica della 8 Gordini di poche settimane fa. Nelle prossime settimane ne sapremo sicuramente di più.