Apple starebbe lavorando a due controller di gioco pensati per iPhone e, secondo Bloomberg, potrebbero finire sugli scaffali con il marchio Beats. L’indiscrezione circola da tempo, ma ora arrivano indizi concreti direttamente dai codici di macOS, e il quadro comincia a farsi più chiaro.
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Cosa rivelano i codici di macOS 26.7
È MacRumors ad aver scovato, la scorsa settimana, due riferimenti nel codice di macOS 26.7 a due controller di gioco identificati come dispositivi first-party. Tradotto: non si tratta di accessori di terze parti compatibili, ma di prodotti sviluppati internamente da Apple. Mark Gurman di Bloomberg conferma il quadro e aggiunge un dettaglio interessante: nonostante i riferimenti siano stati trovati nel sistema operativo dei Mac e non in iOS, i controller sarebbero progettati proprio per gli iPhone.
Gli identificatori di modello emersi sono T6502 e T1057, e il codice lascia intravedere una dotazione piuttosto completa: un D-Pad, thumbstick analogici, motori aptici e, con ogni probabilità, anche un accelerometro e un giroscopio per i controlli di movimento. Non parliamo quindi di semplici pad economici, ma di accessori pensati per offrire un’esperienza di gioco seria. Lo sviluppo andrebbe avanti da oltre un anno, con un obiettivo dichiarato: competere con gli accessori di terze parti che oggi dominano il mercato del gaming su smartphone.
Perché il progetto passa dalle mani di Beats
Il punto più curioso riguarda chi sta guidando il progetto. Secondo Gurman, sono i dirigenti di Beats a portare avanti lo sviluppo, e la scelta non è casuale. Apple utilizza da tempo il marchio sussidiario per sperimentare nuove categorie di prodotto e competere su fasce di prezzo più basse, senza intaccare il posizionamento premium della linea Apple. Basti pensare che Beats vende oggi una serie di custodie per iPhone e cavi USB-C che difficilmente rientrerebbero nell’approccio abituale dell’azienda di Cupertino.
Un controller ha senso in questo contesto. Per raggiungere un pubblico ampio deve essere relativamente accessibile, il che significa evitare alcuni dei materiali e delle finiture più costosi tipicamente associati ai prodotti Apple. Anche la cultura e lo stile di vita che ruotano attorno ai controller da gioco potrebbero inserirsi naturalmente sotto l’ombrello Beats.
Il ragionamento fila: un accessorio pensato per il gaming deve puntare a un bacino di utenti vasto, quindi a un prezzo contenuto, e il brand Beats è il contenitore perfetto per un prodotto che non ha bisogno di rispettare i canoni estetici e materici del marchio principale. Un approccio che permette ad Apple di testare il terreno senza esporsi troppo.
Un mercato affollato e l’integrazione con il software
La spinta verso l’hardware arriva in un momento in cui il settore degli accessori per il gaming mobile è in piena espansione. Produttori come Razer continuano a sfornare opzioni ultra-compatte, mentre il Backbone One è diventato l’opzione più nota per chi gioca sul telefono. La linea Kishi di Razer, i dispositivi GameSir e diversi rivali a basso costo propongono variazioni sulla stessa idea di base, alimentati dall’aumento dei prezzi delle console e dalla crescita degli ecosistemi di gioco mobile. La concorrenza, insomma, non manca.
C’è però un vantaggio che solo Apple può giocare: l’integrazione software. L’azienda offre già un supporto solido ai controller di terze parti attraverso il suo Game Controller Framework, che gestisce pulsanti, thumbstick, sensori di movimento e vibrazione. Questo significa che gli sviluppatori non dovranno ricostruire i loro titoli da zero per supportare i nuovi pad a marchio Beats.
I due controller potrebbero inoltre migliorare l’esperienza di gioco su Apple TV 4K e amplificare gli investimenti degli sviluppatori nei giochi resi disponibili su iOS e Mac. La mossa rappresenta il passo successivo logico nell’espansione di Apple nel mondo del gaming, dopo il lancio nel 2025 dell’app unificata Apple Games su iPhone, iPad e Mac.
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