Oura ha finalmente rotto il silenzio sui problemi di batteria dei Oura Ring 4, e la cifra che accompagna questa ammissione è da capogiro: 84,4 milioni di dollari in costi di garanzia extra. La conferma arriva direttamente dai documenti depositati presso la SEC in vista della tanto attesa IPO, e trasforma i sospetti degli utenti in una verità certificata.
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La conferma ufficiale e i costi nascosti
Nei moduli S-1 presentati alla Securities and Exchange Commission statunitense, Oura ha dichiarato che alcuni lotti del suo Ring 4 hanno sofferto di problemi di rendimento della batteria. L’azienda ha registrato un aumento di 84,4 milioni di dollari nelle spese per garanzia durante l’anno fiscale 2025, e i difetti della batteria del Ring 4 sono tra i fattori principali di questo balzo. Non è stato specificato quanti anelli siano stati effettivamente sostituiti, né quali lotti fossero coinvolti: nessuna data di acquisto, numero di serie o taglia è stata resa pubblica. Ciò che sappiamo è che Oura ha sostituito gratuitamente gli anelli difettosi e, in alcuni casi, lo ha fatto anche dopo la scadenza della garanzia di un anno.
Il problema, secondo l’azienda, è legato a fattori di progettazione, produzione e fornitura antecedenti al lancio. Da allora Oura ha incrementato i test e i controlli qualità, ma per chi possiede un Ring 4 che si scarica in un giorno invece dei 5-8 promessi la speranza è che il supporto clienti sia clemente. Le segnalazioni su Reddit e sui forum sono state numerose, ma ora avete un argomento concreto da portare al servizio clienti: l’ammissione ufficiale. Certo, non c’è garanzia che Oura intervenga per tutti, ma vale la pena tentare.

Il contesto: crescita record e cause legali
Paradossalmente, questo costoso intoppo non ha frenato la corsa di Oura. Nei nove mesi chiusi al 30 giugno 2026, l’azienda ha generato 1,21 miliardi di dollari di ricavi, con una crescita del 74% rispetto all’anno precedente, vendendo 3,1 milioni di anelli e raggiungendo 5 milioni di membri paganti. L’utile netto è schizzato da 1,6 a 60,8 milioni di dollari. I ricavi da abbonamento sono cresciuti del 121%, a 240,5 milioni di dollari, con un margine lordo dell’89% e un tasso di fidelizzazione dell’85% a 12 mesi. Nonostante l’hardware rappresenti ancora l’80% dei ricavi il che spiega perché un problema di produzione possa pesare così tanto il business degli abbonamenti dimostra una salute di ferro.
Ma non c’è solo la batteria a preoccupare. Dai documenti SEC emergono anche due class action in corso. Una accusa l’anello di surriscaldarsi e causare ustioni a causa di batterie al litio difettose, con i querelanti che sostengono che Oura fosse a conoscenza del problema ma non abbia avvertito gli utenti. Un’altra, depositata a San Francisco, contesta l’accuratezza del tracciamento del sonno, sostenendo che “gli anelli Oura non possono misurare il sonno o i cicli del sonno perché il sonno avviene nel cervello, non sul dito”. Ad oggi, a metà 2026, non è stato annunciato alcun accordo definitivo, ma i primi segnali indicano che le trattative potrebbero iniziare prima della fine dell’anno.
Nel frattempo, Oura ha già lanciato il Ring 5 (a maggio, a 399 dollari), con dimensioni ridotte del 40%. Anche su questo modello circolano alcune segnalazioni di batteria che si scarica rapidamente, ma per ora non sembrano paragonabili per portata a quelle del Ring 4. Resta da vedere se la lezione appresa con il modello precedente sarà sufficiente a evitare ulteriori grattacapi e spese di garanzia.

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