Quando si parla di innovazione ed evoluzione si pensa sempre al superamento delle tecnologie passate. Ma non sempre è così. È il caso degli infrarossi, la tecnologia di comunicazione con più di quarant’anni, il cui principio di funzionamento è rimasto sostanzialmente invariato nonostante l’arrivo di tecnologie più moderne come Bluetooth e Wi-Fi. Ancora oggi, infatti, gli infrarossi continuano a essere presenti in milioni di televisori e telecomandi in tutto il mondo. Il motivo, però, non è strettamente tecnologico.

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L’evoluzione tecnologica

Era il 1955 quando Zenith presentò il telecomando Flash-Matic, il primo dispositivo davvero wireless per controllare un televisore a distanza. Il sistema era però molto diverso da quelli utilizzati oggi perché sfruttava un fascio di luce visibile che l’utente doveva indirizzare verso il pannello frontale della TV. Una soluzione innovativa per l’epoca, ma con alcuni limiti evidenti, come la sensibilità alla luce ambientale e la necessità di puntare con precisione il telecomando verso la TV.

Al contrario i telecomandi a infrarossi inviano rapidi impulsi di luce invisibile tramite un LED, che il ricevitore posto sulla TV decodifica per elaborare il comando. Questo insieme di caratteristiche ha portato l’infrarosso a diventare negli anni Ottanta lo standard del settore, mantenendo quel ruolo per oltre quarant’anni.

Il motivo principale della sopravvivenza di questa tecnologia è il costo pressoché nullo di implementazione, frutto di decenni di produzione di massa e di una compatibilità che si è consolidata negli anni con televisori, soundbar e altri dispositivi.

Tecnologie diverse per esigenze differenti

Nelle smart TV più recenti, quindi, gli infrarossi non sono necessariamente il sistema principale di comunicazione, ma svolgono spesso un ruolo di supporto. Il telecomando Bluetooth gestisce le funzioni più evolute, mentre il segnale a infrarossi garantisce un collegamento immediato anche quando il dispositivo non è ancora associato o quando la connessione wireless non è disponibile. Una soluzione ibrida che permette ai produttori di unire la comodità delle nuove tecnologie con l’affidabilità di uno standard ormai consolidato.

Il confronto tra infrarossi e Bluetooth non è quindi una semplice sfida tra una tecnologia vecchia e una nuova. Entrambe hanno caratteristiche che le rendono ancora utili.

Il Bluetooth permette di comunicare senza dover puntare il telecomando verso il televisore, rendendo più comoda la gestione quotidiana e abilitando funzioni come i comandi vocali o la trasmissione di informazioni tra dispositivo e TV. Gli infrarossi, invece, hanno dalla loro semplicità, consumi estremamente ridotti, costi contenuti e una compatibilità costruita in tutti questi anni di diffusione.

È proprio questa combinazione a spiegare perché una tecnologia nata negli anni Ottanta sia ancora presente nei dispositivi più moderni. Gli infrarossi non sono sopravvissuti perché non esistono alternative, ma perché in alcuni casi continuano a rappresentare la soluzione più pratica ed economica.