La Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato di esaminare il ricorso di Apple contro la sentenza che l’aveva dichiarata in violazione di un ordine del tribunale nella causa con Epic Games. La decisione, comunicata martedì con un breve provvedimento, riguarda però solo uno dei due punti sollevati dall’azienda di Cupertino ovvero quello relativo alle commissioni sui pagamenti esterni all’App Store.

Chi ha seguito questa vicenda nel corso degli anni sa bene quanto ormai sia diventata complessa. Come avevamo raccontato ad aprile, Apple aveva presentato formalmente la richiesta di revisione alla Corte Suprema a maggio 2026, dopo che la Corte d’Appello del Nono Circuito aveva respinto all’unanimità entrambe le sue richieste di riesame a marzo.

L’intera vicenda affonda le radici nel 2021, quando una prima sentenza aveva obbligato Apple a permettere agli sviluppatori di inserire link esterni per i pagamenti, bypassando il sistema degli acquisti in-app.

Apple aveva risposto introducendo una commissione del 27% anche su quegli acquisti esterni, una mossa che il tribunale aveva successivamente giudicato in contrasto con l’ordine originario.

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Cosa esaminerà la Corte Suprema

I giudici supremi hanno deciso di rivedere le pronunce dei tribunali inferiori che avevano stabilito come Apple avesse deliberatamente disatteso la sentenza del 2021. Il punto specifico riguarda le commissioni applicate agli acquisti effettuati tramite link esterni: secondo Apple, l’ingiunzione originaria non le impediva di introdurre nuove commissioni su quei pagamenti dunque si pensa che possa essere questa la linea difensiva che Cupertino porterà davanti ai giudici supremi.

Il secondo argomento sollevato da Apple, invece, non sarà esaminato. L’azienda contestava l’ampiezza della cosiddetta “injunction universale”, ovvero l’ordine del giudice che si applica a tutti gli sviluppatori a livello globale e non solo alle parti coinvolte nella causa.

Apple sosteneva che quel provvedimento contrastasse con una pronuncia distinta della stessa Corte Suprema che aveva già ridotto il potere dei giudici di emettere ingiunzioni di portata così estesa. Su questo secondo fronte, i giudici hanno scelto di non procedere con la revisione.

Epic Games contro Apple

Le implicazioni per gli sviluppatori

Per gli sviluppatori che operano sull’App Store, l’esito di questa udienza inciderà direttamente sulla possibilità di indirizzare gli utenti verso metodi di pagamento alternativi senza che Apple possa trattenere una percentuale sulla transazione.

Come avevamo raccontato a giugno 2025, Apple aveva già presentato ricorso contro l’ingiunzione che la obbligava ad azzerare le commissioni sugli acquisti esterni, sostenendo che “c’è una differenza abissale tra ritenere una commissione troppo alta e vietarla del tutto“. Un’eventuale vittoria di Apple davanti alla Corte Suprema rimetterebbe in discussione uno dei pochi spazi di autonomia conquistati dagli sviluppatori negli ultimi anni di battaglie legali.

Epic Games, da parte sua, aveva risposto a giugno scorso chiedendo alla Corte Suprema di respingere il ricorso di Apple e di lasciare inalterate le decisioni già emesse dai tribunali inferiori, sostenendo che restringere l’applicazione delle nuove regole ai soli soggetti coinvolti nel procedimento impedirebbe di ottenere un rimedio realmente efficace.

Udienza in autunno, sentenza non prima del 2027

Non è ancora stata fissata una data per l’udienza ma sguendo le tempistiche tipiche della Corte Suprema, potrebbe tenersi nella sessione che si apre a ottobre 2026, con una sentenza attesa non prima della prima metà del 2027.

La causa tra Apple ed Epic, nata nel 2020 quando Epic aveva deciso di inserire in Fortnite un sistema di pagamento diretto aggirando le commissioni di Apple, si avvicina così a un momento potenzialmente decisivo, anche se la storia di questo contenzioso insegna che ogni apparente punto di svolta ha sempre aperto nuovi scenari inaspettati. Staremo a vedere come continuerà a evolversi questa lunga e complessa vicenda.