La WWDC 2026 non ha portato novità soltanto sul fronte dei sistemi operativi ma Apple ha annunciato cambiamenti significativi anche per l’App Store, introducendo la possibilità di creare bundle di abbonamenti che combinano offerte di aziende diverse e inasprendo le regole contro le applicazioni considerate di scarso valore.

Da un lato Apple cerca di offrire agli utenti nuove modalità di risparmio sugli abbonamenti, dall’altro stringe le maglie per arginare l’ondata di app mediocri che sta invadendo lo store, alimentata in buona parte dagli strumenti di sviluppo assistiti dall’intelligenza artificiale.

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Bundle di abbonamenti tra app di aziende diverse

La novità più interessante per i consumatori riguarda l’espansione dei bundle dell’App Store, che potranno includere offerte di sviluppatori differenti. Il meccanismo ricorda i pacchetti già disponibili nel mondo dello streaming video, come quello che combina Apple TV e Peacock, ma applicato a un contesto molto più ampio.

In pratica, sarà possibile acquistare un singolo abbonamento che include servizi completamente diversi tra loro, come ad esempio Instagram Plus e Tinder Platinum, per citare gli esempi emersi durante la presentazione. Una formula che potrebbe risultare vantaggiosa per gli utenti che utilizzano più servizi in abbonamento e cercano un modo per contenere la spesa complessiva.

Apple ha annunciato anche le cosiddette “Suites“, descritte come un insieme di abbonamenti non disponibili singolarmente che le persone possono acquistare come sottoscrizione unica. Maggiori dettagli su bundle e suites arriveranno nel corso dell’estate, probabilmente in prossimità del lancio di iOS 27 e degli altri aggiornamenti software previsti per l’autunno.

Giro di vite sulle app che non aggiungono valore

Durante il keynote, il CEO Tim Cook ha sottolineato che gli sviluppatori stanno creando più app che mai, con oltre 1.000 submission all’App Store ogni ora, il che la testimonia la vitalità dell’ecosistema, ma dall’altro nasconde un problema sempre più evidente ovvero che la barriera d’ingresso per lo sviluppo di app non è mai stata così bassa, e gli strumenti di sviluppo assistiti dall’intelligenza artificiale hanno reso ancora più semplice produrre software in serie.

Lo scorso aprile, The Information aveva riportato un aumento dell’84% nelle nuove app inviate allo store, una crescita che sembrava mettere sotto pressione il team di revisione di Apple.

L’azienda ha risposto aggiornando la sezione 4.3(b) delle App Review Guidelines con regole ancora più stringenti per frenare l’invio di app “mediocri, di bassa qualità o realizzate con poco sforzo“. Il nuovo testo non lascia spazio a interpretazioni.

Apple specifica che non verranno accettate nuove app in categorie già ben rappresentate sullo store, come dating, torce, effetti sonori, sfondi, timer semplici e app di cartomanzia, a meno che non offrano un’esperienza significativamente diversa o migliorata. Le app esistenti in queste categorie potrebbero essere rimosse se non vengono aggiornate, migliorate o non attraggono utenti.

Ancora più duro il linguaggio riservato ad altre tipologie, esplicitamente citate come esempi di applicazioni che “non aggiungono valore all’App Store“. Tra queste figurano giochi alcolici, app sul Kama Sutra, e applicazioni dedicate a flatulenze e rutti. L’invio ripetuto di app di questo tipo potrà portare alla rimozione dal programma sviluppatori Apple.

Altre novità per gli sviluppatori

Le modifiche alle linee guida includono anche nuovo linguaggio sulle app con contenuti generati dagli utenti e sull’uso delle Live Activities per inviare spam, tentativi di phishing o messaggi non richiesti.

Apple ha inoltre annunciato che eliminerà il requisito per le app del Mac App Store di supportare i chip Intel presenti nei Mac più vecchi, e richiederà agli sviluppatori di dichiarare se la propria app o gioco include “funzionalità di social media” ai fini della classificazione per età e delle nuove funzioni legate al Tempo di utilizzo.