Il percorso di sviluppo del sistema Starship procede, come spesso accade in casa SpaceX, tra continui aggiornamenti, piccoli slittamenti e test sempre più ambiziosi, il tutto con uno sguardo ben fisso su obbiettivi di lungo periodo decisamente importanti (tra cui ovviamente il supporto al programma Artemis). Proprio in questo contesto, nelle ultime ore sono emerse nuove informazioni sul dodicesimo volo di prova del vettore completamente riutilizzabile: il cosiddetto Flight 12 potrebbe infatti avere luogo nella notte tra il 12 e il 13 maggio, più precisamente non prima delle 00:30 (ora italiana).
Come molti di voi avranno intuito, si tratta di una data che arriva dopo diversi rinvii nel corso dei mesi precedenti, con Elon Musk che aveva inizialmente collocato il test entro la prima parte dell’anno, salvo poi rivedere più volte la tabella di marcia. Gli utenti (e gli appassionati del settore) dovranno dunque tenere conto del fatto che, in assenza di comunicazioni ufficiali da parte dell’azienda, anche questa finestra temporale resta indicativa, sebbene le informazioni sembrino piuttosto attendibili.
Starship potrebbe essere pronta al dodicesimo volo di prova entro fine mese
Entrando più nel dettaglio, i dati provengono dal sistema CADENA utilizzato per la gestione del traffico aereo, che indica la finestra di lancio compresa tra le 00:30 e le 02:43 del 13 maggio (ora italiana), mentre in Texas, presso Starbase, sarà ancora pomeriggio. Uno degli aspetti più interessanti riguarda la traiettoria di volo, che dovrebbe risultare più inclinata e spostata verso sud rispetto alle missioni precedenti.
Si tratta, come spesso accade in questi casi, di una scelta non casuale: l’obbiettivo è ridurre l’impatto sul traffico aereo nelle aree più congestionate (in particolare Florida e Cuba), spostando il corridoio di volo tra la penisola dello Yucatán, i Caraibi e parte dell’America Centrale. La fase finale della missione invece, dovrebbe ricalcare quanto già visto in passato, con l’ammaraggio previsto nell’Oceano Indiano al largo delle coste australiane.
Flight 12 non sarà soltanto un semplice test suborbitale, ma rappresenterà un passaggio chiave per l’evoluzione tecnica del sistema; per la prima volta infatti, verrà utilizzato hardware di terza generazione, elemento che rende questa missione particolarmente significativa nel percorso di sviluppo della piattaforma.
Nel dettaglio, saranno impiegati il Super Heavy Booster 19 e la Ship 39, entrambi già sottoposti a diversi test a terra (tra cui due sessioni di static fire ravvicinate), segno che la preparazione procede secondo i piani. Non è previsto, almeno per questo volo, il recupero dei due stadi: il booster dovrebbe terminare la propria traiettoria nel Golfo del Messico, mentre la Ship completerà il rientro controllato con la classica manovra belly-flop prima dell’ammaraggio.
Un altro elemento che molti di voi potrebbero trovare particolarmente interessante riguarda le infrastrutture: il dodicesimo volo di Starship dovrebbe infatti segnare anche il debutto del nuovo Pad 2 di Starbase, progettato per essere più resistente rispetto alla precedente piattaforma e dunque meglio adatto ai ritmi di test sempre più serrati.
Tra le novità più rilevanti impossibile non citare i nuovi motori Raptor 3, evoluzione diretta dei già noti Raptor 2; in questo caso, SpaceX ha lavorato su un design semplificato (aspetto che spesso e volentieri si traduce in maggiore affidabilità e facilità di produzione), riuscendo al tempo stesso ad aumentare la spinta e a ridurre la massa complessiva del sistema.
Si tratta dunque di un passo avanti tutt’altro che marginale, soprattutto se si considera il ruolo centrale che Starship avrà nelle future missioni lunari e, più in generale, nell’espansione delle attività spaziali commerciali e istituzionali.
Come accennato in apertura, lo sviluppo di Starship resta strettamente legato alle tempistiche del programma Artemis, in particolare in vista della missione Artemis III. Le recenti dichiarazioni dell’amministrazione NASA suggeriscono che i lander lunari, tra cui proprio la versione HLS di Starship, potrebbero essere pronti entro la fine del prossimo anno, con possibili conseguenze sul calendario complessivo delle missioni.
In questo scenario, test come Flight 12 assumono un’importanza ancora maggiore, ogni lancio rappresenta infatti un tassello fondamentale per validare tecnologie, procedure e componenti che dovranno poi dimostrarsi affidabili in contesti operativi decisamente più complessi.
Resta ora da capire se la finestra del 13 maggio verrà effettivamente confermata, come sempre in questi casi non resta che attendere comunicazioni ufficiali da parte di SpaceX, con la consapevolezza che ulteriori modifiche alla timeline sono tutt’altro che da escludere.
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