La tensione tra OpenAI ed Elon Musk continua a salire, e lo fa proprio mentre si avvicina una delle tappe più delicate dell’intera vicenda: il processo previsto per la fine del mese. Una disputa che, come molti di voi ricorderanno, va avanti ormai da tempo e che negli ultimi giorni ha registrato un nuovo, e decisamente acceso, capitolo.
Secondo quanto riportato, OpenAI ha accusato Musk di aver orchestrato una sorta di agguato legale dell’ultimo minuto, sostenendo che le sue recenti mosse abbiano l’obbiettivo di complicare il procedimento e influenzare la narrazione pubblica della causa.
OpenAI accusa Elon Musk: tentativo di creare caos
OpenAI avrebbe depositato una risposta formale in cui critica apertamente le modifiche introdotte da Musk alla sua denuncia originale. Secondo l’azienda, queste azioni sarebbero legalmente improprie e prive di basi concrete, oltre che finalizzate (almeno stando alla loro interpretazione) a mettere in difficoltà gli imputati e a seminare il caos nel procedimento.
Si tratta di accuse piuttosto pesanti, che evidenziano come il clima tra le parti sia ormai estremamente teso, soprattutto considerando la vicinanza dell’udienza.
Per comprendere meglio il contesto è utile fare un passo indietro: la disputa risale al 2024, quando Musk ha intentato causa contro OpenAI e Microsoft, accusando le due realtà di aver snaturato la missione originaria dell’organizzazione.
Secondo Musk, OpenAI sarebbe passata da un modello no-profit a una struttura orientata al profitto, anche a seguito della stretta collaborazione con Microsoft; un cambiamento che, sempre secondo l’imprenditore, rappresenterebbe una deviazione significativa rispetto agli obbiettivi iniziali.
Nel corso del tempo, la causa ha subito diverse evoluzioni, fino ad arrivare alle più recenti modifiche presentate da Musk: tra queste, la richiesta di destinare eventuali risarcimenti alla divisione no-profit di OpenAI e, forse ancora più rilevante, il tentativo di rimuovere Sam Altman dal suo ruolo di CEO e membro del consiglio di amministrazione.
Come se non bastasse, il valore economico della causa è tutt’altro che trascurabile, Musk starebbe infatti chiedendo un risarcimento compreso tra 79 e 134 miliardi di dollari per presunti guadagni illeciti, una cifra che rende evidente quanto sia alta la posta in gioco.
Dal canto loro, sia OpenAI sia Microsoft respingono fermamente tutte le accuse, negando qualsiasi comportamento scorretto e preparandosi a difendere la propria posizione in tribunale.
Al netto delle tensioni e delle dichiarazioni incrociate, il calendario resta invariato: il processo dovrebbe iniziare il 27 aprile, segnando un momento cruciale per una vicenda che potrebbe avere ripercussioni importanti non solo per le aziende coinvolte, ma per l’intero settore dell’intelligenza artificiale. Resta ora da capire quale sarà l’esito dello scontro, e soprattutto se le ultime mosse legali avranno effettivamente un impatto sul procedimento.
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