Nintendo ha annunciato che presto inizierà ad applicare prezzi differenti per i giochi first-party di Switch 2 a seconda che si tratti di versioni digitali o fisiche. Una novità che potrebbe rivelarsi positiva per chi preferisce scaricare i giochi invece di recarsi in negozio, dato che i titoli digitali beneficeranno di uno sconto significativo rispetto alle controparti su cartuccia.

La nuova politica di prezzi partirà con il lancio di Yoshi and the Mysterious Book il 21 maggio, che costerà 60 dollari sull’eShop ma 70 dollari nei punti vendita fisici. Una differenza di 10 dollari che non è trascurabile, soprattutto per chi acquista diversi giochi nel corso dell’anno. Fino ad ora, la maggior parte dei giochi first-party costava 70 dollari indipendentemente dal formato scelto, come nel caso di Donkey Kong Bananza e Pokémon Pokopia, entrambi venduti allo stesso prezzo sia in digitale che in negozio.

Il formato digitale offre già di per sé diversi vantaggi pratici e ora a questi benefici si aggiungerà anche un risparmio economico concreto.

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Nintendo assesta un altro colpo per chi preferisce il formato fisico

Se da un lato la notizia è positiva per gli amanti del digitale, dall’altro rappresenta l’ennesimo colpo per i consumatori che preferiscono i supporti fisici. Non solo non riceveranno alcuno sconto, ma dovranno anzi pagare un sovrapprezzo rispetto a chi acquista in digitale. E la situazione è resa ancora più frustrante dal fatto che molte cartucce per Switch 2 ormai non contengono nemmeno il gioco vero e proprio.

Le confezioni includono infatti delle game key card, che permettono di scaricare il titolo sulla console ma che dopo l’attivazione diventano sostanzialmente inutili. In parole povere, come molti di voi già sapranno, chi compra la versione fisica paga di più per ricevere un codice di download all’interno di una scatola, senza nemmeno avere la soddisfazione di possedere effettivamente il gioco su un supporto tangibile.

Dunque si va a delineare una situazione che svilisce ulteriormente il valore della copia fisica, tradizionalmente apprezzata dai collezionisti e da chi ama possedere concretamente i propri giochi.

nintendo yoshi

Non è la prima volta per Nintendo

Questa non è la prima volta che Nintendo adotta una struttura di prezzi differenziata tra digitale e fisico. La versione digitale di Donkey Kong Bananza, ad esempio, era già più economica rispetto a quella fisica in alcune parti del mondo, incluso il Regno Unito. La novità è che ora questa politica sembra destinata a diventare la norma per i titoli first-party sulla nuova console, piuttosto che un’eccezione limitata a determinati mercati.

La decisione potrebbe essere un segnale di come produrre e spedire beni fisici stia diventando sempre più costoso e problematico. È evidente che il pensiero va subito alle carenze di memorie dovute alla domanda esplosiva dell’intelligenza artificiale, scarsità di petrolio legate ai conflitti in corso e politiche tariffarie in continuo cambiamento, specialmente negli Stati Uniti, pertanto i costi della logistica e della produzione fisica sono sotto pressione come non mai.

Nintendo potrebbe semplicemente aver deciso di trasferire questi costi aggiuntivi sui consumatori che preferiscono il formato fisico, premiando invece chi opta per il digitale che non comporta spese di produzione, stoccaggio e distribuzione. Una scelta comprensibile dal punto di vista aziendale, ma che inevitabilmente scontenterà una parte della fanbase più affezionata al possesso fisico dei giochi. Vedremo come reagirà l’utenza e le vendite dei titoli del colosso nipponico.