Le funzionalità basate sull’intelligenza artificiale negli ultimi due anni hanno preso sempre più piede nel settore mobile ed Apple si è dovuta mettere al lavoro per recuperare terreno rispetto ad altre grandi aziende della concorrenza, decisamente in vantaggio sotto questo specifico aspetto.

Ed è anche da questo punto di vista che va valutato un nuovo test condotto da un gruppo di ricercatori del colosso di Cupertino e volto a misurare l’impatto delle etichette di pertinenza generate dall’intelligenza artificiale sul posizionamento delle app nei risultati di ricerca dell’App Store e sui download.

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I test di Apple per l’App Store

Lo studio in questione, intitolato “Scaling Search Relevance: Augmenting App Store Ranking with LLM-Generated Judgments“, aveva come obiettivo quello di stabilire se e quanto gli LLM potessero contribuire a migliorare i risultati di ricerca dell’App Store, generando le etichette di pertinenza utilizzate per addestrare il sistema di classificazione.

I ricercatori di Apple sono partiti dalla consapevolezza che la pertinenza è un aspetto fondamentale per aiutare gli utenti a trovare le app che stanno cercando e hanno deciso di concentrarsi in particolare sulla pertinenzacomportamentale (riflette il modo in cui gli utenti interagiscono con i risultati) e sulla pertinenza testuale (misura quanto bene i metadati di un’app corrispandono alla query di ricerca di un utente).

I ricercatori di Apple hanno riscontrato una scarsità di etichette di pertinenza testuale rispetto all’abbondanza di etichette di pertinenza comportamentale e hanno sviluppato un modello specializzato e ottimizzato per generare milioni di etichette di pertinenza testuale.

Ebbene, secondo i test condotti, tale soluzione ha portato ad un aumento statisticamente significativo dello 0,24% nel tasso di conversione e ciò suggerisce che potrebbe essere questa la strada che il colosso di Cupertino potrebbe decidere di seguire per migliorare l’esperienza offerta dall’App Store.

Per ulteriori informazioni su questo studio vi rimandiamo all’articolo pubblicato da Apple.