Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, la politica dell’amministrazione sui semiconduttori è rimasta piuttosto confusa. Come e se il governo intendesse regolamentare le esportazioni di chip non era chiaro, lasciando libere speculazioni e interpretazioni varie. Ora, secondo quanto riportato da Bloomberg, iniziamo a farci un’idea più precisa di cosa abbiano in mente a Washington.

I regolatori statunitensi avrebbero redatto una bozza di norme che richiederebbe l’approvazione del governo USA per spedire chip per l’intelligenza artificiale ovunque al di fuori degli Stati Uniti. Non solo verso la Cina o altri paesi considerati a rischio, ma verso qualsiasi destinazione estera. Se confermata, sarebbe una svolta significativa che darebbe a Washington un controllo molto più ampio su aziende come AMD e NVIDIA, i due colossi americani che dominano il mercato dei chip AI.

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Come funzionerebbero le nuove regole USA sui chip AI

Stando alle indiscrezioni, aziende e governi stranieri dovrebbero ottenere l’approvazione del Dipartimento del Commercio statunitense per acquistare chip AI americani. Il processo di revisione varierebbe in base alle dimensioni e alla natura dell’ordine.

Un acquisto limitato da parte di un’azienda estera potrebbe richiedere una verifica basilare, relativamente rapida. Ordini più consistenti, invece, potrebbero necessitare del coinvolgimento diretto del governo del paese acquirente, con procedure più lunghe e complesse.

Si tratterebbe di un intervento governativo decisamente più invasivo rispetto alla AI Diffusion Rule introdotta sotto l’amministrazione Biden. Quella normativa, che l’amministrazione Trump aveva formalmente revocato lo scorso maggio meno di una settimana prima della sua entrata in vigore, prevedeva restrizioni mirate verso specifici paesi e contesti. La nuova bozza, se implementata, estenderebbe il controllo a tutte le esportazioni, indipendentemente dalla destinazione.

La posizione ufficiale del Dipartimento del Commercio

Un portavoce del Dipartimento del Commercio ha voluto chiarire alcuni punti. “Il Dipartimento è impegnato a promuovere esportazioni sicure dello stack tecnologico americano“, ha dichiarato. “Abbiamo portato avanti con successo le esportazioni attraverso i nostri accordi storici in Medio Oriente, e sono in corso discussioni interne al governo per formalizzare quell’approccio“.

Il portavoce ha inoltre precisato che non si tratta di un ritorno alla AI Diffusion Rule, definendola “gravosa, eccessiva e disastrosa“. L’intenzione, a quanto pare, sarebbe quella di trovare una via diversa, che mantenga il controllo governativo senza replicare gli errori della precedente amministrazione.

Un approccio già visto con la Cina

L’idea di un maggiore coinvolgimento governativo nelle esportazioni di chip non arriva del tutto inaspettata. Basta guardare a come l’amministrazione Trump ha gestito la questione delle vendite di NVIDIA verso la Cina per capire la direzione.

La posizione è cambiata più volte nel corso dei mesi, con decisioni e retromarce che hanno creato incertezza sia per le aziende americane che per i loro clienti. Alla fine, la conclusione è stata che le esportazioni sarebbero state consentite solo previa approvazione dei singoli clienti da parte del Dipartimento del Commercio.

La bozza attuale sembra estendere questa logica a tutte le esportazioni, non solo quelle verso paesi considerati sensibili.

I rischi per le aziende americane

C’è però un rovescio della medaglia che l’amministrazione potrebbe non aver considerato a sufficienza. Un approccio così restrittivo potrebbe ritorcersi contro le stesse aziende statunitensi e, più in generale, contro la posizione dominante degli USA nel mercato globale dell’AI.

Se procurarsi chip americani diventa complicato, con tempi di approvazione incerti e procedure burocratiche da rispettare, le aziende potrebbero iniziare a guardare altrove e, in particolar modo in Cina che negli ultimi anni sta affinando le proprie tecniche rilasciando chip a costi molto più bassi. I produttori di semiconduttori al di fuori degli Stati Uniti continuano a sviluppare chip sempre più avanzati, e alcuni clienti potrebbero decidere che la certezza delle forniture vale più delle prestazioni superiori dei chip americani.

Nel caso di NVIDIA, le conseguenze delle restrizioni alle esportazioni sono già visibili. Il colosso dei semiconduttori non ha visto tornare i propri clienti cinesi dopo quasi un anno di incertezze sulla possibilità di mantenere l’accesso alla tecnologia AI americana.

Cosa aspettarsi

Le regole potrebbero ancora cambiare prima di un annuncio ufficiale. Si tratta pur sempre di una bozza, e le discussioni interne al governo sono ancora in corso. Ma la direzione sembra essere quella di più controllo governativo sulle esportazioni di chip AI, con un approccio che richiede approvazioni caso per caso.

Per le aziende del settore, questo significa prepararsi a un contesto più complesso e meno prevedibile. Per i clienti fuori dagli Stati Uniti, significa valutare se affidarsi ai fornitori americani comporti rischi che prima non c’erano e per il dominio tecnologico statunitense nel settore dell’intelligenza artificiale, significa che la partita potrebbe farsi più complicata di quanto Washington immagini.