Ennesimo rinvio per uno dei provvedimenti più discussi introdotti con il nuovo codice della strada nel 2024. Targa e assicurazione obbligatoria per i monopattini elettrici dovranno attendere ancora, e stavolta il problema è piuttosto banale: la piattaforma online per richiedere la targa non è pronta.

A segnalarlo è Assoutenti, secondo cui il rinvio delle nuove norme si protrarrà almeno fino ad aprile, ma i tempi restano assolutamente incerti. La targa per monopattini esiste sulla carta, il costo è stato definito, le modalità di pagamento pure. Il piccolo dettaglio è che manca solo il sistema per richiederla. Una situazione a dir poco peculiare, considerando che l’obbligo era stato annunciato con grande enfasi quasi due anni fa.

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Il problema della piattaforma per la richiesta della targa

La nuova targa per monopattini costa 8,66 euro, da pagare tramite PagoPA. Per completare la richiesta, però, bisogna accedere a una piattaforma online dedicata che al momento non esiste. O meglio, non è ancora stata resa operativa.

Non è chiaro quale sia il motivo del ritardo; secondo alcune voci potrebbero esserci problemi non solo di natura tecnica, ma anche burocratica.

Questo è proprio il cuore della questione poiché i monopattini elettrici, infatti, non hanno un numero di telaio o una certificazione di conformità come altri veicoli. Non esiste un registro, non c’è un documento di circolazione, non c’è nulla che identifichi in modo univoco un monopattino rispetto a un altro dello stesso modello.

Una targa adesiva e non personale

Il nuovo “targhino” per monopattini non funziona come quello di auto o moto. Non è personale e trasferibile da un veicolo all’altro, ma è adesivo e antifrode, pensato per essere applicato su un singolo mezzo e rimanerci. L’idea alla base è evitare che qualcuno compri una targa e la sposti da un monopattino all’altro, o la presti a terzi ma pare che questo approccio crei ulteriori complicazioni pratiche.

Se la targa è legata fisicamente al monopattino, serve un modo per identificare quel monopattino specifico al momento della richiesta. Ma senza numero di telaio o altro identificativo univoco riconosciuto a livello nazionale, l’associazione diventa problematica.

Sono questioni tecniche che sembrano banali ma che, evidentemente, stanno rallentando tutto il processo, vista la situazione.

Senza targa niente assicurazione

La conseguenza più immediata di questo stallo è che nemmeno l’assicurazione obbligatoria può essere attivata. Le compagnie assicurative infatti hanno bisogno del numero di targa per emettere una polizza, esattamente come accade per auto e moto. Senza piattaforma non c’è targa, e senza targa non c’è modo di stipulare un’assicurazione, di fatto si viene a creare un circolo vizioso.

Gli utenti di monopattini si trovano quindi in un limbo normativo: l’obbligo esiste, almeno formalmente, ma è impossibile adempiervi. Chi volesse mettersi in regola non può farlo, semplicemente perché lo Stato non ha ancora messo a disposizione gli strumenti necessari.

Nel frattempo, i monopattini continuano a circolare come prima, senza targa e senza assicurazione e se dovesse verificarsi un incidente, non è chiaro come verrebbero gestite le responsabilità in questa fase di transizione.

Una vicenda mal gestita su cui regna l’incertezza

La vicenda della targa per monopattini ha assunto ormai i contorni del classico stallo burocratico all’italiana, se si pensa che il provvedimento era stato inserito nel nuovo codice della strada con l’obiettivo dichiarato di aumentare la sicurezza e la tracciabilità di questi veicoli, sempre più diffusi nelle città italiane.

L’intenzione, sulla carta, non era sbagliata visto che i monopattini elettrici sono coinvolti in un numero crescente di incidenti, e in molti casi risulta difficile identificare i responsabili quando questi si danno alla fuga. Una targa renderebbe più semplice risalire al proprietario, almeno in teoria.

Al momento non ci sono date certe per l’attivazione della piattaforma anche se Aprile pare sia stato indicato come possibile finestra, ma potrebbe slittare ulteriormente. In questo contesto di incertezza, peraltro, aggiungiamo che le comunicazioni ufficiali latitano.

Nel frattempo, le associazioni dei consumatori chiedono chiarezza e, soprattutto, che non vengano comminate sanzioni per il mancato rispetto di obblighi che è materialmente impossibile rispettare, considerando che il ritardo non è certo imputabile ai cittadini.