Il tema dell’energia per l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più centrale nel dibattito pubblico statunitense e, spesso e volentieri, si intreccia con quello, altrettanto delicato, dell’aumento delle bollette elettriche. Nel corso del suo discorso sullo Stato dell’Unione, il presidente Donald Trump ha annunciato un imminente impegno di protezione dei contribuenti che vedrebbe le principali aziende tecnologiche assumersi la responsabilità diretta della fornitura energetica necessaria ai nuovi data center dedicati all’IA.

Secondo quanto riportato, i leader di cinque tra le più grandi società del settore dovrebbero partecipare a un evento il 4 marzo, per firmare formalmente questo impegno.

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Le aziende IA pagheranno per l’energia necessaria ai loro data center, parola di Trump

Tra le aziende citate figurano nomi di primissimo piano: Amazon, Google, Meta, Microsoft, xAI, Oracle e OpenAI. L’obbiettivo dichiarato è che le società che costruiscono o espandono data center per l’intelligenza dovrebbero costruire, portare o acquistare la propria alimentazione per queste strutture, senza scaricare l’aumento della domanda energetica sulle reti pubbliche e, di conseguenza, sui consumatori.

Hanno l’obbligo di provvedere autonomamente al proprio fabbisogno energetico” ha affermato Trump, rivendicando di aver negoziato direttamente l’impegno.

Al momento i dettagli sono ancora piuttosto scarsi e non è chiaro come verranno vincolati gli impegni presi, né quali strumenti regolatori verranno utilizzati per farli rispettare. In teoria, le aziende potrebbero finanziare direttamente la costruzione di nuove centrali elettriche, firmare contratti di lungo periodo con utility e operatori di rete, nonché investire in nuove infrastrutture dedicate ai propri data center.

In realtà, alcune di queste mosse son già in atto, Anthropic e Microsoft per esempio, hanno assunto impegni volontari per coprire i costi di nuove centrali destinate ad alimentare le proprie infrastrutture IA. Meta ha firmato un accordo di 15 anni per sostenere i costi di capitale di tre nuove centrali a gas in Louisiana, collegate al suo più grande data center.

Tuttavia, anche in questi casi, non mancano le preoccupazioni: associazioni dei consumatori e comunità locali temono che l’aumento della domanda energetica possa comunque tradursi in un incremento dei costi del carburante e delle bollette elettriche.

Il contesto in cui si inserisce questa iniziativa è tutt’altro che neutro, secondo un rapporto di Climate Power, le bollette elettriche domestiche negli Stati Uniti sarebbero già aumentate del 13% nel 2025; parallelamente, il Dipartimento dell’Energia prevede che la sola domanda di elettricità dei data center IA possa raddoppiare o addirittura triplicare entro il 2028.

Le reti elettriche, spesso obsolete, devono essere aggiornate; nel frattempo, la crescita di data center, fabbriche e veicoli elettrici continua ad aumentare la pressione sul sistema.

Le big tech, dal canto loro, stanno puntando anche su tecnologie emergenti come i reattori nucleari di nuova generazione, ma si tratta di soluzioni che difficilmente entreranno in funzione prima del 2030. Anche la costruzione di nuove centrali a combustibili fossili sta subendo ritardi, in parte a causa della scarsità di turbine di gas.

L’iniziativa fa parte del più ampio piano d’azione per l’intelligenza artificiale promosso dall’amministrazione Trump, che punta ad accelerare lo sviluppo di nuovi data center per rafforzare il dominio globale dell’intelligenza artificiale. Tra le misure previste figurano incentivi alla costruzione di centrali, semplificazioni normative e accelerazione delle autorizzazioni.

Ma non tutto procede senza ostacoli, in diversi stati americani si registra una crescente resistenza locale contro la costruzione di nuovi data center, con ritardi e cancellazioni di progetti; in Virginia, che ospita il più grande hub di data center al mondo, il tema dell’aumento delle tariffe elettriche è diventato centrale anche nel dibattito politico statale.

Se le firme previste per il 4 marzo dovessero concretizzarsi, si tratterebbe di un passaggio simbolicamente rilevante: per la prima volta, almeno su carta, le principali aziende tecnologiche si impegnerebbero formalmente a sostenere direttamente il peso energetico della corsa all’IA.

Resta però da capire come verrà tradotto questo impegno in meccanismi concreti e vincolanti, quali saranno gli effetti reali sulle bollette dei cittadini e se l’autosufficienza energetica dei data center sarà davvero sufficiente a calmierare i costi.

Di certo, il legame tra intelligenza artificiale, infrastrutture energetiche e sostenibilità economica è destinato a diventare uno dei temi chiave dei prossimi anni.