L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nel sistema educativo di un intero Paese, e non si tratta di una sperimentazione limitata a pochi istituti pilota, ma di un’integrazione strutturale su scala nazionale; l’Estonia ha infatti annunciato una collaborazione con OpenAI per introdurre ChatGPT Edu nelle scuole secondarie superiori di tutto il Paese, nell’ambito del programma governativo AI Leap 2025.

Si tratta della prima iniziativa al mondo in cui un governo integra formalmente una versione educativa di ChatGPT in un sistema scolastico nazionale. Un progetto ambizioso, che coinvolge migliaia di studenti e insegnanti e che punta non solo a fornire accesso allo strumento, ma a costruire competenze critiche e consapevoli nell’uso dell’IA.

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L’IA come nuovo capitolo della digitalizzazione estone

Per comprendere la portata dell’iniziativa occorre fare un passo indietro, l’Estonia non è nuova a progetti di digitalizzazione radicale: nel 1996 il programma Tiger Leap avviò l’informatizzazione delle scuole, gettando le basi di quella che oggi è conosciuta come e-Estonia, uno degli ecosistemi digitali più avanzati al mondo.

Con AI Leap 2025, il governo guidato dal presidente Alar Karis apre un nuovo capitolo, integrare l’intelligenza artificiale nell’istruzione pubblica come strumento quotidiano, al pari di internet.

Il piano prevede:

  • coinvolgimento iniziale degli studenti del 10° e 11° anno
  • estensione progressiva fino a coprire un intero ciclo scolastico in tre anni
  • 15.000 studenti tra i 16 e i 18 anni
  • 5.000 insegnanti con licenze dedicate e formazione specifica

L’obbiettivo non è semplicemente mettere ChatGPT in classe, ma costruire un framework strutturato per l’uso responsabile dell’IA nell’apprendimento.

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Cos’è ChatGPT Edu e cosa offre alle scuole

Al centro dell’accordo c’è ChatGPT Edu, una versione di ChatGPT progettata per implementazioni su larga scala in ambito accademico. L’offerta include modelli OpenAI di ultima generazione, conformità al GDPR, sicurezza e controlli di livello enterprise, servizi API dedicati, supporto tecnico e condivisione di competenze.

La piattaforma consente inoltre la creazione di ChatGPT personalizzati per la didattica, con applicazioni che spaziano dall’assistenza nei feedback alla pianificazione delle lezioni, fino al supporto nello studio e nello sviluppo del pensiero critico.

In altre parole, non solo uno strumento per rispondere a domande, ma un ecosistema integrabile nei processi educativi quotidiani.

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Formazione, server europei e monitoraggio scientifico

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda la governance e il controllo. Gli insegnanti hanno seguito due giorni di formazione online dedicata a funzionamento dei modelli, bias e distorsioni, aspetti etici e implicazioni cognitive; da agosto parteciperanno inoltre a gruppi di confronto con incontri periodici ogni due o tre settimane, a testimonianza di un approccio progressivo e supervisionato.

Sul piano tecnico, l’Estonia ha adottato una licenza master separata per le scuole, archiviazione dei dati su server europei, nessun trasferimento dei dati degli utenti su server statunitensi, log di utilizzo salvati in database separati e protetti, e dataset per la ricerca armonizzati prima dell’analisi.

Il monitoraggio scientifico è affidato a ricercatori della Standford University e dell’Università di Tartu, che analizzeranno questionari periodici e dati aggregati di utilizzo tra febbraio e giungo; i primi risultati preliminari sono attesi entro la fine di giugno.

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Un Paese già tra i leader nell’uso di ChatGPT

Non sorprende, forse, che proprio l’Estonia abbia scelto di compiere questo passo; il Paese è già tra i primi 15 al mondo per utilizzo di ChatGPT, con un account attivo ogni quattro cittadini.

Secondo i dati aggregati, gli utilizzi principali riguardano tutoraggio e insegnamento, programmazione informatica e scrittura.

Parallelamente, oltre il 52,6% delle imprese estoni utilizza soluzioni cloud (contro una media europea del 38,7%) e l’adozione dell’IA nelle aziende è cresciuta; il 79% dei cittadini considera la digitalizzazione dei servizi pubblici un fattore di semplificazione della vita quotidiana.

Numeri che aiutano a comprendere come l’integrazione scolastica dell’IA non sia un fulmine a ciel sereno, ma l’evoluzione naturale di un ecosistema già fortemente digitalizzato.

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L’IA come strumento, non come sostituto

Un punto su cui il governo estone insiste è chiaro: ChatGPT (e l’IA in generale) non viene presentato come un sostituto dell’apprendimento umano. L’intelligenza artificiale è descritta come uno strumento basato su probabilità statistiche, soggetto a errori, allucinazioni e limiti dovuti ai dataset incompleti; per questo motivo, il programma prevede esercizi con integrazione dell’IA, discussioni guidate in classe, analisi strutturate dei risultati generati.

L’obbiettivo è sviluppare competenze critiche, insegnando agli studenti non solo a utilizzare lo strumento, ma a comprenderne limiti e potenzialità.

Un modello destinato a fare scuola?

Con questa iniziativa, l’Estonia diventa il primo governo a garantire l’accesso a ChatGPT Edu su scala nazionale, e non limitato a singoli campus universitari.

Bisognerà attendere per scoprire quali saranno i risultati concreti del progetto triennale e se altri Paesi seguiranno lo stesso percorso, se l’esperimento dovesse dimostrarsi efficace (sia sul piano didattico sia su quello della governance dei dati), potremmo trovarci di fronte a un nuovo standard globale per l’integrazione dell’IA nei sistemi educativi.