Lo spazio vicino alla Terra sta diventando sempre più affollato, costellazioni commerciali, satelliti governativi, missioni scientifiche, test anti-satellite e, purtroppo, detriti lasciati in orbita stanno trasformando la LEO (Low Earth Orbit) in un ambiente complesso da gestire; in questo contesto, il coordinamento del traffico spaziale non è più un’opzione, ma una necessità, ed è proprio qui che entra in gioco Stargaze.
Si tratta del nuovo sistema di Space Situational Awareness (SSA) sviluppato da SpaceX, pensato per migliorare in maniera significativa la sicurezza e la sostenibilità delle operazioni satellitari. La notizia più interessante è che i dati di screening delle congiunzioni verranno messi a disposizione gratuitamente per l’intera comunità di operatori satellitari.
Stargaze è il nuovo sistema di Space Situational Awareness di SpaceX
Negli ultimi anni si sono moltiplicate pratiche che hanno aumentato il rischio di collisione: corpi di razzi lasciati in bassa orbita, satelliti che effettuano manovre senza condividere le proprie previsioni di traiettoria, test anti satellite e scarsa coordinazione tra gli operatori.
I sistemi tradizionali basati su radar terrestri osservano gli oggetti solo poche volte al giorno, questo genera incertezze significative nelle previsioni orbitali, aggravate ulteriormente dalla variabilità delle condizioni di meteo spaziale.
Secondo SpaceX, Stargaze offre una capacità di rilevamento di diversi ordini di grandezza superiore rispetto ai sistemi convenzionali.
Il cuore del sistema è costituito dai sensori stellari installati sulla flotta Starlink, parliamo di quasi 30.000 sensori, distribuiti su migliaia di satelliti, che effettuano osservazioni continue degli oggetti vicini.
Il risultato? Circa 30 milioni di transiti rilevati ogni giorno. Stargaze rileva automaticamente oggetti in orbita, aggrega le osservazioni, genera stime orbitali accurate, e produce previsioni di posizione e velocità quasi in tempo reale.
Questi dati confluiscono in una piattaforma di gestione del traffico spaziale che identifica potenziali avvicinamenti pericolosi e genera CDM (Conjunction Data Messages), ovvero messaggi di allerta per possibili collisioni.
Il punto chiave è la latenza, SpaceX dichiara che Stargaze è in grado di fornire risultati di screening in pochi minuti, contro le diverse ore richieste dagli standard attuali di settore.
Alla fine del 2025, un satellite Starlink si è trovato in rotta di collisione con un satellite di terze parti che stava effettuando manovre senza condividere le proprie effemeridi (tabelle astronomiche che indicano la posizione e altri parametri orbitali di corpi celesti).
Fino a cinque ore prima della congiunzione prevista, la distanza stimata era di circa 9.000 metri, considerata sicura; poi, improvvisamente, il satellite esterno ha eseguito una manovra che ha ridotto la distanza prevista a soli 60 metri.
Stargaze ha rilevato rapidamente il cambiamento di traiettoria, aggiornato le previsioni sulla piattaforma e generato nuovi CDM distribuiti immediatamente. Il satellite Starlink ha potuto reagire entro un’ora, pianificando una manovra che ha ridotto a zero il rischio di collisione. Secondo SpaceX, con sistemi radar tradizionali e screening ad alta latenza, un intervento così rapido non sarebbe stato possibile.
L’azienda di Musk renderà disponibili gratuitamente i dati di congiunzione di Stargaze tramite la propria piattaforma, attualmente in closed beta con oltre una dozzina di operatori. Tuttavia, per accedere al sistema, gli operatori dovranno condividere le proprie effemeridi, ovvero le previsioni di traiettoria e le manovre pianificate.
La logica è semplice: Stargaze può rilevare rapidamente cambiamenti orbitali, ma la fonte più affidabile resta quella fornita direttamente dagli operatori stessi; SpaceX aggiorna pubblicamente le effemeridi dei satelliti Starlink ogni ora, e invita tutti a fare lo stesso.
L’analogia proposta dell’azienda è chiara, nell’aviazione commerciale centinaia di migliaia di voli evitano collisioni perché condividono posizione e piano di volo, lo stesso principio dovrebbe valere per lo spazio.
Con la LEO sempre più popolata, e con episodi recenti che hanno mostrato i rischi legati ai detriti orbitali, un sistema come Stargaze potrebbe rappresentare un punto di svolta nella gestione del traffico spaziale.
L’integrazione con iniziative istituzionali come TraCSS dell’Office of Space Commerce potrebbe inoltre favorire un ecosistema più coordinato e trasparente.
In definitiva, Stargaze non è solo uno strumento tecnico, ma un tentativo concreto di definire uno standard minimo di condivisione dei dati orbitali; resta ora da vedere quanti operatori accetteranno di condividere le proprie effemeridi per contribuire a rendere lo spazio un posto meno affollato e più sicuro.
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